A Torino va in scena il primo bar robotico al 100%

Giuseppe Forte

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Gin Tonic, Mojito, Bloody Mary e qualsiasi altro mix vi possa venire in mente. Shakerare decine di cocktails ogni ora e in centinaia di combinazioni possibili è il compito di ogni barman che si rispetti. Ma se a fare questo fosse un robot capace di ricreare gli stessi movimenti con altrettanta maestria e precisione? Nel cuore della movida di Torino, in Piazza Vittorio Veneto, è stato ospitato nella serata di venerdì 21 luglio un bartender bionico d’eccezione, inventato dalla start-up torinese Makr Shakr, figlia dello studio Carlo Ratti Associati.

Attraverso una semplice app specificatamente creata, questa macchina incredibile è in grado di replicare fedelmente svariati tipi di drink, accontentando anche i gusti dei bevitori più curiosi ed esigenti. Messo a punto da un team di giovani ingegneri di Torino, questo avveniristico bar robotico è pronto a fare il suo ritorno dove è stato concepito – nella sede della start-up nata nel 2014 – da cui è partito per un giro del mondo in città sedi di eventi e sulle navi da crociera della Royal Caraibbean. Due bracci meccanici penseranno ai drink, con la capacità di mischiarne fino a 40 diversi, scelti da 250 bottiglie, con precisione al millilitro.

La grande sfida della start-up è stata sperimentare questo tipo di tecnologia industriale in un’applicazione di ambito commerciale. Avete presente quei robot che servono per saldare le carrozzerie delle automobili o quelli che eseguono operazioni chirurgiche quando il medico non può essere presente sul luogo dell’intervento? Lo stesso tipo di tecnologia viene usata qui per ricreare cocktails. Un’iniziativa del genere non può che ambire ad una crescita su larga scala; basti pensare che Makr Shakr può vantare di possedere clienti in giro per il mondo ma ancora nessuno nel nostro territorio.

Una replica del robot in esibizione a EXPO 2015 [fonte: askanews.it]

L’idea che si cela dietro alla realizzazione di questo progetto si basa principalmente sulle qualità del barman in carne e ossa. Se questi è tanto abile quanto capace nelle procedure di insegnamento all’intelligenza artificiale, i risultati non potranno che essere soddisfacenti; dosi, tempi e modi sono le principali qualità da acquisire in fase di apprendimento per arrivare a creare i drink migliori. Le skill dei robot, dunque, saranno una replica fedele di quelle insegnategli dai maestri barman.

Le specialità della casa sono al momento incentrate sui garnish, ovvero quegli elementi presenti nei drink ad esclusione dei liquidi: limoni, lime, zucchero di canna, menta, tanto per citarne alcuni.

L’interazione uomo-macchina e tutte le relative tecnologie che escono dalla fabbrica – come ad esempio la sensorizzazione – per fare il loro approdo in città hanno da sempre affascinato il mondo della robotica. Nel corso dell’evento, il comune di Torino ha monitorato questa interazione tra il braccio meccanico e i cittadini in modo da testare il rapporto e l’interesse dei torinesi per le intelligenze artificiali.

Come spiegato anche da Carlo Ratti, questo sistema consente agli utenti di progettare le proprie creazioni che grazie alle braccia robotiche potranno essere trasformate n realtà.