A Venezia arriva Support: le mani d’autore che sostengono la città

In ARTE, social up by Lucrezia VardanegaLeave a Comment

La Biennale di Venezia 2017 apre i battenti agli artisti di tutto il mondo: l’installazione che sta attirando le attenzioni nazionali e internazionali è merito del giovane Lorenzo Quinn, figlio del famoso attore americano Anthony Quinn e di Iolanda Addolori che ha portato a Venezia un’opera unica nel suo genere.

Due enormi mani bianche spuntano dal canale più famoso e trafficato della città: le mani di Lorenzo Quinn sbucano dall’acqua per supportare l’hotel Cà Sagredo, palazzo storico affacciato sul Canal Grande.

Ogni mano pesa circa 2.500 kg e penetrano per quasi 12 metri nel canale.

Support Venice

L’installazione del giovane artista si chiama Support, titolo emblematico che accarezza una tematica scottante: i cambiamenti climatici causati proprio dalle avide mani dell’uomo.

L’idea è nata un anno fa, quando gli venne in mente di realizzare qualcosa che potesse rappresentare i problemi legati ai cambiamenti climatici che minacciano Venezia e il suo delicatissimo equilibrio.

Mani verso il cambiamento

L’opera installata a Venezia richiama l’attenzione proprio sulla fragilità della città sull’acqua più famosa al mondo equilibrio: dalle palafitte conficcate sul terreno sabbioso, è nato e cresciuto un piccolo gioiello, centro economico e culturale  per migliaia di anni e ora meta turistica d’eccellenza.

Dove svettano palazzi, strade e ponti tra i canali, arrivano milioni di turisti all’anno da ogni parte del mondo per visitare la Serenissima.

La città sta seriamente risentendo del turismo di massa sviluppatosi in particolare negli ultimi anni, risucchiando la linfa vitale della città e dei suoi abitanti.

Quinn ha affermato: “Venezia è una città d’arte galleggiante che da secoli ispira cultura, ma per continuare a farlo necessita del supporto della nostra e delle future generazioni perché è minacciata dai cambiamenti climatici e dal degrado”.

Le mani, allegoria del potere della specie umana, sono anche il simbolo del possibile cambiamento. Le mani che finora hanno spremuto il pianeta possono ora diventare la mani che risanano e ricreano. La scelta è tutta nelle nostre mani, per l’appunto, con i piccoli grandi gesti di ogni giorno.

Quinn afferma che il cambiamento è possibile attraverso la consapevolezza e la sensibilizzazione: una sfida che il giovane artista ha lanciato alla città di Venezia ma che durante questo importante richiamo d’artisti di tutto in mondo funge da come vetrina internazionale.

Le grandi mani bianche rimarranno in esposizione fino al 26 novembre 2017. Dopo questa data le mani dei grandi uomini di potere continueranno a stringersi e continueranno a firmare accordi per decidere sul futuro della Terra.

Noi, al contrario, possiamo usarle per portare il cambiamento nelle nostre case e nelle nostre città. #supportfuture