Intervista a Gian Luca Comadini, il successo dell’imprenditore del futuro

Classe 1990. Maturità classica, laurea in economia. Nel 2013 è tra i primi in Italia ad investire in due trend poco esplorati: blockchain e social media. Oggi è uno dei principali divulgatori tecnologici italiani, ha co-fondato l’associazione di categoria Assobit e la società di consulenza e sviluppo Blockchain Core. È editore di Cointelegraph e direttore della prima scuola di formazione del settore: The Blockchain Management School. È membro della task force governativa di esperti scelta dal Ministero dello Sviluppo Economico per delineare la strategia nazionale in ambito blockchain e dello Steering Committe Blockchain di Assolombarda. È fondatore e amministratore delegato di You & Web, tra le più note società italiane di comunicazione integrata specializzata in strategie virali, con cui cura la comunicazione di numerosi personaggi pubblici, programmi televisivi, brand e multinazionali. È professore con cattedra in Blockchain presso l’Università Guglielmo Marconi, professore del Corso di Eccellenza in Blockchain presso l’Università degli Studi di Macerata e tiene da anni il corso in Web e Social Media Marketing presso l’Università Sapienza di Roma, considerato uno dei più autorevoli corsi del settore. È stato speaker in diversi TEDx, conduce un programma radiofonico di divulgazione su tecnologia e economia su Radio2 ed è spesso esperto opinionista per tutto ciò che riguarda l’innovazione nelle più importanti conferenze del settore e per la RAI. Nel 2019 è stato inserito da Forbes nella celebre classifica degli Under30 più influenti leader del futuro e da Millionaire tra i 15 giovani italiani che cambieranno il paese. Dal 2019 è membro del Mensa International, associazione che raccoglie persone con un quoziente intellettivo superiore al 98% della popolazione mondiale, avendo superato il test di ammissione con un QI superiore a 1

Come sei diventato un imprenditore digitale in così poco tempo e come ti è nata la voglia di metterti in gioco così giovane?

Da piccolo ero una persona timidissima, avevo pochi amici ed ero piuttosto emarginato. Avevo una vita piuttosto chiusa. Uscito dal mio percorso di studi ho avuto voglia di “esplodere” se così possiamo dire, per rivendicare un cosa che non avevo mai avuto. A quel punto inizio a  documentarmi su internet riguardo a quello che stava accadendo negli Stati Uniti. La mia idea, che è ancora valida, è sempre stata: in Italia arriviamo sempre ultimi. La cosa più facile è vedere cosa sta succedendo negli U.S.A. ed anticiparlo.  Così ho fatto con i social media prima e con il bitcoin dopo. In Italia non si parlava minimamente di questi due trend. Ho creato in Italia una società che si occupasse di pubblicità sui social quando ancora non esisteva neanche la pubblicità su Facebook e con quella società mi è andata molto bene. Grazie a questo ho avuto la fortuna di poter investire nel bitcoin dopo. Da lì divulgo comunicazione digitale da una parte e blockchain dall’altra.

La tua passione per i numeri come e quando è nata?

La mia passione per i numeri nasce fin da piccolo. Probabilmente perché vengo da una famiglia di commercialisti. Dopo la scuola passavo il mio tempo nello studio di famiglia tra cud ed F24. Da lì la passione per i numeri è nata ed è sempre rimasta.

Oggi tu sei un imprenditore, professore ed opinionista. Qual è il primo messaggio che vorresti passare ai giovani d’oggi ed anche del futuro?

Il primo messaggio è di non rinunciare mai ai propri sogni. Sembra banale ma l’essere umano nasce con sol due paure innate: quello dei rumori forti e di cadere nel vuoto. Tutte le altre paure sono indotte. Se noi ci facciamo spaventare tutta la vita da queste paure, passiamo la vita a sbattere la testa su un banco. Che sia di scuola, o in ufficio per il posto fisso. Così non vivremo mai la nostra vita. Allora rischiamo finché siamo giovani. Se sbagliamo abbiamo molto più tempo per recuperare. Più fallimenti accumuliamo e più impariamo lezioni per farcela. Chi non ha mai fallito, prima o poi fallirà. Quindi non mollare mai e “sperare” nel primo fallimento, che insegna.

