Topolino maestro di cultura

Di Federico Frigo  per Social Up!

Quando si ripensa alla propria infanzia, ciascuno di noi, in mezzo a dei momenti personali, ha indiscutibilmente tre ricordi impressi nella mente: la merenda a metà pomeriggio, i cartoni animati e Topolino. Inutile negarlo: per generazioni di studenti il simpatico topo di Topolinia ha significato il primo approccio alla lettura, e così la pensa anche Giulio Giorello, docente di Filosofia della Scienza all’Università degli Studi di Milano.

Giorello, dando voce ai pensieri di migliaia di giovani o ex giovani, ha infatti confessato senza problemi di essersi avvicinato alla letteratura italiana dopo aver letto L’Inferno di Topolino, albo che faceva il verso alla Divina Commedia. A partire da questo episodio infatti, è bene ricordare che il topo della Disney negli anni è stato sempre più catapultato in situazioni d’attualità, anche drammatiche: ha infatti combattuto i tedeschi, è stato un avventuriero in un paese tanto simile all’Unione Sovietica posta sotto al controllo di un Gambadilegno che ricordava Stalin, e nel corso dei suoi decenni di storia si è confermato essere, citando Giorello, “un topo con una grande fame di realtà”. 

Ma Topolino, oltre ad avere sempre avuto uno sguardo sulla realtà, è anche profondamente legato all’Italia e alla sua storia, come conferma Daniel Frigo, amministratore delegato di Disney Italia. Fin dalla nascita delle avventure di Mickey Mouse e della sua banda, infatti, la sua immagine, i messaggi e persino la musica sono stati più volte concepiti dando uno sguardo al Bel Paese, tanto che un numero importante di disegnatori, critici ed esperti associati al marchio sono di origine italiana.

Un legame, che dura da più di 80 anni, che la Disney ha voluto festeggiare realizzando venti statue alte quasi due metri che riproducono Topolino a braccia aperte, con il caratteristico sorriso sulle labbra, e che saranno visibili fino al 15 maggio nei giardini della Triennale, per poi essere battute all’asta da Sotheby’s per raccogliere fondi a favore dell’Abio, l’associazione del bambino in ospedale.



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