MFW: il movimento verso il futuro di Bottega Veneta

Un villa rinascimentale virtuale, con un porticato con colonne e statue proiettato sulle pareti, è la location che accoglie l’ennesima conferma della nuova era di Bottega Veneta. Accompagnate da una melodia eseguita dal vivo da due musicisti sfilano le creazioni di Daniel Lee, il giovane designer che dal 2018 è direttore creativo della storica azienda di lusso italiana.

Modelle e modelli si sono alternati sulla passerella, dove è stata presentata sia la collezione maschile sia quella femminile.

Un inizio total black. Il nero la fa da padrone in questa collezione, contrastato però da toni acidi e accesi: giallo, rosa, rosso, viola. Accostamenti apparentemente difficili, ma Daniel Lee ha l’incredibile capacità di rendere tutto perfettamente bilanciato. Lo stesso effetto di contrasto che si ripropone anche nell’abbinamento dei tessuti lurex degli abiti morbidi con i texani squadrati in pelle nera.

Le maniche extra-long che coprono le mani, così come gli orli dei pantaloni che sfiorano il pavimento aumentano la fluidità dei capi più lineari. Stesso effetto ottenuto con le frange: sul fondo degli abiti in maglia, su tutta la superficie dei pantaloni e sul bordo delle borse.

Anche negli outfit più rigorosi l’effetto di movimento c’è: metafora del percorso proiettato verso il futuro che Bottega Veneta ha intrapreso sotto la nuova direzione creativa.

Futuro e tradizione che si fondono. Non manca infatti la pelle matelassé, marchio di fabbrica del brand. Oltre che sulle borse (nella nuova versione oversize), da sempre simboli del lusso più sofisticato, l’iconico intrecciato lo ritroviamo anche nei gilet imbottititi da uomo.

Timido, riservato (non ha neppure Instagram), sfuggente, ma Daniel Lee sembra saper bene cosa fare e questa sfilata ne è ancora una volta la dimostrazione.



Giulia Storani