In molti ancora non lavorano ma i prezzi continuano ad aumentare spropositatamente

Se è vero che la riapertura di bar, parrucchieri e molte altre attività commerciali fa scattare una molla per la ripresa dell’Italia, è anche vero, che sono in molti a lamentarsi per l’aumento dei prezzi di tanti beni. I parrucchieri, hanno aumentato i loro prezzi di base per ogni tipo di prestazione, sostenendo che l’apporto dei protocolli sanitari, costi che prima non dovevano sostenere, come quelli per coprire igienizzanti, mascherine, guanti, ma anche asciugamani monouso e grembiuli usa e getta, fa crescere le loro spese, per cui si vedono costretti a fare qualche rialzo. Nei bar, caffè e cappuccino sono passati da novanta centesimi a un euro e 20, mentre per il cappuccino da un euro e 20 a un euro e 40, idem per ristoranti. All’unisono tutti gli esercenti sostengono che le spese imposte dal decreto, la diminuzione dei coperti per le misure di distanziamento, abbassano di molto i loro profitti, per cui per non chiudere sono costretti a fare dei rialzi. Il Codacons, il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, ha segnalato di continuare a ricevere segnalazioni da parte dei consumatori che lamentano il rincaro dei prezzi . Anche se nel centro di grandi città, come Milano, si è arrivati anche a 2 euro. 
“Da oggi caffè più amaro per molti italiani”, ha scritto in una nota l’associazione dei consumatori. Carlo Rienzi, presidente del Codacons, ha poi commentato: “Spero che siano casi isolati e che gli esercenti non decidano in massa di ritoccare i listini per rifarsi dei minori guadagni e dei costi di sanificazioni dei locali”, invitando  cittadini a segnalare all’associazione eventuali aumenti dei prezzi praticati da bar, ristoranti, parrucchieri, negozianti, artigiani in modo da combattere possibili speculazioni. I rialzi infatti non hanno riguardato solo il caffè.
Ma a porre le maggiori preoccupazioni è il settore alimentare, dove già nel periodo centrale della pandemia, i prezzi riportavano degli aumenti del 2.8%. Secondo il Codacons, in sostanza, tutti questi piccoli rincari potrebbero tradursi in una stangata per le famiglie di oltre 500 euro. Gli aumenti, come hanno spiegato anche i titolari delle attività, non solo rispondono alle esigenze di liquidità, ma anche alla necessità di coprire tutte quelle spese di sanificazione (nonostante nel decreto Rilancio sia previsto un bonus a riguardo), e alle minori entrate calcolate nelle prossime settimane, dal momento che si potranno ospitare meno clienti all’interno di bar e negozi in modo da rispettare il distanziamento sociale. Ma l’associazione dei consumatori sottolinea come gli aumenti dei prezzi non solo non recupereranno perdite e guadagni ridotti, ma rischiano anche di “allontanare gli italiani dai negozi e determineranno una contrazione dei consumi rispetto al periodo pre-Covid, con danni ingenti per tutti”.
Tuttavia diminuendo le possibilità di lavoro ed aumentando i prezzi, si crea un inevitabile scompenso, che apre le porte ad una maggiore crisi rispetto quanto già vissuto con l’epidemia. Per aiutare l’economia italiana, occorre buonsenso da parte di tutti, molte volte è meglio accontentarsi di poco, ma di sicuro nel tempo, anche se di sicuro ormai non abbiamo più niente.



Alessandra Filippello