F1: l’analisi del campionato dopo il GP di Russia

Costante, preciso, concentrato e con quel pizzico di fortuna che non guasta mai. E’ un Nico Rosberg visibilmente soddisfatto quello che si è presentato al termine del Gran Premio di Russia, teatro del quarto appuntamento stagionale del mondiale di Formula 1. Sul tracciato di Sochi, l’alfiere della Mercedes ha centrato il quarto successo consecutivo in campionato, il settimo se si considerano gli ultimi tre del 2015; dalla gara di Austin dello scorso anno, in cui ha regalato con un suo errore il primo posto e la vittoria aritmetica del titolo al team mate rivale Lewis Hamilton, il tedesco non ha più commesso una sbavatura dimostrando una maturità importante e degna di un contendente alla vittoria finale.

Quest’ultimo weekend ha evidenziato ancora una volta che la Mercedes rappresenta la squadra da battere, sia nella performance sul giro singolo che sul passo gara praticamente inavvicinabile per il resto dei competitors. Rosberg si è dimostrato più accorto e voglioso in queste prime quattro prove, approfittando della partenza in sordina di Hamilton, il quale sembra ancora assuefatto dai successi delle ultime due stagioni. Il driver di origini caraibiche è stato protagonista di una buona rimonta dalla decima posizione facendo capolino alle spalle del compagno di squadra. Tuttavia, per il tre volte campione del mondo si è trattato di un difficile avvio di stagione; ha sbagliato le partenze in Australia e Bahrain mentre in Cina e in Russia è stato vittima di problemi di affidabilità alla power unit che lo hanno costretto a risalire il gruppo senza poter imporre il proprio ritmo alle gare. Il risultato è emblematico: sono già ben 43 i punti da recuperare da Rosberg. La rimonta non è impossibile considerati i trascorsi ma la strada per lui è senza dubbio in salita.

E la Ferrari? La gara di Sochi ha fatto da scenario al secondo capitolo della faida innescata tra Sebastian Vettel e Daniil Kvyat. A Shanghai, l’ingresso alla priva curva del driver della Red Bull è sembrato scorretto al ferrarista ma in realtà la manovra è stata tanto decisa quanto regolare; i due hanno avuto un confronto diretto poco prima di salire sul podio e la questione è parsa archiviata. In Russia, la miccia è stata però nuovamente innescata da Kvyat, il quale questa volta ha commesso un errore piuttosto marginale, speronando per ben due volte nello spazio di poche centinaia di metri l’incolpevole Vettel, finito contro le barriere senza poter riprendere il controllo della sua vettura. Per il tedesco sembrano già finiti i proclami fatti ad inizio stagione dai vertici del Cavallino, convinti di poter lanciare il guanto di sfida alla Mercedes per la conquista del campionato. I 33 punti conquistati e già due ritiri sono un bottino troppo magro per il quattro volte iridato, il quale dovrà rimboccarsi le maniche per continuare a mantenere accese le sue speranze di successo.

Quanto a Raikkonen, il suo weekend è stato indubbiamente privo di acuti; spento in qualifica e poco incisivo in gara, alla fine dei conti il terzo posto era il massimo che poteva ottenere considerato il valore tecnico della SF16-H. Iceman ha raccolto il podio numero 82 in carriera, il 700esimo nella storia della Ferrari, unica consolazione di questo amaro avvio di stagione per la scuderia di Maranello.

La Williams si è imposta come terza forza in pista, surclassando la diretta avversaria Red Bull, la cui prestazione è stata vanificata dalla carambola iniziale innescata da Kvyat che ha compromesso anche la gara di Ricciardo. Sesto posto ad appannaggio di un ottimo Fernando Alonso; il driver di Oviedo è stato di autore di una gara consistente e ha raccolto i primi punti del suo campionato dopo un inizio tribolato con l’incidente in Australia. Menzione speciale anche per Max Verstappen, costretto al ritiro per un problema al motore mentre era in sesta posizione, e per Kevin Magnussen, finito settimo con una Renault in buona crescita.

La prossima gara è prevista tra due settimane sul tracciato di Barcellona per il Gran Premio di Spagna, appuntamento in cui solitamente i team iniziano a portare i primi upgrade sulle proprie vetture. Sarà un weekend molto importante ed indicativo per apprezzare i valori in pista, dal momento che il circuito di Montmelò ha ospitato anche i test prestagionali.



Giuseppe Forte