15 errori ortografici che tutti abbiamo fatto almeno una volta

Andrea Colore

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Chi non ha mai fatto errori simili? Tutti quanti alle prese con i temi scolastici hanno commesso quelli che sono i classici “svarioni” grammaticali della nostra lingua! Si scrive “ingegnere” o “ingeniere”? Bisogna mettere l’accento o l’apostrofo?

Si poteva aver scritto un saggio del calibro di Umberto Eco, ma gli apostrofi e le lettere fuori posto non sono di certo passate inosservati! Scrivere un buon tema non è dunque solo una questione sostanziale ma soprattutto formale, il che significa conoscere le regole grammaticali e rispettare l’ortografia. Ma quali sono gli errori più frequenti in cui spesso anche i più grandi inciampano?

“Un amica” o “un’amica”? Secondo uno studio statistico, uno degli errori più frequenti è l’uso dell’apostrofo davanti all’articolo “un”. “Un” viene apostrofato solo con i nomi femminili, quindi “un’amica“.

Po, pò o po’? Se vi riferite al benedetto fiume padano allora dovrete scrivere Po, invece se lo intendete come elisione della parola “poco”, allora dovrete scrivere po’ come nell’espressione “un po’ di zucchero” che equivale a “un poco di zucchero”. La forma non esiste…

Qual’è o Qual è? Il troncamento della forma “quale è” prevede l’omissione dell’apostrofo: qual è.

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Fa o fà? Do o dò? Ovviamente “fà” e “dò” non esistono: bisogna usare sempre e comunque le forme “fa” e “do” come verbo (Luca fa la pizza; ti do un cazzotto) o come particella (tanto tempo fa…).

Da o dà? In questo caso, l’uso dell’accento dipende dal contesto. Per evitare ambiguità, si è deciso di riconoscere in “da” la preposizione (da Roma a Milano) e in “” la voce del verbo “dare” (Luca ti dà una sberla).

Se o sè? Il discorso è simile a quello del punto 5: per evitare confusione, si scrive “se” per la congiunzione dubitativa (se vincessi la lotteria, comprerei una nuova casa) e “” per il pronome (pensare fra sè e sè). La spinosa questione è forse nella forma “se stesso” che molti scrivono anche con l’accento. Ufficialmente, dal sito dell’Accademia della Crusca, si riconoscono accettabili entrambe le forme poiché non esiste una vera e propria “regola” che possa definire l’uso dell’accento.

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Centra o c’entra? Si scrive “centra” come voce verbale del verbo “centrare”, mentre si scrive “c’entra” come voce del pronominale “entrarci“.

Quì o qui? Quà o qua? Per evitare errori, è utile ricordare il motivetto: “Sul qui e sul qua l’accento non va!”.

Tuttora o tutt’ora? Questa è un altra questione spinosa e per questo è meglio appellarci all’accademia della Crusca che ci suggerisce di scriverlo unito: tuttora.

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Entusiasta o entusiasto? La forma corretta è “entusiasta” per maschile e femminile.

Stesse o stasse? Desse o dasse? Il congiuntivo è sempre stato il punto debole di molti italiani, ma non per questo si possono inventare coniugazioni! Solo i balordi dicono “stasse” e “dasse“: le forme corrette sono “stesse” e “desse“!

Si dice uno pneumatico o un pneumatico? E’ molto frequente la forma un pneumatico, ma la forma corretta è uno pneumatico.

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L’uso della R. In alcune parole, spesso viene soppressa la lettera R. Che cosa mai ha fatto di male questa lettera? La tendenza a dire “propio” e “capro espiatoio” è causata da un fraintendimento della pronuncia che spesso viene velocizzata e perciò non recepita dall’interlocutore. Aprite le orecchie e scoprirete che le forme corrette sono “proprio” e “capro espiatorio“.

Accelerare o accellerare o acelerare o… Di tutte le varianti che ha assunto questa parola, quella giusta è accelerare, 2 C e 1 L.

Aereoplano: composti e derivati. Il velivolo è “aereo“, mentre i suoi composti si scrivono con il prefisso aero- (aeroplano, aeroporto).

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