Perché Apollonia Saintclair continua a far parlare di sé

Alice De Matteo

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Nel 2014 abbiamo sentito parlare di Apollonia Saintclair attraverso il suo canale Tumblr ma ad oggi le sue illustrazioni hanno fatto il giro di tutti i social, postate e ripostate. Inoltre sono uscite già tre raccolte che sono dei veri e propri fumetti (venduti sul suo sito web dove si trovano anche stampe originali, numerate e autografate).

La figura femminile è al centro dell’universo sessuale non come oggetto ma come agente che soddisfa i propri impulsi. Questa interpretazione di Apollonia abbatte qualsiasi imbarazzo o recriminazione ad un’illustrazione che, realizzata con linee spesse ed in bianco e nero, vuole essere incisa e non è stata creata per scendere a patti con nessun tipo di giudizio. La figura maschile, quando è presente, è ausiliaria e non determinante perché tutto riguarda la donna (come anche la sua autosufficienza) e la tensione che i gesti compiuti trasmettono nell’osservarla. Il tipo di rapporto celebrato da Apollonia non è né determinante né discriminante per cui risponde alle fantasie più nascoste di tutti gli amori. 

Apollonia mantiene ancora oggi  l’anonimato ma ha rilasciato alcune dichiarazioni tramite i suoi libri in cui si percepisce la sua passione per il disegno e per le fantasie femminili: ‘‘ink is my blood’’. Sono proprio queste su cui Apollonia ha realizzato innumerevoli illustrazioni dando raffigurazione ai desideri di più donne, diverse tra loro e in ambienti completamente estranei. La centralità sull’apparato femminile stravolge la nostra prospettiva abituata sì alla nudità della donna ma più spesso in atti d’amore o di piacere maschile (come ci ha abituati Milo Manara) e non freddamente interessati unicamente a se stessa.