freelance zio benny

“Cosa mi aspetta se voglio essere una freelance?” Raccontalo a zio Benny

“Ciao zio Benny,
ho riflettuto molto prima di buttarmi anche io in questo fantastico botta e risposta del #RaccontaloazioBenny, ma vedo che tu sei sempre aperto a nuovi argomenti da trattare e allora ci provo. […]
L’ambito è quello lavorativo e la domanda è: “Che consigli daresti a chi vorrebbe intraprendere la strada del freelance?”

Beh, a maggior ragione se a scriverti è Giulia, una giovane giornalista in erba che ha sempre avuto le idee chiare sul proprio futuro. Da piccola immaginavo di lavorare nel settore della comunicazione, solo che tutte le questioni burocratiche per poter realmente vivere di questo lavoro mi erano ignote. […]

I miei dubbi rivolti a te sono più un “oggi ne vale la pena? A cosa vado incontro realmente? Quali sono le cose da temere o da amare di questo passo? E soprattutto, mi sentirò soddisfatta di me per questo o diventerà un susseguirsi di riunioni col commercialista?”

Ciao Giulia, grazie per avermi scritto e scusami se ho tagliuzzato qui e lì il tuo lungo messaggio. Ho cercato di prendere l’essenziale o questa puntata della Posta del C* avrebbe rischiato di superare la lungaggine di Guerra e Pace.

Insieme alla mia amatissima collega Valentina Brini (lei più di me) ci dilettiamo a pubblicare numerose Instagram Story sulle gioie e i dolori di vivere come freelance, attirando sempre la curiosità di molti. Vale se ti sei sintonizzata, ti propongo ufficialmente di avviare una rubrica online sull’argomento.

Giulia, mi chiedi se oggi vale la pena diventare un freelance. La mia nonna ti risponderebbe dicendo: –Tu si pazz! O post fiss!- Ecco, mia nonna ti consiglierebbe di rincorrere il posto fisso, quello statale, in grado di darti delle garanzie sicure. Ovviamente io ho intrapreso una via completamente opposta.

Hai presente i viaggi di Gulliver? Se dovessi paragonare la vita di un freelance, userei il romanzo di Swift. Il mondo va osservato sotto una luce diversa. Ogni giorno è una scoperta nuova, un contatto, una call, email a raffica ed una mole di lavoro che non troverà mai fine.

L’altra sera, per esempio, avevo deciso di guardare La Regina degli Scacchi e mentre mi autocommiseravo per la mia scarsa abilità in quel gioco, mi sono sentito in colpa per aver spento il pc e non aver terminato di scrivere alcuni pezzi che mi avevano commissionato.

Ecco, un freelance ha una parvenza di libertà d’azione. Sei a grandi linee tu stesso l’artefice del tuo lavoro. Sei tu a decidere quanto tempo dedicargli e sei sempre tu a stabilire che qualità dovrà avere quel lavoro.

Ogni giorno è come pescare dal cesto delle occasioni, non saprai mai dove, per chi o su cosa lavorerai. Stesso discorso per il lato squisitamente venale ed economico. La cose più preziose che hai sono due: il tempo e le tue qualità. I clienti devono pagare per entrambi.

Viviamo in una società che tenderà a contenere le tue richieste, ma quest’idea deve essere superata, in qualsiasi ambito tu deciderai di lavorare. Sei una giornalista e le parole sono i tuoi strumenti, chi vuole usufruirne deve pagare.

Dunque, ricapitolando, vale la pena essere un freelance? La risposta è personalissima. Ciò che ti chiedo: sei dotata di pazienza e organizzazione?

Questi due aspetti sono fondamentali. Devi essere paziente ed aspettare che le commissioni arrivino, che qualcuno ti risponda, che i lavori ottengano successo e soprattutto che i profitti subentrino sul tuo conto corrente. D’altro canto, devi essere organizzata e metodica, un giorno di relax, equivale ad ansie e noie per lavori che attendono te per essere ultimati, ma quando poi questi vanno in porto, nessuno potrà portarti via la felicità.

Non sono Selvaggia Lucarelli e neppure Massimo Gramellini, ma quando un mio articolo o un mio pezzo sono apprezzati pur solo da un’unica persona che decide di riproporlo o quando qualcuno decide di scrivermi perché condivide la mia idea o che questa rubrica è diventato un suo appuntamento fisso… Beh, la fatica che ho fatto, scompare.

Non so se ti ho aiutato o se ti ho spaventata ancora di più, ma essere un freelance è una strada tortuosa per giungere chissà dove… Un giorno lo scoprirò.

Come avrai notato non ho accennato minimamente alle questioni fiscali. Per quello spero che chi di competenza, un giorno, deciderà di renderci la vita più semplice.

Scrivimi a benito.dellaquila@socialupmag.it o su IG: @ilpuntodellaquila



Benito Dell'Aquila