Man Reading Book and Sitting on Bookshelf in Library --- Image by © Royalty-Free/Corbis

Vizi e virtù del disegno di legge sul libro già approvato alla Camera

Nonostante vi siano opinioni discordanti, le statistiche parlano chiaro quando rivelano che gli italiani sono un popolo che legge poco, anzi pochissimo.

I motivi dietro questo dato reale e allo stesso tempo spaventoso sono sicuramente molteplici. Si deve tenere conto sia del background personale di ognuno sia della scelta che ognuno fa di impiego del proprio tempo libero. Elemento da non sottovalutare è anche il costo da sostenere per acquistare un libro. Se per alcuni è considerato accessibile, per altri sommato alle spese del quotidiano diventa insostenibile.

È per questo che l’attuale Commissione Cultura, presieduta da Luigi Gallo del Movimento 5 Stelle, contro l’impoverimento culturale, ha lavorato a 13 articoli a sostegno della lettura come “mezzo per lo sviluppo della conoscenza” e per “il progresso civile, sociale ed economico della Nazione, la formazione e il benessere dei cittadini”.

I tredici articoli del disegno di legge sono partiti da cinque proposte fatti dai parlamentari dei rispettivi partiti PD, Lega , Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Il disegno di legge, così come creato dalla commissione Cultura, prevede l’introduzione di una “carta elettronica per le librerie”. Questa, sarà alimentata da un fondo di un milione di euro e rilasciata a decorrere dal 2020 ai soggetti svantaggiati al fine di promuovere l’acquisto di libri, di prodotti e di servizi culturali quali biglietti per musei e teatri. Il fondo dovrebbe essere alimentato dai finanziamenti delle imprese che potranno destinare ua percentuale del proprio fatturato per la causa, ottenendo in cambio un logo che il Mibact riconoscerà alle imprese.

Tra le altre misure che il disegno di legge prevede si annoverano: gli sconti sui libri fino a un tetto massimo del 5%, controlli della Guardia di Finanza, Capitale italiana del libro ogni anno, Piano nazionale d’azione per la promozione della lettura e un milione di euro per la digitalizzazione.

Per quanto riguarda gli sconti sui libri, il disegno di legge intende modificare la Legge n. 118/2011 – c.d. Legge Levi – abbassando dal 15% al 5% il limite massimo di sconto applicabile a un libro venduto in qualsiasi modo esclusi i libri di testo adottati dalle scuole e i testi venduti dalle biblioteche. L’introduzione di questo limite-sconto ha lo scopo di aiutare e salvare le librerie fisiche sempre più sofferenti per la grande distribuzione e per la vendita di libri nelle piattaforme di e-commerce come Amazon. Il disegno di legge prevede l’aiuto della Gurdia di Finanza per far valere i limiti-sconto e regolare le sanzioni e la creazione di un Albo delle librerie di qualità nel quale inserire solo librerie che esercitano “in modo prevalente l’attività di vendita al dettaglio di libri in locali accessibili al pubblico e che assicurano un servizio innovativo e caratterizzato da continuità, diversificazione dell’offerta libraria e realizzazione di iniziative di promozione culturale nel territorio”.

Inoltre, a partire dal 2020, ogni anno una città potrà essere selezionata come Capitale del libro previa presentazione di un progetto i cui criteri saranno stabiliti con apposito decreto del Mibact. È previsto anche uno stanziamento di 3,5 milioni di euro l’anno dal Centro per il libro e la lettura già istituito dal Dpcm 171/2014 presso la Direzione generale per le biblioteche, gli istituti culturali e il diritto d’autore del Ministero per i Beni culturali e un milione di euro da investire nella digitalizzazione nel settore pubblico dal 2020 al 2022.

Il disegno di legge, così come confezionato dalla Commissione Cultura, è stato approvato alla Camera con 406 voti a favore e 61 gli astenuti e zero voti contrari ed è pronto per essere vagliato e approvato dal Senato.

Nonostante sia considerata una pregevole iniziativa legislativa, il disegno di legge ha tra i suoi sostenitori Adei (Associazione Librai Italiani) e Sil (Sindacato Italiano Librai e Cartolibrai), ma lascia sgomenta e critica l’Associazione Italiana Editori, contraria al limite massimo di sconto del 5% perché farebbe ancora di più calare le vendite. In definitiva, non si deve invogliare ad acquistare libri chi già lo fa, ma soprattutto chi non lo fa e porre dei limiti sconto se da un lato può essere considerato un modo per tutelare piccoli editori e librerie, dall’altro riduce le possibilità di invogliare un soggetto all’acquisto di un libro se, tra l’altro, può usufruire solo di uno sconto del 5%.

Il Ministro per i Beni e le Attività Culturali Alberto Bonisoli ha mostrato positività in merito perché il nostro paese ha estrema necessità di una “legge per incentivare la lettura”. Il ddl dopo l’estate approderà al Senato. Se diventerà legge così come approvato dalla Camera rivoluzionerà il mondo dell’editoria e sconvolgerà librerie e grandi e piccole case editrici.



Sandy Sciuto