Dispenso: la startup di orientamento universitario a misura di studente

Il sistema scolastico impone delle scelte che per certi versi sono fisse poiché molto raramente si decide di tornare indietro. Il timore più grande è quello di sprecare del tempo, sebbene dinanzi a queste cose si dovrebbe considerare la qualità del tempo trascorso, non la quantità. La prima grande scelta avviene durante il passaggio dalle medie alle superiori. Si ha solo 13 o 14 anni, eppure si è chiamati a decidere che cosa si vorrà studiare per i prossimi cinque anni di vita. Proprio in questo momento decisivo, alcune scuole offrono dei servizi di orientamento affinché si possa essere, in qualche modo, guidati alla scelta. In realtà, per la maggior parte dei casi si fa affidamento a quello che si crede possa essere il loro interesse primario: “Sei bravo in matematica? Molto probabilmente farai il liceo scientifico”. Una conseguenza logica che in realtà può rivelarsi tutt’altro che corretta.

Tuttavia, ancor più problematico risulta essere il passaggio successivo: la scelta del percorso universitario. Questo, per chi decide di intraprenderlo, è un percorso articolato che, però, vede già protagonisti dei ragazzi maturi con una loro idea del futuro. Ma così come nel caso delle superiori, a volte la scelta è molto lontana dall’essere scontata.

L’orientamento risulta, quindi, necessario per considerare le alternative disponibili, seppur questo sia ad oggi troppo poco strutturato. Una condizione che avrebbe come conseguenza delle decisioni frettolose di cui il ragazzino, poco informato, si potrebbe pentire nel lungo periodo.

Conscio di questo limite strutturale che l’orientamento classico offerto agli studenti possiede, Francesco Caré ne rivoluziona le caratteristiche con la startup Dispenso.

Un’idea che prende le mosse, come spesso accade, da esperienze personali. Quel tipo di circostanze che in un modo o nell’altro tutti ci siamo trovati ad affrontare e a criticare. Qualcuno, come Francesco, però, ha deciso di agire. Ricordandosi dei suoi anni da ragazzo e dei suoi sentimenti nei confronti di una simile decisione, ha saputo trasformare quella difficoltà in progetto attivo.

Con Dispenso puntiamo ad andare a intercettare gli studenti nel loro periodo più complicato, ovvero durante la transizione scuola-università. Quando qualche anno fa è capitato a noi di dover scegliere l’università, ci siamo resi conto che l’orientamento scolastico avrebbe dovuto aiutarci a capire, in primis, chi eravamo e cosa ci piaceva fare e solo in un secondo momento, indicarci il corso adatto a noi.

Invece, il supporto delle scuole si limita, nella maggior parte dei casi, a selezionare degli eventi in maniera disinteressata. Lasciando allo studente l’opportunità – e responsabilità – di scegliere tra un vasto e indistinto catalogo di nomi. In alcuni casi specifici, l’aiuto di un professore che ben conosce il ragazzo può fare la differenza di fronte alla scelta di un indirizzo universitario. Tuttavia, non si tratta di appoggio sistematico e molto spesso il futuro studente universitario punta a seguire la massa o le scelte di altri compagni, che però non gli appartengono.

Alcuni dati per capire meglio la problematica. 

Secondo il rapporto Almalaurea 2021, l’8,9% dei laureati confermerebbe l’ateneo scelto, ma opterebbe per un altro corso. Il 10,6%, invece, seguirebbe lo stesso corso, ma in un altro ateneo. Una situazione che conferma come spesso le decisioni vengano prese in maniera diretta senza vagliare alternative. Le cause al riguardo sono molteplici: pigrizia, scarso interesse, disinformazione, ma soprattutto l’assenza di un servizio di orientamento ad hoc. Ovvero che sappia tenere conto degli specifici interessi dei singoli utenti.

Se le percentuali non bastano, ecco l’esperienza di Elena 23 anni:

“Ho fatto per cinque anni il liceo linguistico, un liceo che sin da subito ho capito che non faceva per me. Tuttavia, non ho mai cambiato per timore di perdere tempo. Al quinto anno di superiori, le mie amiche avevano ben chiaro quello che volessero fare: ovviamente lingue e letteratura! Io, ancora molto confusa, ho deciso di seguire il loro percorso, i loro obiettivi che, però, non erano i miei. La decisione è frutto anche di una mancanza di conoscenza di alternative valide. Al linguistico l’unico orientamento proposto è stato per la facoltà di lingue. Ecco che dopo il mio primo mese di università, ho deciso da sola, senza influenze, di cambiare direzione. Adesso sono laureata in Fotografia all’Accademia delle Belle Arti. Una passione che non pensavo potesse diventare davvero il mio lavoro, o il mio settore di studio. Se ci fosse stato un orientamento a riguardo, non avrei esitato”.

