Intervista a Briga, il suo nuovo inizio con l’album “Il rumore dei sogni”

In SPETTACOLO by Claudia RuizLeave a Comment

Nella frenesia del Festival di Sanremo abbiamo incontrato uno degli artisti più particolari di questa kermesse, Mattia Bellegrandi, in arte Briga, che concorre insieme all’insuperabile Patty Pravo. 

Una coppia sui generis se pensiamo allo scarto generazionale eppure così affiatata e complementare sul palco dell’Ariston. In gara con “Un pò come la vita” Briga si è fin da subito fatto valere, portando sul palco una canzone che sicuramente troveremo spesso in radio. 

La presenza al Festival di Sanremo quest’anno si può considerare davvero il trampolino per il suo nuovo inizio, il suo è percorso musicale che inizia nel 2010 con Anamnesi un album autoprodotto, nel 2011 pubblica il mixtape autoprodotto “Malinconia della Partenza” in download gratuito, viene notato dall’etichetta indipendente Honiro Label con la quale lancia lo street album “Alcune sere”.

Nel 2014 entra a far parte del programma televisivo Amici di Maria De Filippi e lì raggiunge il grande pubblico, il singolo inedito lanciato durante il talent “Sei di mattina” diventa una hit che conquista i più giovani e in poco tempo diventa disco d’oro. Dopo il talent un nuovo progetto discografico “Never Again” (Honiro Label), distribuito da Universal Music, certificato disco di platino dalla FIMI in meno di un mese.

Per Briga il prossimi mesi saranno davvero frenetici e Sanremo è solo l’inizio di un percorso di promozione per l’uscita del nuovo album “Il rumore dei sogni”, 2 Cd pieni di vissuto, di energia e di storia. 

Com’è essere qui con un colosso della musica italiana come Patty Pravo?

Collaborare con Patty è una cosa che mi riempie il cuore di gioia, non per il fatto in se di esibirci su un palco del genere, ma per la possibilità di condividere del tempo con lei cosa che mi ha  arricchito tantissimo professionalmente. E’ una donna con cui si vivono le cose con leggerezza si scherza si ride. Ci divertiamo molto insieme!

Un nuovo album esce 8 febbraio, Il rumore dei sogni, che hai definito un nuovo inizio, raccontaci questo nuovo progetto.

E’ la chiusura di un cerchio e l’inizio di un nuovo percorso, ho appena compiuto trent’anni ed è la prima volta che mi guardo in dietro e cerco di tracciare un po’ le somme di quello che ho fatto in questi anni. Il Rumore dei sogni è il mio nuovo album una raccolta di 25 brani su due Cd, ci sono 7 collaborazioni con artisti davvero influenti nel panorama musicale italiano e nove brani live registrati nei concerti e tre inediti.

Si dice spesso che i rapper hanno un linguaggio un po’ duro, invece avete un modo di esprimervi molto diverso da certi mondi di cui fai parte. 

Penso che la musica sia un po’ come il cinema, non è che si scrive sempre ciò che si pensa, nel mio lavoro penso di farlo. Siamo in un momento storico in cui criticare è molto facile, non si può più parlare di niente. Ci sono dei rapper che amano scrivere in questo modo perché poi alla fine c’è chi li ascolta e ama le loro performance, mi ricordo Mister Simpatia di Fabri Fibra adesso cosa farebbero? Non penso che lui sia un misogino o un sessista, anche se magari l’ha detto in qualche canzone “Sono un misogino, licantropo, misantropo mi sputi dal terrazzo quando vedi che mi arrampico”. Ne sono state dette tante negli anni, alla fine la musica è cinema, finzione è tutto fuorché una cosa da prendere alla lettera.