Cyberbullismo: educare i genitori ad educare

Di Luca Sardella  per Social Up!

Viviamo in un periodo storico dove il bullismo tradizionale, di certo non scomparso, sembra essersi evoluto in qualcosa di ulteriormente subdolo e vile: il Cyberbullismo.

La vita dei ragazzi sembra ormai un pericoloso connubio di due realtà parallele e a volte antagoniste: quella reale e quella virtuale. Il Cyberbullismo agisce dove non ci sono protezioni, dove tutto è accessibile e manipolabile, dove le persone si trasformano in vento, la rete.

Questo fenomeno avviene nel momento in cui gli adolescenti utilizzano i mezzi tecnologici a loro disposizione per farsi del male, per annientarsi senza darsi la possibilità di alcuna difesa. La rete permette una facilità di diffusione del materiale che non consente a nessuno di controllare le conseguenze delle azioni commesse, lasciando le vittime nude e ferite nell’infinità del web.

Una riflessione fondamentale è chiedersi quale ruolo abbiano i genitori nei confronti dei loro figli e dei rischi che corrono quando si affacciano sfrenatamente al mondo virtuale. Sono davvero capaci e pronti ad aiutare i ragazzi a difendersi?

Per fronteggiare quest’epoca così tecnologicamente avanzata servono esperienza e maturità. I social network, le chat, i siti d’incontri, le bufale online, Youtube sono strumenti tanto affascinanti quanto pericolosi per le nuove generazioni, che, senza una giusta guida, rischiano di perdere la bussola e naufragare nel pericolo. Molto spesso sono proprio gli adolescenti ad introdurre i loro genitori al mondo virtuale e questo porta inevitabilmente ad una contraddizione pedagogica non indifferente. I nostri genitori ci hanno insegnato ad andare in bicicletta, a comportarci correttamente nelle più svariate situazioni, ma cosa hanno davvero da insegnarci riguardo al mondo del web? Hanno qualche reale autorità e saggezza a riguardo? Come possono aiutare i ragazzi a difendersi dal Cyberbullismo?

Non hanno idea di come possa essere semplici essere adescati su Chatroulette, non sanno quanto sia semplice essere distrutti psicologicamente su Ask. Mani incattivite e sadiche digitano parole tremende sulle tastiere dei computer, e i ragazzi, giovani e in cerca della loro personalità, si lasciano sopraffare da commenti come: «Spero che uno di questi giorni taglierai la vena importantissima che c’è sul braccio. E morirai!». Per i genitori aiutare i propri figli a combattere il bullismo tradizionale è relativamente più semplice, in quanto esso si svolge in luoghi circoscritti e viene effettuato da persone fisiche meglio identificabili. Trovarsi a fronteggiare l’intero mondo della rete è nettamente più complicato. Gli attacchi possono essere anonimi e non esistono luoghi e tempi cruciali, solo smartphone, computer e tablet.

Ricerche condotte da Telefono Azzurro ed Eurispes testimoniano che la vittima ideale per il cyberbullo, secondo il parere degli adolescenti italiani, è principalmente un soggetto caratterialmente fragile che non ha sviluppato meccanismi di autoprotezione tali da permettergli di reagire all’abuso subito.

Fermare il Cyberbullismo è un’impresa apparentemente impossibile. Attaccare e strumentalizzare le persone virtualmente è troppo semplice, come possono agire i genitori?

I ragazzi costruiscono in rete le loro reputazioni, i loro affetti e condividono la loro quotidianità. Investono nei social network una parte fondamentale della loro giovinezza e i genitori non possono rimanere a guardare. Hanno bisogno di essere educati ad educare i loro figli su come comportarsi davanti al computer. Devono riuscire a trasmettere sicurezza e appoggio, sentimenti che i giovani necessitano per sentirsi protetti anche in un terreno tanto ostile quanto lo è internet. Il Cyberbullismo è una piaga evidente dei nostri tempi, e va combattuta con consapevolezza e istruzione. La buona volontà e i sani principi sono inutili se l’informazione dei genitori riguardo al mondo virtuale dei ragazzi è latente. Il distacco generazionale e il continuo avanzare della tecnologia amplificano le difficoltà comunicative tra adulti e giovani rendendo la condivisione del mondo digitale sempre più complicata.

Sono necessari fondi e tempo per garantire agli adulti la possibilità di imparare a condividere con i loro figli anche il tempo vissuto online. Non si può negare quanto il web abbia semplificato le nostre vite, ma allo stesso tempo nasconde delle insidie e dei pericoli dove fenomeni come il Cyberbullismo sono sempre pronti a inserirsi. Aiutiamo i ragazzi a proteggersi educando i loro genitori ad accompagnarli anche durante la loro vita virtuale.



redazione