I messaggi nascosti delle favole Disney – La Bella e la Bestia

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Tutti i bambini che guardano le fiabe in televisione o al cinema vorrebbero che la loro vita fosse altrettanto fiabesca, che avesse un lieto fine, che fosse piena di avventura ma che da ogni impresa ne uscissero vittoriosi. Le fiabe, in fondo, piacciono perché ci raccontano. 

Alcune fiabe Disney, più di altre, nascondono messaggi di secondo livello che possono essere comprese soltanto da chi riesce ad andare oltre la trama trovando delle corrispondenze, spesso non troppo felici, con la realtà di tutti i giorni. È il caso della Bella e la Bestia.

Il cartone animato della Disney La Bella e la Bestia ha un personaggio che tutti riescono ad odiare dal primo istante: Gastone. La sua superbia, però, non è frutto del carattere, ma del modo di pensare di un’intera società che trova la sua raffigurazione nel villaggio dove Belle è nata. Gastone critica la cultura della giovane donna (che legge libri) e si prende gioco del carcere inflitto a suo padre per il solo fatto di essere un po’ svitato. La Bestia, poi, è esclusa dalla società per il suo aspetto fisico riprovevole. In cosa questo film sarebbe simile alla realtà? Per dare una risposta bisognerebbe andare a pescare nella vita privata di uno dei collaboratori del film, Howard Ashman che era gay, è stato costretto a fare una vita ritirata e poi, infine è morto in solitudine di AIDS.

Ci sarebbe poi da analizzare il personaggio della Bestia, che tutti vorrebbero cacciare. La Bestia davanti a tanta acredine si presenta come stanco ma non arrabbiato, desideroso, semmai, di essere amato per superare il disagio. La stanchezza è legata al classico meccanismo psicologico che scatta quando tutti ti affibbiano un’etichetta e finisci per credere che abbiano ragione. Ad essere escluse, in questo film, sono sempre le vittime, proprio come nella nostra società dove gli atteggiamenti aggressivi, fino anche a quelli dei bulli, sono perdonati dopo che l’oblio delle loro vittime è già compiuto.