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Gary Card ha il dono di far diventare la plastilina arte

Quando scoprii che le statue dell’Antica Grecia in origine non erano di quel bianco sporco al quale siamo abituati noi dalle noiosissime visite di scuola ai musei o dalle ore passate sopra i libri di Storia dell’Arte, ma che venivano in realtà pitturate vivacemente in tinte sgargianti, ci rimasi un po’ male.
Non per il fatto che gli accostamenti di colori nelle ricostruzioni in 3D delle statue che vidi fossero obiettivamente un pugno nell’occhio, ma perché se lo avessi scoperto qualche anno prima sarei riuscita forse ad interessarmi un po’ di più all’arte greca durante le spiegazioni dei miei professori.
Il giovane artista inglese Gary Card invece è uno che di arte antica ne ha capito sicuramente molto più di me, infatti è da lì che prende ispirazione per le sue opere che poi realizza con l’uso di tantissima plastilina colorata. Come lui stesso racconta a quelli della Canon – che lo hanno scelto come uno dei cinque testimonial della “generazione M” per il loro lancio della nuova camera EOS M – cerca di interpretare a modo suo la scultura classica, mischiando l’astratta ricerca della perfezione degli antichi con la naturale imperfezione del mondo; le sue sono sculture volutamente grezze, dai colori accesi, frutto di una minuziosa caccia al dettaglio che Gary, come ogni artista che si rispetti, compie girando per le strade sempre con una macchinetta a portata di mano.
Questa capacità di reinterpretare in maniera moderna ed attuale la classicità è stata molto apprezzata dai signori della Canon, perché, evidentemente, è lo stesso messaggio che vogliono trasmettere loro per la EOS M: una fotocamera altamente tecnologica (con tanto di touchscreen al posto del display), ma con una qualità che non ha nulla da invidiare alle vecchie analogiche.



redazione