Intervista a Giovanna Giordano, la scrittrice inaugura il Catania Book Festival

Nella cornice del chiostro della Galleria d’Arte Moderna di Catania, Giovanna Giordano ha aperto la seconda edizione del Catania Book Festival leggendo alcuni stralci del suo nuovo libro che sarà pubblicato da Mondadori e dialogando con Marco Musmarra.

La scrittrice, nata a Milano e residente a Catania, ha all’attivo quattro libri: “Cina cara, io ti canterò”, “Trentaseimila giorni”, “Un volo magico” e “Il mistero di Lithian”. Nel 2020 è stata candidata al Premio Nobel per la letteratura.

Antonio Grillo, il protagonista del suo nuovo libro, sembra somigliare ad ogni siciliano che decide di partire per cercare fortuna e bellezza. Quando ha capito che era una storia che voleva raccontare?

La storia è nata spontanea durante un trasloco di casa di famiglia. Questa forse è una nota romantica, però, tra le carte di famiglia affiorava continuamente qualche traccia del viaggio americano del mio prozio Antonio Grillo. È come se la storia si fosse avvicinata a me come una calamita. Non l’ho cercata, mi ha indicato lei. Siccome in quella casa dovevo sgomberare e dare via mobili o carte o libri che non servivano più, durante questa azione – perchè il trasloco non è una cosa facile – ho messo tutto quello che riguardava questo zio in una scatola e l’ho tenuta in caldo per alcuni mesi. Nel frattempo, leggevo e immaginavo. Quindi, la storia è iniziata da lì, da un trasloco.

Perchè secondo lei manca il coraggio di restare e di provare a creare noi la fortuna?

Spesso cito la frase di Sciascia: “Ci sono uomini di scoglio e uomini di mare in Sicilia”. Gli uomini di scoglio sono quelli che guardano il mare e sospirano, gli uomini di mare sono quelli che partono. Non so quale sia la via migliore, la mia simpatia va a quelli di mare. Mi fanno anche molta tenerezza quelli che con ostinazione vogliono realmente creare un’utopia nel luogo in cui rimangono.

Antonio Grillo si rende conto che scappa da un’isola per ritrovarsi circondato da altre isole che sono persone. Perchè oggi essere isola ossia un mondo diverso dall’altro, spaventa così tanto?

Leonardo Da Vinci diceva: “Fai di te stesso un’isola”. Quando incontro una persona nuova ho la sensazione di essere di fronte a qualcosa da esplorare. Mi chiede perchè spaventa così tanto: è una paura umana, naturale e legittima, ma se noi ci facessimo delle analisi di DNA, scopriremmo che è una paura falsa e che nel nostro sangue ci sono tracce di oriente, di Africa, di ebrei, di normanni. È una paura immotivata, ma la comprendo.

La pandemia ha svelato l’essere umano nelle sue brutture: nel suo caso quali consapevolezze le sta lasciando?

Cerchiamo sempre il bello di quello che ci capita. Voltaire diceva: “Ogni uomo ha due occhi: uno bianco e uno nero. Con l’occhio bianco vede le cose buone, con l’occhio nero quelle storte”. Lei parla di brutture, ma in realtà, insieme a tanta miseria, disperazione e disastri anche psicologici, il lockdown ha lasciato qualche segno forte di buono. Abbiamo capito quali sono le cose importanti, abbiamo capito quanto il nostro corpo è delicato e quindi lo dobbiamo amare. Abbiamo capito che la nostra terra va rispettata perchè la nostra terra si sta ribellando a noi. È vero che abbiamo il portafoglio più misero, ahimè, e anche un senso di soffocamento e claustrofobia, ma in realtà abbiamo capito molto di più di quanto pensiamo. È stata quasi un’illuminazione: tutte le catastrofi per l’uomo sono delle opportunità.

Candidata al Premio Nobel per la letteratura nel 2020: cosa si prova ad essere riconosciuti tra tante realtà nazionali e internazionali?

Imbarazzo, della serie “Perchè? Ma che succede? Perchè a me?”, ma anche fierezza nel vedere che il proprio lavoro silenzioso e quotidiano possa essere apprezzato. Tutte le persone che vivono in ombra, per fortuna e ogni tanto hanno la luce del sole.

Siamo in un Festival del libro: qual è il suo libro sul comodino?

Mia cara, tengo sempre, sempre, ma sempre sul comodino: “Le metamorfosi” di Ovidio, l’ “Odissea” e Dante: loro non mancano mai.



Sandy Sciuto