Intervista a Barbara Eramo: “Vi presento Emisferi, il mio nuovo album!”

“Emisferi” è il nuovo progetto discografico della cantante tarantina Barbara Eramo rilasciato oggi in tutte le piattaforme digitali e streaming.

La cantante dalla voce cristallina ha fatto coabitare nel disco l’indole cantautorale italiana dell’artista (vicina a Battiato) così come sottili incursioni verso l’avanguardia scandinava da lei tanta amata e la cultura mediterranea e del medio oriente suggerita dagli ascolti di cantanti arabe come Oum Kalthoum e Fairouz.

Il disco gode di suggestioni cinematografiche ma anche di uno spirito pop e world figlio delle esperienze di vita errante dell’artista.

Barbara Eramo, infatti, vanta un curriculum in cui non manca nulla con sempre al centro la musica.

Voce protagonista di alcune colonne sonore di film e fiction, ma anche autrice di brani e con all’attivo una serie di progetti discografici conosciuti all’estero.

La sua è una carriera che va oltre le logiche delle classifiche per arrivare all’essenza della musica come dimostrano i due brani estratti dal nuovo album “Emisferi” ossia il brano omonimo e “La grande onda”.

Abbiamo chiacchierato del nuovo disco direttamente con Barbara Eramo che si ha svelato aneddoti e intenzioni per il futuro.

È uscito oggi il suo nuovo progetto discografico dal titolo “Emisferi”. Da quali esigenze comunicative è nato?

Dal bisogno di raccontare il mio percorso musicale ed umano. Mi rendo conto che la risposta è poco originale ma sempre più negli anni, fare musica per me è diventata un’occasione per raccontare i miei viaggi interiori, per aprire scambi su temi che mi stanno a cuore. In questo disco c’è soprattutto il tema delle differenze.

Perché l’album si intitola “Emisferi”?

In effetti questa domanda mi aggancia al discorso di prima: tutti i brani esortano alla necessità di non trascurare o demonizzare le tante differenze che sono comprese, anzi direi insiste nelle cose e persone. Nel mondo, nella mente, nei temperamenti ed orientamenti personali c’è un equilibrio dinamico tra macrocosmo e microcosmo e tutto ci riporta alla dualità di cui si compone l’unità, essenzialmente.
Probabilmente ho scelto questo titolo anche perché esprime il perenne desiderio di viaggiare, perché mi dà l’opportunità di cogliere la ricchezza che ci circonda e di rendermi ancora piu curiosa di questo mondo che abitiamo, pieno di emisferi.

Ha scelto di non rilasciare singoli, ma di pubblicare direttamente il progetto discografico. Una scelta decisamente controcorrente rispetto alle attuali logiche di mercato. Secondo lei, verso quale direzione sta andando la musica italiana?

In realtà prima della pubblicazione del disco sono stati pubblicati due brani di cui il primo è la title track del disco, ma è assolutamente vero che per me conta sottolineare come ogni brano, sebbene faccia il suo singolare percorso, appartiene ad un movimento unico, un concept che permea tutto il disco; in qualche modo ogni brano è legato all’altro sebbene a volte con stili e dinamiche differenti. L’uscita del disco corrisponde anche alla pubblicazione del videoclip di una terza traccia dal titolo La Grande Onda.

“Emisferi” contiene 11 canzoni. Ci racconta il lavoro fatto sui brani e sugli arrangiamenti? Vi è un filo conduttore tra tutte? E qual è il messaggio del disco?

Sicuramente in principio desideravo che fossero canzoni per immagini e che invitassero al viaggio interiore  Lavoro molto nel mondo delle colonne sonore ed amo il cinema, per cui realizzare canzoni che permettessero un’immersione immaginifica era il mio desiderio, ragion per cui mi sono avvalsa di arrangiatori che lavorano molto in quell’ambito (Emanuele Bossi, Roberto Procaccini e Stefano Saletti) e c’è una corposa presenza di archi su diverse tracce. Non mancano però brani pop soprattutto legati agli anni 80 e la cosidetta worldmusic, linguaggi coi quali mi sono sempre confrontata e che quindi sento miei.

Nell’ultima canzone “Aatini al Nay” vi è il riferimento ad una poesia di Khalil Gibran. Poesia e musica si fondono: quanto conta la contaminazione tra le varie arti per lei? 

Si è un brano molto famoso nel mondo arabo e da anni fa parte del mio repertorio, per cui ho pensato di farne una versione solo voce in questo disco, come a completare temporaneamente il mio viaggio accostandomi al Medio Oriente. Anche nella penultima traccia, Passaggio, è solo il nay che suona (strumento a fiato arabo persiano) proprio a ricreare la giusta atmosfera introduttiva ad Aatini al Nay. Inoltre, nel brano L’Ospite mi sono ispirata alla poesia di una mistica sufi Rābiʿa al-Baṣrī nata nel 713 dopo Cristo ed ho cantato in italiano e farsi (lingua persiana).
Da questo si deduce come la poesia per me sia grande fonte d’ispirazione, difatti il disco precedente dal titolo “Emily” pubblicato nel 2014, l’ho interamente composto su poesie della grande poetessa Emily Dickinson.

