Orologi meccanici, la perfezione in una cassa

Gabriele Calabrò

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di Gabriele Calabrò per Social Up

Per molti è solo un segnatempo, qualcosa a cui è possibile rinunciare. Per altri è un vezzo per poter ostentare uno status basato sull’apparire.

Per altri è un mondo, un universo fatto di migliaia di ingranaggi risultato del genio umano applicato ai materiali che anima un organismo perfetto colpevole di “perdere” giusto qualche secondo in un mese.

Stiamo parlando di orologi da polso.
Al giorno d’oggi chiunque ha la possibilità di averne uno: ne esistono di tutti tipi e per tutte le tasche:  in gomma, acciaio, addirittura in legno ecosostenibile e ,per i più esigenti , anche impreziositi da metalli di alta gamma.
Sembra scontato averlo al polso,quasi naturale. Manifestazione dell’unione ormai consolidata con questo accessorio.
La grande famiglia degli orologi può essere divisa in due nette categorie, gli orologi al quarzo, quindi a batteria e gli orologi meccanici.
Parliamo di questi ultimi, caratterizzati dalla presenza di un elaborato meccanismo interno composto da centinaia di microelementi ed ingranaggi che , grazie al quid pluris che solo l’ingegno umano è capace di elaborare, come un’ orchestra opera in una sincronia armonica e perfetta tale da stimolare studi e ricerche ingegneristiche rivolte a contenere al minimo lo scarto di tempo che queste macchine perfette rischiano di lasciarsi indietro.
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Proprio questa è l’anima dell’Orologio Meccanico, la consapevolezza di indossare il frutto di studi e di ricerche.
Un piccolo mondo sinergico rinchiuso in una cassa ed appoggiato lungo un polso.
Una profana definizione potrebbe , con leggerezza , rivolgersi all’orologio meccanico come ” Mero strumento per l’indicazione dell’ora”. Definizione alquanto improbabile ed inadeguata che rischia di cadere nell’imbarazzante tunnel della riduttiva ignoranza, soprattutto quando ci si rivolge ad un appassionato disposto a tutto pur di avere una particolare “Referenza”.
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L’orologio automatico vive una continua evoluzione.
Il primo orologio da polso fu inventato da Patek Philippe nel XIX e la sua utilizzazione originaria si rivolse prevalentemente alle donne.
Nei primi anni del XX secolo  Alberto Santos-Dumont, celebre inventore di origini brasiliane ,spinto dalla necessità di un segnatempo più pratico che gli consentisse di verificare l’orario anche durante i voli in aereo plano, ricevette da un giovane Cartier, con cui era legato da una storica amicizia, uno dei primi orologi da polso per uomo.
Da li a breve , l’orologio da uomo iniziò la sua diffusione raccogliendo consensi ed appassionati in tutto il mondo.
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Attualmente un unico orologio è in grado di poter rispondere alle più disparate esigenze del suo custode , dalle profonde immersioni alle scalate delle più alte vette. È stato fiero compagno nelle guerre mondiali , celebre é il Casio G-SHOCK indossato da Cris Kyle, The American sniper.
Oppure il grandioso Patek Philippe  Grandmaster Chime 5175, uno tra gli orologi con più “Complicazioni” al mondo dal valore di circa 2,6 Milioni di dollari.
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Molti potrebbero sostenere che l’ora può essere controllata con un semplice sguardo allo Smartphone ma , sedondo voi, è possibile sostituire questo ” Gioiello dell’ingegneria ” con quattro numeri su un display?
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