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Dior Cruise 2021, l’ode alla Puglia di Maria Grazia Chiuri

Maria Grazia Chiuri ha l’incredibile capacità di creare un mondo ogni qualvolta metta in scena le sue creazioni per Dior. Questa volta la magia della Cruise 2021 è andata in scena in un luogo insolito, una scelta coraggiosa: la piazza del Duomo di Lecce.

La Puglia, lontana dal caos e dalla mondanità delle grandi città della moda, è una terra ricca di tradizione, di artigianalità e per Maria Grazia anche una terra che significa famiglia e radici. È proprio lì, infatti, che ha avuto i primi contatti con la moda, nella sartoria dei suoi genitori nella provincia di Lecce, a Tricase.

Le quarantacinque modelle si sono susseguite nel cuore della piazza della cittadina pugliese, adornata dalle tradizionali luminarie che colorano e accendono i borghi pugliesi durante le festività religiose. Gli artigiani locali specializzati in questa arte hanno collaborato con l’artista Marinella Senatore. Le tradizionali architetture di luci si sono arricchite di messaggi di empowerment ed emancipazione femminile, elemento di continuità del lavoro di Maria Grazia in Dior.

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Anche la scelta della musica è stata fatta nel pieno rispetto della terra ospitante. Siamo in Puglia e non poteva ovviamente mancare la pizzica, la musica e il ballo che sono la firma di questa regione. Per curare questo dettaglio sono stati scelti dei collaboratori d’eccellenza: l’orchestra della Notte della Taranta e Giuliano Sangiorgi, il frontman salentino dei Negramaro. L’orchestra ha accompagnato tutta la sfilata, arricchita dai ballerini che hanno danzato tra le modelle, mentre la performance del cantante ha concluso degnamente il tutto.

Il costume popolare che si fa moda 

L’eccellenza locale ha collaborato anche in maniera concreta nella collezione presentata. Molti dei tessuti utilizzati, infatti, sono stati realizzati dalle signore della Fondazione Le Costantine, un laboratorio di tessitura impegnato nel lavoro di conservazione e protezione dell’arte del pizzo al tombolo.

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Negli abiti presentati è chiara e forte l’influenza del costume popolare salentino. Il capo delle modelle coperte dal tipico fazzulettu e il busto cinto dai corsetti in pelle stretti sopra gli abiti. Gli stivali in pelle sotto il ginocchio rimandano anch’essi ad un mondo popolare e contadino. Donne forti, sicure, emancipate e indipendenti sono state le protagoniste di questo show.

La maestria di Maria Grazia Chiuri nel mescolare la storia e l’identità del luogo, la sua terra questa volta, con la personalità della maison francese nel pieno rispetto di entrambi le parti hanno anche questa volta dato vita ad un’opera straordinaria.



Giulia Storani