Imprenditoria al femminile: l’esempio virtuoso di Paola Veglio tra welfare, caparbietà e innovazione

Il settore dell’automazione industriale è tra i più futuribili e all’avanguardia del nostro paese. Nel 2021, secondo i dati di Anie Automazione, ha registrando un aumento di fatturato del 21%, che ha permesso non solo di recuperare le perdite del 2020, ma anche di superare i valori del 2019. La crescita di fatturato ha superato di gran lunga le stesse previsioni per il settore che si attestavano intorno al +6% .

Nel mondo dell’automazione opera a Cortemilia (CN) una realtà leader in Europa, Brovind Vibratori S.p.A, guidata da Paola Veglio, con la sua personale visione di leadership e organizzazione aziendale. Classe 1979, con studi al Politecnico di Torino in Ingegneria elettronica e una lunga gavetta prima di diventare Amministratore delegato.

Grazie a Paola Veglio, Brovind ha intrapreso un percorso di crescita, passando da 39 addetti ai 160 attuali, con un aumento del fatturato da 5,4 milioni a 18 milioni di euro, ma anche un respiro internazionale, con l’apertura di una filiale in Brasile e l’inaugurazione entro il 2022 di una sede commerciale negli Stati Uniti.

L’azienda ha saputo attrarre nuovi talenti e conta un grande reparto di Ricerca e Sviluppo, per progettare soluzioni innovative e personalizzate, per rispondere alle mutevoli esigenze del mercato, in particolar modo alle richieste dei settori food, farmaceutico, automotive ed elettro-meccanico.

La storia di Paola Veglio è lontana dallo stereotipo classico della donna in carriera, racchiude forte determinazione e impegno per la comunità, per lo sviluppo dell’azienda e per l’affermazione personale, in un settore ancora poco avvezzo alle figure femminili.

Come è iniziata la sua carriera nel mondo dell’imprenditoria metalmeccanica?

Sono entrata nell’azienda in cui mio papà era già amministratore delegato, facendo tutta la gavetta, prima in laboratorio, poi in officina, poi nell’ufficio R&S e come responsabile IT, mansione questa che mi ha permesso di entrare, attraverso il rinnovamento del gestionale, in tutti i reparti, toccando con mano tutti i problemi esistenti. Ho progressivamente cercato di costruirmi una posizione di leadership, pur avendo (quasi) tutti contro, anche mio papà, che continuava a ripetermi che era troppo presto. Ho selezionato alcune persone, che mi hanno seguito e da lì è iniziato un bel percorso. Sicuramente non mi è stato regalato nulla, ma i risultati hanno cominciato ad arrivare. Abbiamo investito, sono andata controcorrente in maniera molto pericolosa, ho stravolto l’azienda nell’organigramma e nei processi, abbiamo diversificato i mercati, assunto giovani e ampliato le vendite. In tre anni sono riuscita a sanare le perdite che avevano gettato l’azienda in una profonda crisi, tra il 2008 e il 2011. Dal quarto anno abbiamo cominciato a fare utili e nel 2013 sono diventata Amministratore Delegato.

Essere una donna e ricoprire un ruolo di potere in un settore che, ad oggi, rimane perlopiù maschile: quali sono state le sfide maggiori affrontate finora?

Sono una sognatrice nata, che ama da morire il proprio lavoro. Ho avuto una strada in salita, non solo a livello professionale, ma sono convinta che i limiti esistano solo nelle nostre teste. L’importante è darsi degli obiettivi, ben definiti, poi la differenza la fa ognuno di noi. Le donne, purtroppo, spesso partono svantaggiate, ma se non si lasciano influenzare da chi racconta loro che non ce la faranno, allora non le ferma più nessuno. Dalla loro hanno una forte sensibilità, che spesso aiuta nel rapporto con gli altri e nel risolvere i problemi. Credo che nessun obiettivo si raggiunga in solitaria. I risultati raggiunti sono merito di un’ottima squadra che guida Brovind. Ho avuto molta umiltà nel voler imparare da loro e nel camminare al loro fianco. Il rispetto non è scontato, lo si guadagna con tanta fatica, ma quando lo si conquista è una grandissima e magnifica sensazione.

Consolidare un’impresa nel territorio di Cortemilia e a livello internazionale: quali saranno i prossimi obiettivi?

Sul piano internazionale abbiamo in programma di avviare una sede commerciale negli USA; ora che l’emergenza sanitaria sta scemando a livello globale il progetto si potrà finalmente concretizzare dopo due anni di stop. A livello locale, per Cortemilia, abbiamo acquistato e stiamo  ristrutturando un polo produttivo dismesso di 10.000 metri quadri, per creare nuovo valore e lavoro.

Insieme a un socio fidato ho dato vita a un’altra bella iniziativa per il territorio, nel campo della ristorazione e dell’ospitalità. Abbiamo rilevato un ristorante-pizzeria-albergo, ormai abbandonato da quasi tre anni. È un progetto tutt’altro che banale, visto anche il momento storico; nasce per Cortemilia, vuole essere un luogo di aggregazione per la comunità, ma pensato anche per accogliere i turisti stranieri.

Ho poi tanti altri progetti che bollono in pentola, spero di riuscire a portarli tutti a termine. Credo si possano fare tante cose per gli altri e per questi territori. D’altra parte, cosa c’è di più bello che aiutare il prossimo e poter dire di aver cambiato un pezzettino di mondo?

Quali pensa siano i punti di forza maggiormente attrattivi della sua azienda?

Dico sempre che Brovind si basa su quattro pilastri: innovazione, ricerca, persone e territorio. Ho sempre messo le persone davanti a tutto, le macchine aiutano, ma il vero valore delle aziende è quello umano. Oltretutto i tempi sono cambiati, non sono più le aziende a scegliere le persone, ma le persone a scegliere le aziende.

Brovind ha sede a Cortemilia, paesino di 2300 persone. Sono in prima linea per cercare di offrire lavoro, servizi, opportunità per i più giovani. Siamo molto attivi con iniziative di welfare territoriale. Stiamo lavorando per rendere sempre più qualificato il lavoro del vibratorista, ad esempio collaborando con le università e le scuole del territorio, ma non solo.

Voglio che i giovani scelgano Brovind non perché è l’unica scelta, ma per diventare parte integrante di un’azienda che crede in loro e che offre una serie di servizi attrattivi, mirati al benessere della persona.



Valentina Brini