Aerei, navi e calzini: i misteri del triangolo delle Bermude

Di tutti i posti, di tutto il mondo, di tutti i mari e gli oceani eccetera eccetera, forse, il posto più misterioso (e pericoloso) è un tratto dell’Oceano Atlantico che va da Porto Rico all’arcipelago delle Bermude per poi toccare le coste della Florida a formare, in questo modo, un triangolo con una superficie di poco più di un milione di chilometri quadrati. Un triangolo che, negli anni, si è guadagnato il nome di “Triangolo maledetto” o “Triangolo del diavolo” o, ancora più semplicemente, “Triangolo delle Bermude“. Sarebbe proprio in questo punto che aerei, navi e calzini spaiati sparirebbero misteriosamente. Tra le teorie più accreditate, i responsabili di questi fenomeni sarebbero (manco a dirlo) gli Ufo. Con tutta la tecnologia che hanno, questi qui, devono venire a rubarci navi e aerei che farebbero rabbrividire (tecnologicamente parlando) il capitano Kirk di turno.

Altre tesi vedono come colpevoli di queste sparizioni buchi spaziotemporali, campi magnetici, strane creature come calamari giganti. Sul serio, calamari giganti, a questo punto mancano solo Pippo e Topolino e siamo a posto. La cosa difficile da credere è come un calamaro gigante possa far precipitare un aereo.

La storia, secondo le fonti più autorevoli, inizia negli anni ’50, anche se c’è chi fa risalire il mito persino al 1800. In realtà, tutto ebbe inizio il 5 dicembre del 1945. Cinque bombardieri partiti da Fort Lauderdale (Florida) erano in volo di addestramento sopra l’Atlantico. La Squadriglia 19 dell’aereonautica USA, scomparve nel nulla dopo due ore di volo, a circa 360 chilometri dalla base aerea. Questo incidente fece perdere la vita a tutte le 14 persone della squadriglia. Ufo, campo magnetico o calamaro gigante? Nessuno di questi. Con le condizioni meteo avverse e in cabina una strumentazione primitiva, semplicemente, l’equipaggio della Squadriglia 19, perse l’orientamento fino a finire il carburante e precipitare nell’oceano. Tutto qui!

Con il tempo, molti altri velivoli e navi sparirono nel nulla in quel tratto di oceano. Come già accennato, gli Ufo verrebbero in quel punto per portar via le navi e gli aerei. Il motivo per il quale lo farebbero non è ancora stato scoperto, come anche il motivo per cui avrebbero scelto proprio quel pezzo di oceano per queste singolari abduction. Una delle teorie è quella che vedrebbe una base aliena nei fondali del triangolo delle Bermude. Inutile dire che, con le tecnologie che abbiamo a disposizione in questo ventunesimo secolo (vedi i sonar ad esempio), in quella zona non è emerso niente di particolarmente misterioso. Solo un bel po’ di relitti.

Relitti, relitti e ancora relitti. Aerei, navi e calzini spaiati. Indubbiamente le sparizioni sono tante, troppe direbbe qualcuno. Non è dello stesso avviso, però, la United States Coast Guard (la Guardia Costiera degli Stati Uniti, per intenderci). Secondo la Guardia Costiera, infatti, il numero di sparizioni nel triangolo delle Bermude è compatibile con il traffico marittimo e aereo presente nell’area. Inoltre, gran parte delle sparizioni, si sono verificate in un periodo in cui i sistemi di ricerca e salvataggio erano molto arrettrati o presino inesistenti. Un altro dato importante è quello delle condizioni meteo durante le sparizioni. Esse, infatti, nei casi documentati non erano di certo buone, così come la struttura delle navi e degli aerei degli anni ’40 o ’50 (periodo di maggior “fame” del triangolo maledetto). L’ultima grande nave che scomparve in quel tratto di oceano era un mercantile che venne inghiottito dalle acque nel 1980. Per il resto, le sparizioni dei giorni nostri, si riducono a piccoli pescherecci o yacht. Questo perchè, con gli anni, la tecnologia ha dato una mano ai soccorritori e le norme di aviazione e marittime (specie in campo internazionale) hanno fatto dei passi da gigante. In sostanza, il triangolo delle Bermude, non è più pericoloso di qualsiasi altro tratto di mare e i misteri che esso contiene sono inesistenti. Anzi, no. Un mistero ancora c’è: che fine fanno i calzini spaiati?



redazione