Le quattro ragioni per cui (in fondo) odiate il capodanno

Gaia Toccaceli

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Ottimisti speranzosi nel nuovo anno e cinici tenaci si scontrano nell’eterna guerra tra amore e odio di capodanno. Una sfida che sembra volgere sempre più a favore dei cinici che conquistano le folle portando dalla loro parte uomini insoddisfatti e lagnosi. Dall’altra parte è un lavoro che risulta abbastanza semplice dato il notevole contributo dei social.

È pur sempre vero che l’organizzazione del capodanno resta un’incombenza abbastanza scomoda anche  per gli inguaribili ottimisti che ogni anno ambiscono alla svolta della loro vita. In fondo è un impegno di cui si farebbe volentieri a meno.

Nel caso in cui non foste sufficientemente convinti di questo, ci pensiamo noi a dirvi perché.

Perché dobbiamo assolutamente divertirci:

dobbiamo essere felici, spumeggianti, entusiasti, eleganti e mostrare tutto questo sui social in modo che chiunque, invidioso della nostra euforia, desideri essere al nostro posto. In realtà spesso vorremmo essere da un’altra parte, con un’altra persona e fare cose diverse. Ma lo sappiamo, è più facile mostrare di essere esageratamente felici che prendere strade diverse.

Perché dobbiamo rimetterci a tavola:

Dopo circa una settimana di cibo random anche il nostro stomaco inizia ad avere la nausea e come unica reazione ci rimettiamo a tavola rassicurandoci che tutto questo cibo verrà prontamente smaltito dopo le vacanze. Che bugiardi che siamo!

 

Perché è giunto il momento di tirare le somme:

l’anno appena concluso cede il testimone al successivo e ciascuno di noi si chiede cosa sia riuscito a concludere in 365 giorni e che cosa possa fare in quelli successivi per migliorarsi. Ecco che arrivano i soliti sensi di colpa: neanche quest’anno abbiamo perso peso, non abbiamo scalato l’Everest e non abbiamo portato la pace nel mondo. Certo che siamo davvero delle bestie!

Perché dobbiamo sopportare il panico generale:

Siamo in quella fase dell’anno in cui i neuroni delle persone sembrano suicidarsi. Tutti impazziscono e si lasciano prendere dall’ansia delle prenotazioni, delle conferme da dare entro una certa data, della ricerca di un luogo in cui rifugiarsi con qualcuno la notte del 31 dicembre. La razionalità sembra sparita e il mondo diventa una giungla.

” Ecco che nella giungla dovrai stare fino a che capodanno non compare”.