L’ira dei vegani di sua Maestà contro la banconota da 5 sterline

In #Instaworld, MONDO, social up by Catiuscia PolzellaLeave a Comment

“God save the Queen”, recita l’inno inglese. E oggi è proprio vero: Dio salvi la Regina ma dai vegani. Infatti, la sovrana più longeva d’Europa ha dei nuovi e temibili nemici, la comunità animalista del Regno. Tutta colpa delle nuove banconote da 5 sterline, immesse da settembre dalla Banca centrale del Regno Unito. La loro caratteristica principale è che sono fatte di materiali polimerici, cioè di plastica, e non più di carta. Si tratta di una pellicola sottile e flessibile di polipropilene, rivestita di uno strato di inchiostro che permette di stampare il disegno: sono state introdotte dopo anni di studi e ricerche, ma nei primi mesi di utilizzo hanno ricevuto diverse critiche, perché spesso non funzionano nelle macchinette, si rimpiccioliscono se vengono dimenticate nell’asciugatrice e, da un paio di giorni, perché si è scoperto che sono fatte con un materiale che contiene tracce di grasso animale.

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Nate da una tecnologia italiana, le banconote di plastica sostituiranno, entro la prossima estate, quelle vecchie fatte di fibre di cotone e lino. Si tratta di una nuova misura adottata dalla Banca d’Inghilterra per diminuire il pericolo di contraffazione. Le nuove banconote, infatti, saranno più pulite, più resistenti e più difficili da contraffare, dato che la loro produzione richiederà una procedura più lunga e costosa. In compenso dureranno due volte e mezzo di più rispetto alle banconote di carta, con conseguenti benefici anche per l’ambiente, ma non di certo per gli animali.

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Al momento 83.000 persone hanno aderito ad una petizione, con cui si chiede alla Banca d’Inghilterra di produrre le nuove banconote senza usare un grasso di origine animale,  il sego, che si ricava di solito dalla macellazione dei bovini e che viene spesso usato per produrre sapone o prodotti alimentari. Doug Maw, la persona che ha iniziato la campagna di raccolta firme, ha dichiarato di essere molto sorpreso dall’utilizzo del sego quando dovrebbe essere più facile trovare sostituti per i prodotti di natura animale. Se verranno raggiunte le 150.000 firme la petizione verrà consegnata alla Banca d’Inghilterra, che non avrà tuttavia nessun obbligo di prenderla in esame. Maw ha spiegato di non aspettarsi che le banconote già in circolazione vengano sostituite, ma di sperare almeno che per quelle che verranno prodotte in futuro verranno scelti altri materiali.

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Catiuscia Polzella

Catiuscia Polzella

Nata a Morcone (BN) nel 1988. Laureata in Scienze Internazionali presso l’Università di Siena. La mia più grande passione è viaggiare e mi affascina scoprire nuove culture e diversi stili di vita.