Stephen Wiltshire: la “macchina fotografica umana” affetta da Sindrome di Asperger

Tutti nella vita abbiamo giocato almeno una volta a memory, un popolare gioco di carte che richiede concentrazione e molta memoria. Quante volte abbiamo cercato di ricordare la posizione esatta di tutte le carte e, nonostante gli sforzi, abbiamo fallito miserabilmente. Eppure, c’è un ragazzo speciale, la cui memoria è infallibile e va oltre un semplice gioco di carte. Il suo nome è Stephen Wiltshire, soprannominato la “macchina fotografica umana”. E non è un caso.

Gli basta uno sguardo, infatti, ed è in grado di riprodurre fedelmente un palazzo, una piazza, una strada, un monumento e qualunque cosa su cui i suoi occhi si sono poggiati. Nulla sfugge alla sua attenzione, alla sua capacità mnemonica, alla sua matita con cui tratteggia il mondo che lo circonda. Stephen, inglese di 43 anni, è ormai famoso in tutto il mondo, eppure una spiegazione alla sua straordinaria capacità c’è e non è facile da capire. L’uomo è, infatti, affetto da sindrome di Asperger, un grave disturbo dello sviluppo caratterizzato dalla presenza di difficoltà importanti nell’interazione sociale e da schemi inusuali e limitati di interessi e di comportamento.

A notare per prime il suo potenziale furono le sue maestre, meravigliate dalla fedeli riproduzioni dei monumenti di Londra che i ragazzi osservavano durante le gite scolastiche. Il Big Ben, la Tower Bridge, i paesaggi: nulla sfuggiva allo sguardo e alle mani di Stephen. E da qui che ha inizio la sua carriera da grande artista che comunica non con la parola ma attraverso i suoi disegni. Nella sua pagina Facebook, Stephen racconta che il suo primo disegno gli fu commissionato a 8 anni dall’ex primo ministro britannico Ted Heath e aveva come oggetto la cattedrale di Salisbury. Due anni dopo, l’allora piccolo Stephen fu già in grado di comporre una sequenza dei panorami di Londra denominata “The London Alphabet”. Dopo aver frequentato la “Fine Art at City & Guilds Art College”, apre una sua galleria personale, grazie alla quale riesce a farsi conoscere ed apprezzare non solo nel Regno Unito ma anche oltre confine. E’ soprattutto all’estero che l’arte di Stephen si rivela in tutta la sua bellezza: il giovane, infatti, inizia a girare il mondo per riprodurre i panorami delle città più belle.

Parigi, Londra, Roma, New York, Tokyo, Città del Messico e Hong Kong: sono solo alcune delle città riprodotte dalla matita di Stephen su lunghissimi fogli bianchi, i quali possono raggiungere anche i 10 metri. A bordo dell’elicottero che lo accompagna a sorvolare la città da ricostruire, il suo cervello fotografa ed immagazzina ciò che vede. E quando Stephen si mette davanti al foglio, quell’immagine riappare come se fosse una riproduzione spiccicata, rispettando proporzioni e prospettive, elementi urbani e architettonici. Tutto ciò che disegna corrisponde alla realtà e quell’immagine rimarrà impressa per sempre sul foglio e nella memoria di Stephen, la “macchina fotografica umana” capace di rendere eterna qualsiasi cosa.



Catiuscia Polzella