fase 2 zio benny

“Questa fase 2 mi ha già rotto i coglioni, sono pazzo se preferivo l’isolamento?”

Caro zio Benny,
sto vivendo una sensazione molto strana. Con la fase 2, dopo mesi, ho ripreso ad uscire e a rivedere alcuni volti amici, ma li sto vivendo in modo strano. In pratica mi sembra di non averne voglia. Tornare alla vita di prima mi da preoccupazione. Non ho paura di contagiarmi o di ritrovarmi a giustificare i miei movimenti, ma sento che mi manca la mia intimità, mi manca starmene a casa tra le mie cose e i miei pensieri. Mi sento un disadattato. Se prima non vedo l’ora di uscire e riprendere in mano la mia vita, ora quando varco la soglia di casa, spero solo di poter ritornare presto tra le mie quattro mura. Come se mi mancasse l’isolamento. Sto forse impazzendo?
Vanny.
Ciao Vanny, il tuo dubbio è le tue preoccupazioni sono molto interessanti, anzi, ti stupirebbe sapere che è un sentimento molto più comune di quanto si possa pensare. Non sentirti strano o diverso, perché in realtà, ciò che ti frulla per la testa, spesso corrisponde agli stessi pensieri che hanno tantissime altre persone. La sola differenza è la capacità di esprimerli, di tirarli fuori. In questo puoi ritenerti speciale.
zio benny fase 2
Ti rispondo subito, partendo da un esempio, a me, molto caro, la mia posta. Negli ultimi due mesi e mezzo ho ricevuto sempre meno lettere per la mia rubrica. Settimana dopo settimana diminuivano, fino a scomparire. Vedere la mia casella email vuota, messaggi inesistenti su Instagram, mi ha dato preoccupazioni. Fino a qualche giorno fa, quando ho ricevuto il tuo messaggio. Improvvisamente ho capito. Sai quando ti si accende una lampadina nella testa e ti si rivela un mondo, anche se si tratta di una scoperta banale, tipo l’acqua calda?
Ebbene, una mattina, mi son svegliato e l’ho capito. Le persone si sono adattate a quel vortice di isolamento da non avere dubbi o esperienze da raccontare. La propria idea di vita è passata dal rapporto con gli altri, al rapporto con sé stessi. Ci siamo avviati lentamente in un processo di incubazione mentale.
zio benny fase 2
Eravamo certi che nulla ci avrebbe fermato, che tutto sarebbe andato bene. Abbiamo organizzato aperitivi in webcam, videochiamate di gruppo, poi a poco a poco quasi più nulla. Quella rete di contatti da mantenere a tutti i costi per non perdere la nostra routine si è affievolita. Ci siamo ritrovati pantofolai, con i capelli e la barba più lunga e nulla da dire.
Esatto, non avevamo più nulla da dire. Triste vero? Ma è così. La stanchezza e la monotonia ha preso piede e in poco tempo abbiamo trovato più congeniale divorare una serie tv piuttosto che chiacchierare delle solite cose, in modo asettico e virtuale con i nostri amici. Ci siamo digievoluti nella versione più estrema del nerd che in ognuno di noi.
L’essere umano, come ben saprai, è un animale sotto tanti punti di vista, ma tra le tante cose è una bestia abitudinaria. Sì, siamo un po’ come le caprette di Heidi e una volta imparato il percorso per andare in montagna e dove brucare l’erbetta più verde, le nostre giornate sono finite in un vortice di abitudini solitarie. Ci siamo adattati ad uno stile di vita nuovo.
Ricordi all’inizio dell’isolamento come ti sembrava surreale e strano isolarti, non poter fare neppure le cose più banali, come entrare nel bar sotto casa per bere un caffè? E’ stato difficile adattarsi, distaccarsi, fare a meno, eppure ci siamo riusciti. Ora eccoci, all’inizio di questa complicata fase 2.
Fonte: primabergamo.it
Siamo nel senso opposto. Ci dicono che possiamo iniziare a riprendere le nostre vecchie abitudini. Ci dicono che possiamo tornare ad essere “animali” sociali. Prendi le caprette di zia Heidi e portale al mare piuttosto che in montagna. Le vedrai disorientate, disadattate, smarrite. Ecco, ora sei una pecorella smarrita.
Servirà del tempo per imparare nuovamente a dialogare e trovare reazioni e istinti nei confronti del prossimo.
Ti confido questa cosa, in realtà, l’ho spiattellata già su Facebook, ma mi piace pensare di regalarti una confidenza. Fingi anche tu che si tratti di una confidenza. Il mio primo giorno di lavoro fuori casa, dopo aver incontrato alcune persone, in cuor mio, è nato un desiderio, sai cosa ho pensato? Se devo tornare ad aver a che fare con certa gente, quasi quasi, preferirei tornarmene in quarantena a casa mia, sul mio letto e nessuno a rompermi i coglioni. Io, che del contatto umano mi nutro e trovo ispirazione, anche quando il degrado raggiunge livelli altissimi.
Quindi nulla di strano, caro Vanny, hai bisogno di ritrovare un nuovo equilibrio anche in questa fase 2. Non sarà facile neppure questo. Potresti portarti dietro una grande scarica di stress, ma stringi i denti. Evita però, di fare come han fatto in tanti, riversarsi per strada senza motivo a far baldoria, rischiando di vanificare tutti i sacrifici fatti. L’aperitivo ai Navigli, magari, tra qualche settimana. Evitiamo questi palleggi tra fase 1 e fase 2.
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Benito Dell'Aquila