Torna Game of Thrones.. e con esso le critiche

Di Luca Tognocchi per Social Up!

Game of Thrones è tornato, l’interminabile attesa è finita. Mentre fuori la natura rinasce e soffiano i venti primaverili, milioni e milioni di persone non aspettano altro che tornare nella sanguinosa e cruenta Westeros. Game of Thrones è probabilmente la serie che più ha saputo coinvolgere attivamente i suoi spettatori, sempre creandosene di nuovi ed imponendosi al mondo come vera serie-evento. Quello che per l’Inghilterra è Doctor Who e che per l’Italia potrebbe essere Gomorra, la serie tratta dai romanzi di George R.R. Martin lo è per tutto il mondo. Ma ora veniamo al nuovo, agognato episodio che apre la sesta stagione.

(Ovviamente sono presenti spoiler sul finale della quinta stagione e sul nuovo episodio)

La quinta stagione si era lasciata alle spalle molte critiche, relative soprattutto alle trame più sfaldate e meno incalzanti del solito. Una su tutte quella di Dorne, che potrebbe essere la peggiore della storia della serie. L’elevato numero di personaggi, sempre più dispersi, obbliga la narrazioni a continui salti da un paese all’altro per mantenere attive tutte le storie, ma permette di dare loro poco spazio e minore profondità che nelle passate stagioni, dove molti più personaggi vivevano negli stessi luoghi.

La prima puntata della sesta stagione si apre con un colpo al cuore: lungo piano sequenza che parte dalla Barriera e arriva fin dentro il Castello Nero per terminare sul corpo senza vita di Jon Snow, trovato per primo da Ser Davos. Si inizia subito a rigirare il coltello nella piaga: dopo questa struggente apertura inizia una lunga carrellata di scene che vanno a ricapitolare le situazioni dei vari personaggi, molte delle quali sconvolte dal finale della stagione precedente. L’intera puntata si configura un po’ come un “dove ci eravamo lasciati”, dando spazio ad un didascalismo narrativo al quale Game of Thrones non si era mai aperto. La maggior parte delle storie si evolvono nella stessa maniera nelle quali ce le saremmo aspettate, le sorprese sono poche e vengono da fronti inaspettati. Sansa e Theon, in fuga dai Bolton, vengono sorpresi dagli inseguitori e salvati da Brienne e Podrick, permettendo finalmente allo sciagurato cavaliere di proteggere una Stark. Dopo quattro stagioni è un buon risultato, complimenti!

L’altra sorpresa viene dal fronte Dorne, dove una Ellaria Sand sempre più assetata di potere e vendetta mette in atto un vero colpo di Stato uccidendo il Principe ed il figlio, con l’aiuto delle fedeli Vipere. Ciò che sorprende di questi sviluppi è proprio il fatto che si evolvono da due filoni narrativi che non sono mai stati fra i più interessanti. Un’ultima piccola sorpresa viene da Melisandre, che si rivela essere non la bellissima donna in rosso che credevamo ma un’anziana e orribile signora, protetta forse da un incantesimo sulla collana che indossa.

Questa puntata sembra dare conferma alle critiche rivolte alla quinta stagione: a causa dei troppi personaggi, sta diventando impossibile concentrarsi su una storia o approfondirle abbastanza. Il comparto tecnico rimane però stupefacente: la regia è bellissima, così come la fotografia, soprattutto nelle scene di Mereen, dove i colori luminosi contrapposti alla miseria della città ne esaltano le qualità.

In conclusione speriamo che le trame si infittiscano di nuovo e si animino un po’ di più, perché altrimenti si rischia di ripetere la stagione passata, troppo debole e salvata solo da un gran finale. Comunque vada, ci ritroveremo qui a guardare la serie, senza alcun dubbio.