“Ho fame e freddo, sono stanco di vivere nella strada”, inscena una rapina per farsi arrestare

Per fame e per freddo si fa quasi di tutto, anche inscenare una falsa rapina, con la speranza di essere portato in carcere, dove ti aspetta un bel lettino al caldo e cibi assicurati. Un marocchino di 38 anni, sicuramente non incensurato, quindi abituato alla vita dentro le carceri, stanco di subire il freddo e la fame sulla strada in pieno inverno, per poter tornare in carcere ha messo in scena una pseudo-rapina. Proprio davanti alla caserma dei carabinieri, per facilitare loro il lavoro. Con un taglierino… privo di lama. Il motivo? Era stufo di stare in giro per Milano, tutti i giorni, a caccia di un tetto e un pasto. Meglio il vitto e l’alloggio dietro le sbarre, piuttosto.

Protagonista della singolare vicenda, ai limiti dell’assurdo ma in realtà con diversi precedenti, è un marocchino di 38 anni, pregiudicato per reati contro il patrimonio e stupefacenti. Intorno alle 12.40 raggiunge Carate, territorio che ha già bazzicato e dove un anno fa era già stato arrestato dai militari della locale caserma. Prende di mira il parrucchiere proprio di fronte alla casa dell’Arma. Ha il volto coperto dalla sola mascherina. Entra, brandisce un taglierino spuntato e minaccia la proprietaria. Poi, invece di chiedere i soldi, fa una richiesta che lascia a bocca aperta la stessa donna: “E adesso chiama subito i carabinieri”. La parrucchiera non crede alle sue orecchie e, piuttosto sconvolta, esegue l’ordine.

I carabinieri arrivano in pochi secondi, intimano al nordafricano di gettare il taglierino, e lo bloccano. Lo portano in caserma, lo identificano e, dopo le formalità di rito, lo portano in carcere a Monza, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Nella chiacchierata ammette di essere esausto della vita di stenti e miseria in giro per Milano e, avendo apprezzato il trattamento durante l’ultimo arresto a Carate, ha pensato di fare un bis. Per trascorrere almeno il periodo natalizio in un posto “caldo e sicuro”, con letto e pasti garantiti. Non un quattro stelle, ma meglio di niente.



Alessandra Filippello