Marvel Cinematic Universe: come procede la Fase 3?

Gabriele Fardella

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Dal 2008 ad oggi abbiamo assistito alla nascita e alla crescita di una saga cinematografica di dimensioni mai viste prima. Con l’uscita nelle sale cinematografiche del primo “Iron Man” ha avuto inizio una saga che conta 16 pellicole e altre sei già in produzione.

Fino al 2016 tra i tanti protagonisti è sempre mancato uno degli eroi di punta del mondo Marvel, quello Spider-Man che per questioni che non stiamo qui a trattare è sempre stato estraneo al Marvel Cinematic Universe.

Con l’uscita di “Captain America: Civil War” nel 2016, l’Uomo Ragno ha fatto finalmente il suo debutto nell’Universo Cinematografico creato dai Marvel Studios e con la recente uscita di “Spider-Man: Homecoming” possiamo tirare le somme su questa prima parte della terza parte delle avventure degli Avengers. Con l’inizio della Fase 3 sembra essere arrivata una ventata di nuovo nei film della Marvel: i personaggi storici  sembrano essere legati tra di loro indissolubilmente, lasciando il palco alle “nuove leve” per quanto riguarda i film stand-alone. Non è un caso di fatti che nessuno dei quattro storici Avengers abbia un film dedicato. Per quanto infatti “Civil War” e “Ragnarok” siano a tutti gli effetti i capitoli 3 delle trilogie di Captain America e Thor, la massiccia presenza di altri supereroi nelle due pellicole rende incontestabile il fatto che i protagonisti più “anziani”sono ormai inseparabili.

In quest’ottica i nuovi arrivati portano quella ventata di aria fresca e originalità che era necessaria per tenere viva la saga. E in questo contesto che il nuovo Spider-Man si inserisce a meraviglia insieme ai meno celebri ma ormai amatissimi Guardiani della Galassia, Doctor Strange e Black Panter. Saranno loro, probabilmente insieme a Capitan Marvel, a trascinare la nuova generazione di eroi.

Ma a differenza di Doctor Strange e dei film sui Guardiani, “Spider-Man: Homecoming” appare molto più integrato nelle dinamiche del Marvel Cinematic Universe, arrivando a tratti a sembrare un vero e proprio spin-off di “Iron Man“, con Tony Stark che influenza prepotentemente la trama di un film che però brilla di luce riflessa.

Spider Man: Homecoming non è il solito film sulle origini, il protagonista è un Peter Paker che ha già avviato la sua attività da amichevole Spider Man di quartiere e che fa di tutto per entrare negli Avengers. La pellicola racconta inoltre una storia molto interessante, per quanto semplice e lineare, che grazie ad un villain coi fiocchi potrebbe anche essere autoconclusiva, cosa ormai rara nei cinecomic soprattutto quelli targati Disney.

Questi elementi, insieme ad un ottimo inserimento del personaggio nell’Universo Condiviso grazie al già citato Tony Stark, ci permettono di vedere un nuovo volto della New York post-Avengers dopo averla già vista sotto mille sfaccettature nelle serie tv Netflix, rendendo “Spider-Man: Homecoming un film che rappresenta un punto di svolta nel Marvel Cinematic Universe. D’altronde a ricordarcelo è lo stesso Michael Keaton (nei panni dell’Avvoltoio): “Il mondo sta cambiando, cambieremo anche noi”.

Le atmosfere del film sono comunque leggere e non lasciano minimamente presagire ciò che i nostri supereroi dovranno affrontare in “Avengers: Infinity War“.

Prima del terzo film sui Vendicatori ci attendono in sala “Thor: Ragnarok” e “Black Panter” che probabilmente spianeranno la strada all’arrivo di Thanos.

Insomma, di carne al fuoco ce ne sta davvero tanta, qual è il film del Marvel Cinematic Universe che attendete di più?

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