“Le intermittenze della vita” è il nuovo album dell’arpista Raoul Moretti

Dal 9 marzo, a due anni esatti dall’inizio del primo lockdown, è disponibile sulle piattaforme streaming e in digital download “Le intermittenze della vita”, il nuovo album strumentale dell’arpista italo-svizzero Raoul Moretti. Oggi è uno degli arpisti più innovatori con una traiettoria artistica internazionale, esibendosi in oltre 20 Paesi in tutto il mondo e portando la sua arpa in differenti generi musicali come avant-garde, pop-rock, electronics e classic, in altre forme d’arte come danza, pittura, cinema e video-installazioni e, infine, in teatri, discoteche, strade, strutture ospedaliere e stazioni.

Il nuovo album

“Le Intermittenze della vita” (Tune Core/Believe Digital) contiene 12 brani di musica strumentale in cui l’artista si propone di ridefinire le frontiere musicali dell’arpa, raccontando il percorso cronologico e l’evoluzione psicologica-emotiva vissuta durante il periodo di lockdown. Raoul Moretti, attraverso suoni e tecniche non convenzionali, declina l’utilizzo dell’arpa elettrica come emanazione diretta, per esprimere sé stesso come artista ed essere umano. L’art-work del disco è a cura di Giada Negri.

Prodotto e scritto dallo stesso Raoul, il disco vanta le preziose collaborazioni con cantante sardo Beppe Dettori, che ricorre a un uso particolare delle corde vocali, e dei musicisti Wan Xing e Chan Shek Ming, che suonano in maniera sperimentale gli strumenti a corde della tradizione cinese, il Guzheng e il Guqin.

Un progetto composto da più parti

Il disco è strutturato in quattro parti, ciascuna composta da tre brani. Nella prima parte viene rappresentato in musica il punto di vista delle persone e le immagini esterne, come il silenzio delle città deserte e i runner solitari; nella seconda parte lo sguardo si apre al mondo e alla Cina, rappresentata nei suoni dagli strumenti a corde della tradizione cinese. La terza parte, invece, descrive in musica gli aspetti psicologici dei momenti di crisi dovuti alla persistenza della situazione; infine, l’ultima parte porta con sé la nascita di una forza interiore dell’uomo, con la speranza che tutto finisca.

Raoul Moretti ha raccontato:

Ispirandomi al titolo del libro “Le intermittenze della morte” del geniale scrittore portoghese José Saramago, ho pensato di realizzare una sorta di diario musicale per descrivere le emozioni e gli umori di questa esperienza “stra-ordinaria” a cui l’umanità si è dovuta adattare. Ho sempre desiderato comporre un’intera colonna sonora per un lungometraggio e all’inizio l’idea per questo progetto era quella di creare la musica per un film distopico. Ma con il trascorrere delle settimane abbiamo scoperto che il tempo di “straordinarietà” diventava più lungo di quello che speravamo non fosse, con tutte le conseguenze quotidiane connesse, sia dal punto di vista sociale, sia psicologico, sia economico. La realtà dispotica la stavamo vivendo, non era più finzione.

Questa la tracklist di “Le intermittenze della vita”: “09 Marzo 2020”, “Strade deserte”, “Il Runner solitario”, “Sars-CoV-2”, “Al di là delle Sabbie”, “Stasi frenetica”, “Di Ansie e paure”, “Di Pensieri ossessivi”, “Di Attacchi di Panico”, “Andrà tutto…”, “Notti di Coprifuoco”, “Un’alba meravigliosa”.



redazione