L’esperienza di Elena non è di certo un caso isolato, e tra l’altro per rendersene conto basta andare sul sito della startup per leggere i messaggi e le recensioni di tutti coloro i quali, grazie ad un orientamento mirato, hanno trovato la propria strada. Un percorso che prima sembrava assolutamente off limits. Ma come in tutte le situazioni della vita ci fa capire che “prevenire è meglio che curare”, in questo caso “orientare è meglio che cambiare”.

L’offerta di Dispenso si centra proprio su questo: un orientamento pratico, una selezione approfondita, una scelta su misura.

L’obbiettivo è quello di colmare le lacune dell’orientamento classico troppo improntato sulla teoria. Al contrario, Dispenso – che tra le altre cose propone supporto alla preparazione dei test universitari – immerge praticamente gli studenti nell’ambiente universitario. Non mira solo a far conoscere loro che esiste un’università, ma gliela fa vivere attraverso una vera e propria academy online.

Questa full immersion, però, non lascia da parte l’approfondimento teorico. Anzi, grazie a lezioni videoregistrate, di cui ormai gli studenti hanno imparato ad avere dimestichezza, sarà possibile in piena libertà accedere a servizi che prima erano disponibili solo a posteriori rispetto ad una scelta.

Dato, però, che l’obiettivo è personalizzare la scelta di ogni singolo studente, Dispenso dà l’opportunità di godere dell’esperienza universitaria di altri, junior coach e senior coach, come dei veri e propri tutor che indirizzano singolarmente alla scelta. Il team è composto da 7 ragazzi italiani under 25, molto vicini, quindi, alle generazioni che dovranno aiutare ad orientare.

È bene sottolineare la duplice rilevanza del ruolo dei tutor. Da un lato, l’orientamento su misura, dall’altro il parere di persone estranee che non è soggetto a pregiudizi. I quali molto spesso contribuiscono ad influenzare la decisione finale di uno studente.

Inoltre, l’orientamento di Dispenso è inclusivo poiché non presuppone che per ogni studente vi sia un percorso standard.

Bensì incoraggia i percorsi differenziati, i quali sono, in fondo, anche il nucleo fondamentale di un orientamento che sappia tenere conto delle esigenze di tutti e non tratti gli studenti come una massa indifferenziata.

A questo proposito, si segnala il fatto che tra i tutor di cui sopra, vi sono anche persone che non hanno subito superato i test d’ammissione al loro corso di laurea prescelto. La loro presenza è importante perché rappresenta un esempio del fatto che frequentemente il non superamento di una prova può portare il ragazzo a vagliare altre alternative che sembrano più facili da percorrere. Con il rischio di chiudere definitivamente il proprio interesse primario nel cassetto.

Invece, l’obiettivo è non demordere mai per ottenere ciò che si vuole davvero.

D’altro canto, l’inclusività di questa startup si evince se si considerano gli studenti coinvolti. Infatti, l’aiuto non è rivolto meramente agli studenti indecisi o totalmente spaesati. Al contrario, vi è persino un programma pensato per chi è da sempre stato convinto delle proprie scelte.

Potrebbe, dunque, capitare che la forte determinazione, frutto in alcuni casi di orizzonti di aspettative che provengono da input esterni, possa portare a decisioni poco ponderate. Motivo per cui Dispenso ha pensato di agire anche in tal senso.

Il contesto dell’istruzione italiana è già troppo basato sul raggiungimento di obiettivi specifici che cercano di racchiudere i ragazzi in categorie. E in altri casi di operare su queste delle gerarchie. Molti studenti si sentono esclusi, poiché, non rientrano in una di queste categorie. Altri sono convinti che appartenervisi  sia l’unica opzione possibile.

Dispenso ragiona in maniera opposta e fa delle singole e, soprattutto, variegate esperienze e passioni, il motore innovativo dell’intera startup. Come sostenuto dal suo stesso fondatore, l’orientamento, allora, “dovrebbe servire proprio a mettersi in dubbio e a capire effettivamente per cosa ogni studente è veramente portato”.

 



Giulia Grasso