SF1000: svelata la nuova Ferrari che andrà a caccia del mondiale 2020

L’attesa è finita. Al Teatro municipale Romolo Valli di Reggio Emilia, la Ferrari ha ufficialmente svelato la nuova vettura che parteciperà al campionato mondiale di Formula 1 edizione 2020. Si chiama SF1000, denominazione scelta per rendere omaggio a una ricorrenza speciale per la casa di Maranello, il millesimo Gran Premio che la Scuderia disputerà nel corso di questa stagione.

È stata una presentazione completamente rivisitata, a cominciare dalla location, per la prima volta lontana da Maranello e decisa per celebrare Reggio Emilia, luogo di nascita della bandiera italiana nel 1797. Nell’avveniristico scenario di uno dei più raffinati teatri d’Italia, è andata in onda una vera e propria serata di gala con tanto di orchestra che ha aperto la strada alle dichiarazioni dei principali protagonisti. A prendere per primo la parola è stato l’amministratore delegato Louis Camilleri, determinato e consapevole della grande sfida che aspetta la Ferrari per quest’anno: “Sarà una stagione dura, anche perché dovremo sviluppare una vettura nuova in vista del regolamento che entrerà in vigore nel 2021”, ha spiegato. “La squadra sarà molto impegnata in questo, ma sono fiducioso e credo nei nostri uomini e nelle nostre donne”.

Poco dopo è stata la volta di Mattia Binotto, giunto alla sua seconda annata da Team Principal del cavallino. “Presentare una nuova vettura è sempre un’emozione”, ha confessato. “È un anno con tante cose da celebrare: i 70 anni della F1, i 1000 GP della Ferrari. Noi ci siamo sempre stati e siamo orgogliosi di questo. È un anno particolare per due sfide in parallelo per lo sviluppo del 2020 ma anche per il 2021. Siamo un gruppo giovane, dobbiamo imparare dagli errori e migliorare sull’affidabilità”.

Al termine delle parole di rito dei vertici del team è arrivato il momento di puntare le luci dei riflettori del Teatro Romolo Valli sulla SF1000. Come spiegato dallo stesso Binotto, la vettura, se pur apparentemente simile alla precedente SF90, è stata radicalmente cambiata al suo interno, iniziando da una nuova power unit più evoluta e potente.

Il muso e i bargeboards si sono distinti con dei profili più complessi per massimizzare l’efficienza del carico aerodinamico, mentre il retrotreno ha subito un restringimento della carrozzeria per ottimizzare i flussi d’aria verso l’ala posteriore. La colorazione si è mantenuta sul rosso opaco con larghi inserti neri; per i numeri di gara della SF1000 è stato scelto un font retrò di colore bianco, per ricordare i successi degli anni 70 come quelli di Niki Lauda, Jody Scheckter e Gilles Villeneuve.

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Non potevano mancare all’appello i due piloti, Sebastian Vettel e Charles Leclerc, i quali tenteranno nell’impresa di riportare quel mondiale che a Maranello manca dal 2007, quando fu Kimi Raikkonen a conquistarlo nell’ultima gara dell’anno in Brasile. Vettel, giunto alla sua sesta stagione di Formula 1 alla guida di una Ferrari, è parso più motivato che mai. “È un traguardo incredibile, ci sono tante ore di lavoro dietro”, ha rivelato il tedesco quattro volte campione del mondo. “Noi ovviamente l’avevamo già vista e confrontata con la precedente, ora non vedo l’ora di guidarla. Impossibile fare previsioni, garantisco grande impegno, come c’è l’impegno di chi lavora per la Ferrari. Per il resto, bisogna aspettare”.

Leclerc, per il quale si prospetta un’annata diversa dalla precedente, è apparso sereno e sicuro di avere una chance importante per confermarsi come grande promessa per il futuro della Ferrari. “Rispetto a un anno fa oggi l’approccio è diverso perché conosco la squadra e la vettura anche se questa è uno sviluppo della monoposto 2019. Sono fiducioso per la prossima stagione”, ha dichiarato il monegasco. “Ho lavorato tanto sulla parte fisica, allenandomi in montagna. Per il resto l’approccio non cambia, devo lavorare tanto con il team per essere un pilota migliore quest’anno e non commettere errori”.

Per il debutto della SF1000 bisognerà aspettare i consueti test invernali che saranno articolati in due sessioni al Circuito di Catalogna, alle porte di Barcellona: la prima dal 19 al 21 febbraio e la seconda dal 26 al 28 febbraio.



Giuseppe Forte