I 5 film più violenti e disturbanti della storia del cinema

Splatter, slasher, robot cannibali, ultraviolenza, alieni iracondi, gore, tutti sottogeneri cinematografici in cui la violenza la fa da padrona, ma quali sono i film più truculenti di sempre? Ecco a voi, repressi amici di Alt(R)a Fedeltà, la classifica definitiva dei film più atroci di sempre, roba da chiudere gli occhi e implorare la pietà del vostro lettore DVD.

5) “Wolf Creek” di Greg McLean (2004)

Crediti: Mark Rogers

Due ragazzi e una ragazza si ritrovano nel deserto Australiano (Parco nazionale di Wolf Creek appunto) per una gita di piacere: dopo aver scoperto che la macchina li ha abbandonati a sé stessi scopriranno (Peggio ancora) che quella sarà tutto tranne che una gita di piacere, grazie al prezioso aiuto di un maniaco sadico stupratore trovato sul posto. Il tocco finale? E’ una storia vera, e non si hanno notizie su come siano andate davvero le cose, l’unico sopravvissuto potrebbe anche (Nella vita vera…cazzo) essersi inventato tutto e aver massacrato impunemente le proprie compagne di viaggio. Attori sconosciuti, semiprofessionisti, violenza da professionisti veri. Consigliatissimo, è pure un bel film, il che non guasta.

4) “The Texas Chainsaw Massacre” di Tobe Hooper (1974)


Un classicissimo dell’horror e dell’ultraviolenza. Dopo più di 30 dalla sua uscita al cinema ben pochi film possono giocarsela con questo delirante viaggio nella campagna texana, ispirato dai delitti di Ed Gein. Una gita pomeridiana che si trasforma in un viaggio nel terrore più profondo, il personaggio di Leatherface, l’idea di fondo di una vicenda non troppo lontana dalla realtà. Un grande classico che come il buon vino invecchiando migliora. Vale quanto detto per Wolf Creek: gran film, dev’essere visto. (Tra le altre cose l’immagine a sinistra è una delle più belle inquadrature della storia del cinema Horror…)

3) “I Spit on Your Grave” di Meir Zarchi (1978)


Alt(R)a Fedeltà è lieta di presentarvi il rape-revenge movie per eccellenza. Conosciuto in Italia con il delicatissimo titolo Non violentate Jennifer, oltre ad aggiudicarsi il premio speciale come opera più mutilata della storia dalla censura, si candida anche alla medaglia d’oro per la violenza gratuita. La vicenda narra di una giovane scrittrice che, dopo essersi trasferita in un delizioso paesino rurale della provincia Americana, viene violentata e torturata da quattro ragazzotti del posto: la sua vendetta non si farà attendere. Zarchi sceglie di non utilizzare alcuna colonna sonora per lasciare lo spettatore ancor più in balia della freddezza e della crudezza delle immagini; discutibile (A dir poco) la scelta di incentrare il film sulle sevizie del titolo Italiano (Quasi mezz’ora, raccapricciante) e dedicare alla vendetta della giovane una porzione piccola e distratta del film. Non l’abbiamo visto, ci teniamo a sottolinearlo, dubito lo vedremo mai.

2) “L’ultima casa a sinistra” di Wes Craven (1972)


Ben prima di Freddy e JasonWes Craven e Sean Cunningham si presero a braccetto per realizzare un caposaldo del moderno Horror. Violenza, omicidi, vendetta: un mix virtuoso di “I spit on your grave” e l’originale de “Le colline hanno gli occhi” (Dello stesso Craven), considerando che le storyline dei tre film si somigliano parecchio…

Forsenontuttisannoche: il film è in pratica un Remake horror (Diciamo una rilettura) di quel capolavoro indiscutibile che risponde al nome de “La Fontana della Vergine” di Bergman.

Innumerevoli versioni ed edizioni del film sono reperibili su DVD, VHS, Super8, una vera manna per i collezionisti, a causa dei diversi e numerosissimi tagli imposti dalla censura. Scegliete dunque il livello di violenza che più vi aggrada!

1) “Cannibal Holocaust” di Ruggero Deodato (1979)


Quattro giovani reporter sono incaricati di girare un documentario sulle tribù cannibali amazzoniche, incredibile a dirsi, riusciranno a superarne le gesta, e la loro dipartita sarà salutata dagli spettatori con un’ovazione da stadio. Un film assurdo, scene da delirio mentale (La ragazza indigena impalata, la tartaruga e il topo sventrati in presa diretta, il neonato nel fango…) è considerato il più famoso e controverso film del genere cannibal. Alla sua uscita generò gigantesche (E per una volta, giuste) polemiche, per le vere uccisioni di animali e per il realismo di alcune scene, tanto che lo si credette uno snuff movie: per questo motivo fu intentata una causa contro il regista. Il film rafforzò la fama di Deodato come autore estremo, dopo il precedente Ultimo mondo cannibale, e gli valse l’appellativo Monsieur Cannibal, datogli dai francesi, oltre a quello di imbecille, datogli da noi. Evitatelo, è davvero troppo.



redazione