Secondo te com’è cambiata la comunicazione nell’era dei millennals, se così vogliamo chiamarla?

E’ cambiata molto. Purtroppo non riusciamo a comprenderla perché non c’è più un linguaggio intra – generazionale. La vecchia generazione parla e si ascolta tra di loro, noi della generazione attuale parliamo e ci ascoltiamo tra di noi. La generazione futura farà lo stesso. C’è stato un salto senza poter dialogare. Per questo tutto deve ripartire a mio avviso dalla formazione elementare. Da bambini, dobbiamo insegnare la nostra storia, il nostro presente ed il nostro futuro.

Come dovrebbero adattarsi i mercati?

Fondamentale è capire che tutto va verso la decentralizzazione. La centralizzazione non può più funzionare. I sistemi fiduciari non reggono più perché hanno fallito. Tutto passerà da un baipassamento della fiducia. La blockchain questo fa: sostituisce la fiducia. Una volta che capiamo questo dobbiamo tornare ad occuparci della formazione giovanile. Dobbiamo comprendere che in ogni progetto imprenditoriale ci può essere un aspetto formativo, perché se non formi la nuova generazione poi rimani sempre con il “buco”.

Sei fondatore di Assobit e Blockchain-core. Da cosa è nata la tua passione per la blockchain?

E’ nata perché mentre mi occupavo di social stavo già guardando all’innovazione successiva per il prossimo assalto. Conoscevo un hacker in America che mi parlava di bitcoin. Lui utilizzava un linguaggio piuttosto tecnico, dicendomi che non avrei mai sentito parlare. Io però ho studiato finanza e ho recepito il tutto da economista. Quindi non ho visto un “linguaggio tecnico” che non conoscevo. Ho visto la potenzialità economica. E quindi ho pensato che questa cosa avrebbe spaccato il Mondo, sostituendosi al sistema tradizionale. Da lì inizio a parlare in Italia. Nessuno ancora aveva fatto conferenze sul tema. Fondo le prime società ed associazioni nell’ambito. Ho resistito ben 5 anni, mentre tutti intorno a me mi davano del truffatore o del.. cretino. Dopo 5 anni le stesse persone mi hanno dato ragione, mi chiedono di lavorare insieme sto al governo occupandomi di strategia riguardo alla blockchain.

Da quest’anno esiste il Ministero dell’Innovazione. Idea che per altro hai avuto tu ed era un tuo sogno. Quale altro sogno hai al riguardo.

Ovviamente, a questo punto vorrei esserne il Ministro. Vorrei creare delle aree in Italia che possono, attraverso una tassazione agevolata, attrarre tutte quelle piattaforme che oggi non sono inquadrate né fiscalmente né giuridicamente. Le piattaforme più importanti al Mondo nell’ambito blockchain transenno 20 o 30 miliardi al mese. Molte di loro sono fondate da italiani e ogni mese si spostano di Paese in Paese perché nessuno riesce ad inquadrarle. Inquadriamo, portiamole in italia. Sai solo tasse che loro pagano su quei miliardi quanto ci farebbero alzare il PIL? In più utilizziamole per insegnare ai nostri bambini come si fa qual lavoro. Tra 20 anni noi avremmo lavori nell’ambito della blockchain, dell’intelligenza artificiale, biotch, nano robotica. In Italia queste cose non si studiano. Siamo rimasti ancora al passato ed ai lavori del passato. All’avvocato, al commercialista, al Notaio. Dobbiamo pensare al futuro. Istruire i nostri giovani per questo.

Secondo te come dovrebbe essere l’imprenditore di domani?

Dev’essere un imprenditore curioso. Che non finisce il suo lavoro nell’ambito dell’orario lavorativo. Quando torna a casa può passare mezz’ora su Instagram, ma l’altra mezz’ora la deve passare a vedere quali sono i trend nel Mondo. Se non segui l’attualità, anche quella che non interessa, di qualsiasi ambito, sia politica che economica, non sai dove sta andando il Mondo. Se non sai dove sta andando il Mondo ti perdi il mercato. E rimani emarginato. La curiosità è la prima delle cose. Con l’innovazione si parte tutti da zero. Servono persone non che sappiano fare le persone. Quindi serve curiosità ed umanità.



Sharon Santarelli