Fare le cosacce pensando ai My Little Pony: il fenomeno del “Clopping”

In #Shareit, EXPERIENCE by Noemi D'AlessandroLeave a Comment


L’altro giorno, pensavo alle grandi questioni irrisolte della vita:

Cosa è il fuoco? Non è un solido, non è un liquido e non è un gas, che diamine è?

Perché Tarzan non ha la barba?

Perché i mirtilli sono blu, ma se li spiaccichi diventano viola e se li sbucci sono verdi?

Come pensavano gli uomini prima che inventassero le lingue?

Perché i ragazzi stanno bene senza trucco?

I bruchi sanno che diventeranno farfalle o creano la crisalide pensando “che cavolo sto facendo”?

Perché tenere un cadavere in casa diventa socialmente accettabile se esso è ridotto in cenere e tenuto in un’urna?

Cosa spinge ragazzi e adulti a seguire assiduamente una serie animata che parla di cavallini magici e a masturbarvici sopra?

E niente, è un po’ che m’interrogo sul fenomeno My Little Pony* e sulle conseguenze che questo cartone animato ha avuto sulle abitudini sessuali di migliaia di individui in tutto il globo.

*Per chi a differenza della sottoscritta avesse una parvenza di serietà, ecco un breve sunto della questione che ciclicamente mi attanaglia: My Little Pony è un cartone animato per bambini che secerne cuoricini, fiocchetti, caramelle e cupcakes ad ogni fotogramma. Esiste dagli anni ’80 circa ed è ispirato a dei giocattoli prodotti dalla Hasbro. All’epoca, si usava molto creare cartoni animati che essenzialmente fungessero da lunga e colorata pubblicità a giocattoli vari (basti pensare ad Action Man, ai Transformers e affini). Le trame erano spesso scialbe, l’animazione sciatta e così le prime dimenticabilissime stagioni dei My Little Pony vennero immediatamente gettate nell’oblio.

 

 

Tutto ciò fino al restyling avvenuto nel 2010: cavallini dai disegni accattivanti, colori sgargianti, trame coinvolgenti, musiche e ambientazioni degne dei migliori film della Disney e pornazzi con i pony e gli alicorni.

Sì, pornazzi.

Avete letto bene e comunque ve lo ripeto perché mi piace come suona la parola: PORNAZZI.

Pornazzi su cavallini magici.

 

 

 

Mi ricordo quando ero ancora piccola e innocente, una virginea puella ancora ben lontana dallo scoprire le gioie del sesso e sentii parlare della Rule 34: “se esiste, c’è del porno a riguardo”. Rimasi sconcertata dalla cosa e in un certo senso la presi come una sfida: iniziai a cercare cose assurde sui siti porno che conoscevo, perché nella mia testa pensavo che mai e poi mai qualcuno avrebbe potuto accoppiarsi con dei cactus, ingoiare feci proprie e altrui, infilarsi barattoli di vetro su per il retto e cose simili. E fu così, in un caldo pomeriggio d’aprile, che la mia innocenza sfiorì ed eccomi qui, ora a gestire una rubrica che parla di sesso e cose sporcaccione.

 

 

 

 

 

 

Per una questione di onestà intellettuale, devo specificare che il fandom dei My Little Pony non è composto solo da gente che riversa sui quadrupedi animati le proprie pulsioni sessuali assieme a litri di liquido seminale (questi personaggi vengono chiamati “Cloppers”), ma anche da migliaia di persone genuinamente devote allo show e che si riuniscono tutti sotto il nome di Bronies (crasi tra “bros = fratelli” e “pony”).

Uno degli aspetti più curiosi della vicenda è che il Brony medio non è, come ci si aspetterebbe, un ragazzino che dopo i compiti capita su My Little Pony facendo zapping e che, vittima della tempesta ormonale tipica della sua giovane età, ci si trastulla allegramente. No! La maggior parte dei Brony sono maschi adulti e vaccinati, ragazzi che vanno dai venti ai cinquant’anni e che seguono con passione e dedizione uno show nato per un pubblico decisamente diverso.

Ma perché un cartone animato palesemente per bambini attrae un altro tipo di target?

Per amore della scienza, ho guardato qualche episodio e devo ammettere che il cartone è davvero ben fatto: i personaggi sono ben caratterizzati, le storie carine e coinvolgenti (per quanto comunque le trame risultino banalotte ma, voglio dire, è di un cartone animato per bambini che stiamo parlando, non posso aspettarmi una trama alla Breaking Bad), le colonne sonore ottimamente arrangiate e insomma, di puntate me ne sarò viste una decina in totale e sono finita con l’affezionarmi ai personaggi e alle loro vicende. Sì perché ognuno dei cavallini protagonisti dello show ha una sua storia, una sua personalità e un suo percorso di crescita che rendono facile l’immedesimazione e nel giro di due-tre puntate ti ritrovi a gioire come una scolaretta ogni volta che sullo schermo compare il tuo pony preferito (e così, giusto per la cronaca, la mia preferita è Pinkie Pie).

