Peligro: “Con l’Ep Respiro sono uscito dalla mia comfort zone!”

“Respiro” è il nuovo progetto discografico del rapper Peligro rilasciato su tutte le piattaforme digitali e in streaming download il 19 maggio.
Peligro, all’anagrafe Andrea Mietta, è un rapper milanese classe ’92 che sin da bambino è appassionato di musica.
Ha all’attivo la pubblicazione di svariati album quali “Scontento” del 2011, “Ep-Centro” del 2012 realizzato in collaborazione con i rapper della scena milanese Rike e Seppiah, scritto e registrato in una notte e “Musica dannata” del 2013.
Nel 2015 Peligro ha pubblicato in tre parti il mixtape “Training Camp” e l’anno seguente ha rilasciato il suo terzo disco ufficiale “Tutto cambia”, distribuito da Artist First. Nello stesso anno ha pubblicato l’EP “Assoluto” per Artist First.
A distanza di anni, nel giugno 2019 pubblica “Gemelli”, un nuovo singolo che ha anticipato l’uscita del nuovo Ep “Respiro”, prodotto da Hernan Brando.
Sul nuovo progetto musicale, Peligro ha le idee molto chiare: “Il titolo scelto è una speranza da un lato e un fine dall’altro. Il disco è nato molto prima dell’emergenza sanitaria da coronavirus. Musicalmente abbiamo puntato alla libertà e all’esplorazione. Da questo punto di vista, Respiro per me è un inno alla libertà e questa parola mi sembrava calzante come metafora. Dall’altra parte è un augurio per i tempi che stiamo vivendo. Quindi, nonostante l’augurio e il fine siano nati in due momenti diversi, hanno coinciso entrambi”.


“Respiro” ha una cover in cui vi è un volto ritratto come ombra con le cuffie alle orecchie con tonalità blu viola e rosa. L’ep contiente cinque tracce ossia “Gemelli”, “Quanto Ti Costa”, “Come Se”, “Dietro” e “Cuori Blu”.
Sulla realizzazione di “Respiro”, Peligro ci ha raccontato: “Ogni mio progetto ha una gestazione differente. In questo caso, è nata prima la musica. Questo progetto vuole essere un’esplorazione musicale che è il leit motiv di tutto il progetto. Per favorire questo obiettivo, siamo partiti dalla musica e dopo è venuto il testo. È un approccio diverso da quello che ho di solito. Per me questo disco è stato un modo per uscire dalla mia comfort zone”.

Le cinque tracce presenti sono, infatti, molto interessanti ma tre ci hanno conquistato più tra tutto ossia “Gemelli”, “Quanto ti cosa” e “Cuori blu”.
Peligro, così ci ha svelato che seppure “Gemelli” parla del suo segno zodiacale in realtà “non credo all’oroscopo. Mi faceva però sorridere e pensare che determinate caratteristiche del mio segno zodiacale corrispondessero anche alla realtà. Così, giocando sulla cosa, ci ho voluto costruire un brano”.
“Quanto ti costa”, invece, è uno dei brani in cui il rapper milanese si racconta di più soprattutto nella fatica da dover fare per raggiungere felicità e amore e ci ha ammesso che “quotidianamente sia l’avverbio che descriva meglio il mio approccio alla ricerca della felicità. Normalmente si pensa che la felicità sia a portata di mano, ma spesso il passo che ci manca per raggiungere quell’equilibrio è quello più difficile da fare”.

“Cuori blu”,brano che chiude l’intero Ep, si sofferma su chi davvero siamo e su come ci mostriamo. “Sui social, di sicuro, c’è una base di verità. Creare dal nulla qualcuno o cosa non si è, si può anche fare ma quella creazione artificiale avrebbe vita breve – ha affermato Peligro – Ciò che è certo è che quando interagiamo con le nostre identità digitali, mostriamo solo un lato di noi”.
Ora che il suo nuovo progetto è stato donato al suo pubblico, Peligro si augura “una nuova sostenibilità. C’è stata una giusta anche doverosa gara di solidarietà. La musica ha accompagnato i giorni di lockdown, ma ha anche cercato di sostenere chi era in prima linea tramite donazioni e raccolta fondi. È stato un momento in cui la musica ha mostrato quello che può essere il suo valore, al di là di quello economico. Adesso che siamo in fase 2 è importante che la filiera musicale, ma anche tutte le persone che possono fare qualcosa, si prodighino”.
Nel frattempo Peligro è ottimista e per la promozione del disco pensa di: “usare i mezzi che ho a disposizione. È da studiare perché non è facile e sarà interessante trovare il modo di rendere fruibile la musica in maniera diversa dalla classica concezione di live, aspettando che i live tornino in tutta la loro bellezza”.



Sandy Sciuto