Nella sua biografia, vi è sempre stata la musica. Interessante il lavoro fatto con Nicola Piovani per alcune colonne sonore. Scrivere musica per il cinema è diverso? Quali sono gli elementi che non devono mai mancare per un ottimo lavoro?

Si in effetti è diverso…sono stata soprattutto interprete di grandi compositori a dire la verità, un onore immenso lavorare con Nicola Piovani nei concerti sinfonici ed aver cantato per Alexandre Desplat su Il racconto dei Racconti di Matteo Garrone, ma in alcune fortunate occasioni ho avuto la possibilità di scrivere alcuni testi e linee melodiche per Pivio & Aldo De Scalzi (vincitori di due David di Donatello) coi quali lavoro da tanti anni ed anche con Emanuele Bossi per la fiction l’Isola di Pietro, con Stefano Saletti col quale ho cofirmato diversi brani per la fiction Un Matrimonio di Pupi Avati. Scrivere e cantare per il cinema penso che richieda una certa attitudine attoriale anche se espressa in maniera differente, ovviamente. Devi fondamentalmente seguire le indicazioni del regista ma hai la possibilità di metterci il tuo carattere espressivo a far conoscere al regista stesso altre opportunità. Può essere molto faticoso sino a che non si raggiunge la soddisfazione delle parti coinvolte, ma la resa che può creare è di una suggestione tale da ripagare queste piccole fatiche.

Proviamo a guardare al futuro. Quali sono i prossimi progetti in agenda?

Dopo il lockdown è abbastanza difficile fare progetti a lungo raggio. Inoltre sono un’artista indipendente quindi le scelte e i progetti dipendono solo da me stessa, non ho scadenze o contratti da rispettare. Questa scelta toglie senza dubbia grande visibilità e opportunità di arrivare più facilmente al grande pubblico ma permette un’autonomia artistica per me vitale. In questo momento vivo giorno per giorno, perseguendo obiettivi legati soprattutto alla mia crescita umana e in cui l’arte ha naturalmente un ruolo fondamentale, ma anche le questioni umanitarie e la natura. Auguro a me e a tutti quelli che fanno parte della mia vasta categoria (mi riferisco anche ad attori, ballerini, tecnici del suono ecc.) di diventare visibili – tra parentesi mi permetto di evidenziare come questa esperienza della pandemia e dunque del blocco di tutte le attività, ha messo in evidenza il vuoto legislativo che investe il settore artistico. Mi auguro di tornare presto a cantare in giro per il mondo e aprirrmi l’opportunità di presentare anche il mio progetto nei tanti festival che sto conoscendo grazie alle collaborazioni con la World music, la Banda Ikona di Stefano Saletti, ovvero la mia seconda famiglia.

Ecco gli appuntamenti live:

26 Giugno 2020 – Roma – Lian Club
Barbara Eramo trio con Andrea D’Apolito e Filippo Schininà
 
14/15/16 Luglio 2020 – Milano – Chiostro Nina Vinchi
“Pilato” – Il maestro e Margherita da Michail Bulgakov con Massimo Popolizio, Barbara Eramo e Stefano Saletti 
 
17 Luglio 2020 – Milano – Casa Jannacci
“Pilato”- Il maestro e Margherita da Michail Bulgakov con Massimo Popolizio, Barbara Eramo e Stefano Saletti
 
18 Luglio 2020 – Milano – Biblioteca Cassina Anna
“Pilato”- Il maestro e Margherita da Michail Bulgakov con Massimo Popolizio, Barbara Eramo e Stefano Saletti
 
19 Luglio 2020 – Roma
“Pilato” – Il maestro e Margherita da Michail Bulgakov con Massimo Popolizio, Barbara Eramo e Stefano Saletti
 
22 Luglio 2020 – Bergamo
“Pilato” – Il maestro e Margherita da Michail Bulgakov con Massimo Popolizio, Barbara Eramo e Stefano Saletti 
 
24 Luglio 2020 – Roma – Casetta Rossa 
Barbara Eramo & Diana Tejera 
 
4 Agosto 2020 – Roma – Auditorium Parco della Musica
Barbara Eramo con la Banda Ikona di Stefano Saletti, Cafè Loti, Nando Citarella e Tamburi del Vesuvio, Pejman Tadayon Sufi ensemble “La notte del caffè”.
 
5 settembre 2020 – Capo Vaticano (Vv) – Il Porticello

Barbara Eramo, Stefano Saletti e Baobab Ensemble “Notte mediterranea”



Sandy Sciuto