Un catanese vince il premio McDonald’s “Ray Kroc”, storia e curiosità del fast food più famoso al Mondo

Una catena di fast food come McDonald’s, così nota e diffusa in maniera capillare in tutto il Mondo, non può che delegare in maniera seria e consapevole la gestione dei propri negozi a dei direttori locali. Responsabili del ristorante in cui lavorano, nonché del coordinamento dell’intero staff. McDonald’s, infatti, si legge dal suo sito, investe in maniera continuativa nella formazione come “motore per la crescita personale e professionale“. In tal senso, punta tutti gli sforzi sulle persone che lavorano per il proprio franchise. Dedica ad esse persino dei premi a supporto del valore che il marchio attribuisce alle migliori qualità professionali.

Un esempio è il Ray Kroc Award 2022: il premio internazionale che ogni anno McDonald’s assegna ai migliori direttori. E che quest’anno è stato vinto da un siciliano.

Oltre 38.000 i ristoranti della catena di fast food più conosciuta al mondo, diffusi in ben 120 paesi. Continuando a parlare di numeri, sono stati 380 direttori selezionati in 74 mercati tanto da McDonald’s, quanto dal management.

Tra questi vi è Santo Di Dio. Trentacinquenne che, così come impone la policy dell’azienda, ha iniziato a lavorare come parte dello staff in cucina fino a raggiungere la vetta di vicedirettore, e poi, di direttore.

Fonte: Giornale di Sicilia

Ha lavorato in diversi punti McDonald’s, ma l’ultimo successo l’ha conseguito presso lo store di Catania Tenutella. Il McDonald’s situato nei pressi del Centro commerciale “Centro Sicilia”. Dalla pagina Facebook del centro commerciale in questione, si riporta la reazione ricca di entusiasmo:

Super notizia che ci rende protagonisti mondiali. Il catanese Salvo Di Dio è il miglior direttore di McDonald’s al Mondo”

Il vero protagonista della vicenda ha, invece, dichiarato al Giornale di Sicilia di voler condividere il riconoscimento ottenuto “con le persone che lo hanno affiancato in questi anni e che sono parte a tutti gli effetti del suo successo”.

Segno ancora una volta di come la politica aziendale del McDonald’s influenzi positivamente l’atteggiamento nei confronti del lavoro di squadra.

Quindi, di un team forte, che vince insieme, pur ricoprendo ruoli diversi e con grado gerarchico differente. Ogni pezzo del gruppo è fondamentale per il raggiungimento di risultati così importanti. Ma soprattutto significativi tanto in termini di reputazione del marchio mondiale, quanto con particolare riferimento alla specifica località premiata.

Lo step successivo per il vincitore catanese sarà quello di partecipare alla sua premiazione. Il prossimo aprile ad Orlando in Florida, si terrà, per l’appunto, la McDonald’s Worldwide Convention e Santo, quindi, potrà portare in alto i valori del brand con cui da anni lavora e i successi ottenuti grazie al suo team.

Un po’ di storia

Il nome del premio deriva da Raymond Albert Kroc, chiamato Ray, l’imprenditore statunitense che ha trasformato il Mcdonald’s da un piccolo fast food innovativo ad un fenomeno di natura internazionale. Oggi, tra l’altro, emblema della globalizzazione.

Un film interessante che ne ricostruisce le dinamiche è The Founder. Film del 2016 diretto da John Lee Hancock, attraverso il quale è possibile scoprire come è nato il marchio McDonald’s e come si è sviluppato globalmente.

Il modello di business che, tra le altre cose, si evince dal film è quello che da piena autorità proprio ai direttori dei negozi locali. A cui si è scelto di indirizzare l’apposito premio. Questa svolta si deve, però, al vero fondatore, ovvero Ray. Era un semplice venditore di frullatori in giro per gli Stati Uniti fino a quando nel 1954, un solo ristorante non gli richiese ben sei frullatori contemporaneamente.

Folgorato dall’insolita richiesta, Ray si recò all’allora caffetteria McDonald’s Bar-B-Q di San Bernardino, proprietà dei fratelli Richard e Maurice McDonald. I quali, avevano avuto la rivoluzionaria idea di gestire la produzione di hamburger e frullati in maniera industriale. Il tutto funzionava, infatti, attraverso una una piccola catena di montaggio ricreata su misura.

Parole chiavi: rapidità, ritmi precisi e organizzazione del lavoro di gruppo. Oggi è ancora questo il motore pulsante dell’azienda, solo che è passato tutto nelle mani di Kroc nel 1961 quando per la cifra di 2,7 milioni di dollari rilevò la proprietà dei due fratelli.

Un po’ di curiosità

La cifra con cui i due fratelli hanno ceduto la proprietà del Mcdonald’s a Kroc è davvero irrisoria se si considera il successo planetario che la catena ha, in seguito, ottenuto. In realtà, l’accordo – mai firmato ma basato su una semplice stretta di mano tra gentiluomini – prevedeva che una percentuale dei ricavi generati dal fast food andasse nelle tasche dei suoi reali fondatori. Tuttavia, dell’accordo non v’è traccia e i due poveri fratelli McDonald’s hanno solo assistito, guardando dalla finestra di casa propria, alla crescita di un’azienda che di loro porta solo il nome.

Ray ha poi continuato ad investire per migliorare l’immagine dell’azienda. Già insieme ai due fratelli aveva progettato il logo: i due archi dorati ad oggi riconoscibili in tutto il mondo. Due archi gialli che formano appunto una “M” insieme, l’iniziale di quello che sarebbe divenuto da lì a poco  un brand che fa sentire i suoi clienti in ogni posto come a casa.

Ed ancora il famoso pagliaccio Ronald McDonald che dal 1963 è stata la faccia simbolo degli spot televisivi lanciati dall’impresa.

La mascotte è perfettamente riuscita nell’intento per cui era stata selezionata: attirare le famiglie al McDonald’s. Rendere il fast food un luogo familiare e di divertimento per bambini, il principale target a cui poi l’azienda – più avanti anche con l’introduzione dell’Happy meal – si è rivolta.

Una storia lunga e piena di innovazioni quella del Mcdonald’s. Una storia che ha fatto scuola e che è diventata il punto di partenza per molte altre imprese del settore. Nonostante gli elementi di novità che anno dopo anno si sono imposti, il brand ha sempre mantenuto gli stessi valori tradizionali e formule di successo. Un successo che viene ancora oggi, come testimonia il premio Ray Kroc 2022, festeggiato e celebrato come se fosse il primo anno di attività.



Giulia Grasso