Flagship store: quando la moda incontra l’architettura e il design

La moda non esisterebbe senza comunicazione. Anche il più bell’abito di Chanel sarebbe semplicemente un capo di abbigliamento se non lo collocassimo nell’immaginario del brand che da anni gli esperti del settore lavorano per mantenere vivo. In questo processo svolgono un ruolo fondamentale i flagship store, ovvero i negozi monomarca dei brand. Lo spazio dove merce e consumatore entrano in contatto e il sogno costruito dalle campagne di comunicazione prende vita. Un luogo magico, quindi, che deve essere progettato e realizzato alla perfezione. Ecco perché per i loro flagship stores, i brand più importanti di rivolgono ai cosiddetti archistar, ovvero agli architetti di fama mondiale, e a designer d’eccezione. Un prodotto di lusso ha bisogno di una casa di lusso.

Vediamo alcune di queste creazione in cui moda, architettura e design si fondono dando vita a qualcosa di unico.

Gli “epicentri” di Prada (è così che ha scelto di chiamarli la designer Miuccia) ne rappresentano l’emblema. Tra questi, il primo da annoverare è sicuramente quello di New York, progettato da Rem Koolhas e realizzato nel 2001. La parte più incredibile è sicuramente il grande piano curvo in legno che come un’onda scende dal piano strada a quello interrato. La prima parte di quest’onda costituisce una gradonata su cui di giorno vengono esposte le calzature, mentre di sera accoglie il pubblico degli eventi. Dal dorso opposto dell’onda, infatti, fuoriesce una pedana su cui si tengono conferenze e altri tipi di spettacoli.

Altro epicentro decisamente spettacolare è quello di Tokyo, progettato dallo studio Herzog & de Meuron. Struttura, spazio e facciata costituiscono un tutt’uno, ricoperto da un guscio in vetro che serve ad amplificare e mettere a fuoco diversi processi ottici.

Anche i flagship stores di Louis Vuitton non sono da meno. Lo scorso 30 ottobre è stato inaugurato il nuovo negozio a Seoul in collaborazione con gli architetti Frank Gehry e Peter Marino. Il tipico vetro curvo di Gehry si mescola alla perfezione con le linee sinuose dell’architettura coreana e il bianco dei costumi tradizionali. È proprio di questo 1 febbraio, invece, l’apertura del nuovo flagship store di Osaka, progettato dall’architetto giapponese Jun Aoki. Nella parte alta la struttura simula le vele di una nave, mentre la parete di metallo traforato alla base ricorda i riflessi della luce sulla superficie del mare.

Impossibile non citare il palazzo di Hermes a Tokyo, progettato da Renzo Piano. Totalmente realizzato con mattoni di vetro, inframezzati da una struttura in vetro flessibile.

Ovviamente si tratta solamente di alcuni esempi, la lista di questi posti magici è davvero lunghissima. A prescindere dalla possibilità di acquistare o meno, questi negozi sono opere d’arte da osservare e visitare.



Giulia Storani