Come diventare uno sviluppatore di videogiochi

I videogiochi nascono intorno agli anni ’60: la loro funzione iniziale non era quella ludica, bensì erano stati creati per testare il corretto funzionamento dei primi computer. Nel giro di pochissimi anni in California venne lanciato il primo videogioco con una finalità di divertimento, e da lì la storia è nota. Furono le console domestiche a dar vita a un’industria che avrebbe fatto la storia del divertimento casalingo, e che avrebbe fatturato milioni di dollari ogni anni. Come ogni settore legato alla tecnologia, anche quello dei videogiochi è un mercato in continua evoluzione: la novità è parte integrante di un mondo in cui competono pochi attori, ma la cui concorrenza è serrata. L’ultima frontiera dei videogiochi di oggi è quella della Realtà Virtuale e della Realtà Aumentata, finché non ci saranno nuove idee a stravolgere il settore.

Essendo un settore che guadagna sempre più consensi (basti pensare che ad oggi si contano più di due miliardi di giocatori in tutto il mondo, ma gli esperti parlano di cifre molto più elevate), l’idea di intraprendere una carriera nel mondo dei videogiochi è allettante. Come fare per poter muovere i primi passi in questo mondo ricco di opportunità? Su Aulab puoi trovare diversi corsi di coding che ti consentono di acquisire solide conoscenze come sviluppatore web: grazie a una formazione teorica unita a delle esercitazioni pratiche, nel giro di poche settimane puoi acquisire delle competenze preziose per entrare in contatto con le più grandi aziende del settore.

Essendo quello della tecnologia un settore molto dinamico e che si impara soprattutto con la pratica, molti appassionati riescono ad intraprendere la professione di sviluppatore di videogiochi grazie alla loro passione e a dei buoni corsi di preparazione, senza dover necessariamente frequentare dei corsi di laurea ad hoc. Dopo aver acquisito delle conoscenze di base, puoi iniziare a focalizzarti sulle specifiche fasi relative alla creazione dei videogame. Tieni comunque presente che uno sviluppatore di videogiochi con un’esperienza media riesce a guadagnare sugli 80.000 dollari l’anno, una cifra che ci fa alzare le antenne!

Videogiochi: divertimento, ma non solo

Quando pensiamo al mondo dei videogiochi, siamo portati a ritenere che il loro ambito di applicazione sia solamente quello dell’intrattenimento: console domestiche, realtà virtuale nei casinò online e sale giochi. In realtà il campo di applicazione di questi software è molto più ampio, e anche ben più rilevante:

  •         Uno dei settori in cui i videogiochi vengono più utilizzati è quello della medicina. Chi è che non ricorda quando da piccoli si giocava – almeno una volta nella vita – a fare il medico? Beh, con i videogiochi si applica la stessa logica di finzione: per accelerare la pratica dei futuri medici o per cercare di prevedere gli esiti di operazioni particolarmente complesse, si fa spesso ricorso a dei software di gioco che riproducono gli scenari delle operazioni chirurgiche;
  •         Anche in campo governativo i videogiochi costituiscono una modalità standard di preparazione e formazione. Stavolta invece di “giocare al medico” si simulano scenari di guerra, che tra l’altro sono un tema classico dei videogiochi per l’intrattenimento. Soldati e truppe vengono così formati per affrontare le situazioni più disparate, nell’intento di saper prevenire ogni tipo di criticità;
  •         A tutti i livelli, ma soprattutto per la fascia d’età di bambini e adolescenti, i videogiochi vengono spesso impiegati con finalità educative. Se l’obiettivo è quello di coinvolgere e interessare il più possibile gli studenti, farlo attraverso dei programmi di giochi interattivi è sicuramente più proficuo che avvalersi del classico libro di scuola. Le grafiche colorate e la possibilità di interagire garantiscono risultati molto più efficaci rispetto alle modalità standard di insegnamento, basate su schemi di apprendimenti passivo.  



redazione