Fernando Gaviria: chi è lo sprinter che sta dominando il #Giro100

Se nasci in Colombia, sai che probabilmente il tuo futuro prenderà due strade: il calcio oppure il ciclismo. Fernando Gaviria Rendòn, nato a La Ceja il 19 Agosto di ventitrè anni fa, ha preso la seconda via - non si sa se per scelta o per volere del fato in persona- quella del ciclismo professionistico e non sembra certo aver sbagliato.

Fernando è solo l'ultimo dei frutti che il movimento ciclistico colombiano ha saputo offrire; è infatti l'ultimo di un'epoca di grandi talenti del calibro di Quintana su tutti, e a seguire Henao, Atapuma, Uràn, Betancùr e la rivelazione del giro dell'anno scorso, Esteban Chavez. Ecco, Gaviria ha deciso di proseguire la tradizione inaugurata dallo scalatore che è arrivato sul podio nel Giro d'Italia dello scorso anno - come dimenticare il suo sorriso che lo caratterizza non appena varcava la linea del traguardo -, perché la rivelazione del movimentato #Giro100 di quest'anno non può che essere lui.

Chi sta leggendo l'articolo starà pensando a Gaviria come all'ennesimo scalatore prodotto dal ciclismo colombiano, ma in realtà è invece simbolo di rottura con la tradizione sudamericana da cui arriva: è infatti un velocista purosangue. Un velocista che è giunto al Giro d'Italia dopo appena un anno e mezzo dai suoi inizi da ciclista professionista con la maglia della Etixx Quick-Step. Dopo un anno da stagista, la squadra lo ingaggia ufficialmente a partire dal 2016, e nonostante la giovane età il colombiano è subito riuscito a vincere diverse tappe tra Tirreno-Adriatico, Tour de San Luis, Tour de la Provence, Tour de Suisse e Tour de Poland. Ai Giochi Olimpici di Rio ha invece raggiunto il quarto posto nella gara dell'omnium.

Ma arriviamo al 2017: un quinto posto alla Milano-Sanremo e un'altra vittoria alla Tirreno-Adriatico sono i risultati che precedono la sua presenza al Giro d'Italia nelle vesti di velocista principale della Etixx-Quick Step; una presenza che non rispetta minimamente le attese. Tutt'altro: travolge impetuosamente l'edizione del centenario della corsa in rosa. Qui la velocità, la potenza, l'intelligenza e la scaltrezza – doti assolutamente necessarie per un velocista di alto livello – di Fernando Gaviria, soprannominato El Misil senza bisogno di ulteriori delucidazioni, si mettono prepotentemente in mostra: da promettente velocista si afferma come uno dei migliori sprinter in circolazione.

Terza tappa: il primo acuto di Gaviria si concretizza in una poderosa volata sulle strade di Cagliari, al termine della quale si guadagna l'onore di vestire – per un giorno soltanto – la maglia rosa. Quinta tappa: una volata vinta davanti a Marezcko e Bennet che permette al colombiano di vestire la maglia ciclamino, riservata alla classifica a punti. Dodicesima tappa: tris a Reggio Emilia, ancora davanti a Marezcko, con una potente volata che esplode solo a cento metri dal traguardo.

Tredicesima tappa: è a Tortona che si consuma il poker ma soprattutto una volata a dir poco fenomenale. Gaviria si trova infatti nelle retrovie nel momento in cui sta partendo la volata, e così si appresta a partire pochi istanti prima dei suoi colleghi sprinter davanti a lui. A volata già lanciata, dalla telecamera che sta riprendendo dall'alto gli ultimi istanti di gara spunta all'improvviso Gaviria, ad una potenza e velocità palesemente superiore rispetto al restanti velocisti; ma è il modo in cui sopravanza gli avversari a lasciare esterrefatti. Con rara intelligenza e prontezza infatti Gaviria si infila in un pertugio sull'estrema destra, a pochi centimetri dalle transenne, per giungere dal nono al primo posto nel giro di cento metri e non trovare più ostacoli tra sé e la quarta, storica vittoria al Giro D'Italia.

È nato un campione (qui un video). Un campione contraddistinto – tra le altre qualità già citate – da una spiccata umiltà: “Che sia qui o a casa io corro sempre per la mia famiglia. Hanno fatto enormi sacrifici per vedermi correre, mio padre muore per il ciclismo. Il fatto di essere qua è un regalo che gli ho fatto”.



Andrea Codega