La prima cosa che mi viene in mente pensando a My Little Pony è che lo show è rassicurante: tutto all’interno della serie non fa che canticchiarci che tutto andrà bene, che le cose si sistemeranno con un po’ di tenacia, forza di volontà e un motivetto orecchiabile. Ed è probabilmente questo il motivo principale del successo dei My Little Pony tra i giovani adulti. La mia, è una generazione che ha un profondo bisogno di sentirsi rassicurata: l’ansia da esame, l’ansia da post università, i tempi che cambiano, le prime rughe e i primi capelli bianchi che spuntano come funghi ad ogni “cerchiamo lavoratore con esperienza” o “questo è un progetto senza budget” in cui c’imbattiamo. Abbiamo bisogno di sentirci dire che siamo speciali, che qualcosa di buono in noi c’è, che proprio come i cavallini magici abbiamo la nostra forza dentro di noi e che saremo in grado di farla esplodere come una supernova.

Davvero, come si fa a non amarla?

Ma, a prescindere da questo, perché i Cloppers…cloppano?

Sono stati in molti a porsi questa domanda ed ecco qui alcune risposte, pescate per voi da vari forum:

  • Perché? Beh, credo che quei cavallini colorati come caramelle siano davvero attraenti, a volte. Hanno personalità piacevoli che li fanno sembrare umani, tranne che per il loro corpo. In più, sono belli da vedere. Il fatto che abbiano carattere e un bell’aspetto fanno sì che io sia attratto da loro.
  • Perché alcuni dei personaggi, in particolare Fluttershy e Rarity, incarnano il mio tipo di ragazza ideale.
  • Credo che uno dei motivi principali risieda nel modo in cui i pony vengono rappresentati, sembrano così umani. Hanno conversazioni intelligenti, si confrontano con problemi reali e sembrano persone a tutti gli effetti, eccezion fatta per i corpi.
  • Sono un clopper. In realtà, i cavalli veri mi fanno abbastanza paura. Non mi piacciono. Non sembrano affatto i pony di My Little Pony e non li associo ad essi.
  • E’ perché ad alcuni piace questo genere di cose, semplicemente. I gusti delle persone sono complessi e variegati. Ad alcune persone piacciono gli uomini, ad altre piacciono le donne. Ad alcuni piacciono i muscoli, ad altri no. Lo stesso vale per piercing, tatuaggi, ombelichi, calzini e…i pony animati. E’ strano, ma sono abbastanza sicuro che ognuno di noi abbia almeno una perversione sessuale considerata bizzarra, che ci piaccia o no. Fa parte del “diventare adulti”, scoprire cosa ci piace e cosa no.

  • In ogni caso, per quel che mi riguarda, è perché io sul serio provo dei sentimenti – dei veri sentimenti– per Rarity. Sono anche un grande fan di Trixie, ma non mi ci masturbo, perché non riesco a vederla in quel modo lì. Stessa cosa per Applejack, il mio terzo pony preferito. E’ una questione di sentimenti, almeno per me.
  • Afferrerei Pinkamena dalla criniera e me la scoperei a sangue. Non me ne frega un cazzo se non volete leggere cose simili. Mi considero comunque un Brony, esattamente come tutti gli altri. Non credo di essere strano, né tantomeno un pedofilo. Se non volete leggere questa roba, non chiedete opinioni a riguardo. Se vi fa senso che qualcuno si ecciti pensando ai poni, ignorateli. Così come non voglio ascoltare mia nonna dire cose razziste sui neri, non voglio che nessuno giudichi male la mia attrazione verso i My Little Pony.
  • Il Clopping è un’inevitabile risultato della rule 34.
  • Innanzitutto, l’amore e la tolleranza (i due principi cardini della filosofia dei Bronies, ndr) devono essere estesi a tutti quanti, non solo ai Bronies. Detto ciò, io sono una Clopper. Non lo dico a nessuno, non mi piace sbatterlo in faccia alla gente. Lo nascondo, perché so che verrei giudicata dalla gente e dai Bronies che mi accuserebbero di non essere una vera Brony. Io sono un Brony! O meglio, una Pega-Sister, dato che sono una ragazza. Io amo lo show! Aspetto con ansia il nuovo episodio e sono attiva nella community del fandom. Non trovo che i pony siano sexy, ma possono diventarlo a seconda del contesto in cui si trovano. Non potrei masturbarmi usando l’immagine di un Pony che fa qualcosa di normale, sarebbe impossibile. Ma un’immagine un po’ più…osè che includa ciò che io trovo sessualmente attraente e prema i miei interruttori e che per caso contiene un pony, beh, perché no? Sto solo unendo due dei miei più grandi hobby: i pony e la masturbazione.

  • Io credo che alcuni di noi si lascino coinvolgere talmente tanto dallo show da divenirne sessualmente attratti, sia dalle personalità dei pony che dalle loro sembianze. Alla fine, non mi disturbano i Cloppers, finché la cosa non gli sfugge di mano. Voglio dire, c’è gente che sostiene di vivere una relazione o addirittura di essere sposata con i pony dello show! O quelli che modificano i peluche dei My Little Pony in modo da creare tasche per il proprio pene  o ancora quelli che si photoshoppano con dei pony durante atti sessuali. Per me possono fare quello che vogliono, solo, evitate di sbandierarlo in giro.

Che dire, dopo aver svolazzato nei magici cieli di Equestria e averne oscurato i più oscuri meandri, tra Bronies e Cloppers, posso solo dire: per quanto bizzarre possano apparirci, non siamo nessuno per giudicare cosa possa essere sessualmente attraente per qualcuno. Del resto, io da bambina ero innamorata di Jack Skeletron