Il grande tennis nel tempio della velocità: l’autodromo di Monza si candida per ospitare un torneo ATP

Giuseppe Forte

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Da tempio della velocità a teatro di sfide a colpi di racchetta. Il leggendario autodromo di Monza ha ufficialmente lanciato la propria candidatura per ospitare un torneo ATP 250 nel triennio 2020-2021-2022. La notizia è stata resa nota durante la conferenza di presentazione di Monza Break Point, il progetto elaborato da Mito Group (a cui sarà affidata l’organizzazione) assieme al comune brianzolo ed in collaborazione con Giorgio Tarantola, ex arbitro ed ora direttore del torneo Challenger di Lugano, votato come il migliore al mondo nella sua categoria lo scorso anno.

Il nuovo torneo si svolgerebbe su campi in erba e troverebbe la propria collocazione in calendario una settimana prima di Wimbledon, nella fase della stagione dedicata proprio alle sfide sul manto erboso, garantendo così ai tennisti un buon cammino di avvicinamento al più prestigioso evento del Grande Slam. Oltre che per la spettacolarità, la proposta si è rivelata estremamente intrigante per rilanciare il tennis sul nostro territorio: il torneo infatti sarebbe il primo a sorgere direttamente all’interno di un autodromo con la possibilità di utilizzare strutture come paddock e pit lane già presenti per accogliere il consueto Gran Premio di Formula 1.

La proposta è stata presentata a Montercarlo ai responsabili dell’Atp il 15 febbraio, prima di essere esposta alla platea della sala stampa del Monza Eni Circuit, costituita anche da potenziali sponsor e investitori. “L’idea è nata circa tre mesi fa e ce ne siamo subito innamorati”, ha spiegato Dario Allevi, sindaco di Monza. “La nostra è stata una visione con una grande forza, pensata sul territorio per il territorio. Il progetto è del resto insito nella forza economica del territorio”.

La cifra necessaria per la realizzazione del progetto si aggira intorno ai 6-7 milioni di euro. A tale somma bisognerà aggiungere il montepremi di circa 750 mila euro e naturalmente il costo dell’organizzazione dell’evento, una cui parte potrà essere sostenuta anche da enti pubblici. La costruzione dei campi prevede l’allestimento del campo centrale sulla linea di partenza del tracciato, mentre altri cinque campi (due per le partite e tre d’allenamento) verrebbero realizzati nell’area paddock. Il vincitore del torneo si porterebbe a casa un assegno da 350 mila euro più un’auto sportiva di lusso. Una volta terminato il torneo, in cui si è previsto un afflusso di circa 100 mila spettatori, i campi verrebbero velocemente smontati per recuperare la tradizionale configurazione dell’autodromo.

I vantaggi di un evento simile sarebbero molteplici sia secondo Allevi che secondo Fabrizio Sala, vicepresidente di Regione Lombardia e assessore per la ricerca, innovazione, università, export e internazionalizzazione. “Questa idea ha tanta sostanza”, ha affermato Sala. “Noi, a stretto contatto con Aci e Sias, stiamo lavorando per trasformare questo stabilimento in un polo d’attrazione internazionale, che non si fermi solo ai motori, ma spazi anche in altri settori”.

I prossimi mesi saranno decisivi per conoscere il destino della candidatura avanzata da Monza. Entro il prossimo giugno, verrà reso noto se l’autodromo brianzolo si sarà ricavato uno spazio nel grande tennis.