Oprah Winfrey: carriera e successi della “Regina Mida” dei media

Chi guarda abitualmente commedie americane l’avrà sentita nominare almeno un paio di volte prima di questi giorni. Si tratta di una delle donne più potenti, oltre che dell’afro-americana più ricca, al mondo. Stiamo parlando del personaggio del momento, la grande Oprah Winfrey. Conduttrice di un talk show fra i più seguiti e quotati nella storia della TV americana – e non solo. Insomma, la versione donna del nostro Pippo Baudo.

Ha quasi 64 anni (li compirà il 29 gennaio), e si chiama così perché i suoi familiari non sapevano pronunciare il suo vero nome, Orpah. Cresciuta nel Mississipi dalla nonna, negli anni della segregazione razziale, nel 1976 conduce il suo primo talk show, “People Are Talking”, dopo aver lavorato come stagista in alcune TV locali ed essere stata, a 19 anni, la prima donna afroamericana a condurre un telegiornale. Insomma, Oprah è l’emblema della “donna che si è fatta da sé”, idea tanto cara agli americani e che forse spiega, in parte, il suo grande successo.

In realtà, è sempre stata una grande comunicatrice. Il suo programma, The Oprah Winfrey Show, non diventa solo il salotto più ambito dalle star americane, ma è anche la migliore vetrina per libri e romanzi. Il segreto del successo è solo Oprah, che con la sua disponibilità a trattare non solo di attualità e questioni sociali, ma soprattutto delle sue vicende personali, cattura, coinvolge e addirittura condiziona il pubblico. Non si tratta solo di gossip: Oprah è riuscita a tradurre le sue esperienze in impegno ed attivismo, come quando nel 1993 lanciò una campagna a favore dei minori vittime di abusi, che si concretizzò nell'”Oprah Bill”, ratificato dall’allora presidente USA, Bill Clinton.

Oltre ad essere una conduttrice eccezionale, è anche una bravissima attrice (“Il colore viola”, 1985; “Paura”, 1986; “Beloved”, 1998; “The Butler – Un maggiordomo alla Casa Bianca”, 2013; “Selma – La strada per la libertà”, 2014), produttrice, proprietaria di una rete satellitare e di una casa editrice. È impegnata nella lotta alla povertà e, con il sostegno alla candidatura di Obama come candidato democratico alla Casa Bianca, si è esposta per la prima volta in politica nel 2007.

Un percorso che meritava ad occhi chiusi il premio “Cecil B. DeMille” alla carriera ai Golden Globe del 2018. Ed il discorso pronunciato nell’occasione ha portato Oprah su tutte le pagine dei quotidiani del mondo. Anche lei in nero, come le sue colleghe, per protestare contro le molestie sessuali ad Hollywood, ha parlato dei neri e del primo attore nero a vincere un Oscar, Sidney Poitier; delle lotte affrontate e ancora da affrontare perché le cose che non vanno possano cambiare. Ha ringraziato la stampa, che negli USA ultimamente è sotto assedio, per “l’insaziabile dedizione verso la scoperta della verità assoluta che ci impedisce di chiudere un occhio davanti alla corruzione e all’ingiustizia”.

Ha parlato soprattutto delle donne, delle violenze subite in silenzio per paura, di tutte le donne che invece hanno avuto il coraggio di dire “Mee too”, di denunciare e raccontare la verità. E degli uomini che le hanno ascoltate e che lottano con loro. Rimbalza sui media di tutto il mondo soprattutto l’ultima frase: “…nessuno dovrà dire di nuovo: ‘Me too’”.

Un discorso che ha fatto credere a molti che Oprah voglia candidarsi come futura inquilina della Casa Bianca, perché appassionato e molto “presidenziale”, un vero e proprio manifesto politico sui diritti civili e sociali da tutelare meglio negli USA. Staremo a vedere cosa succederà nel 2020; per ora, possiamo affermare che la standing ovation dopo i 9 minuti di Oprah sia stata più che meritata.



Emilia Granito