L’arte è una questione di testa

Si sa che la stravaganza dei giapponesi sa toccare vette altissime, guardando le opere di Nagi Noda, non si può negare che almeno un selfie con una delle sue eccentriche acconciature lo vorremmo. Dopotutto, la classica coda, fatta alla buona di prima mattina e di cui non siamo mai completamente soddisfatte, ha un po’ stancato e una ventata di novità fa sempre bene alle nostre teste “capellose”.

Eppure, anche volendo mettere in difficoltà la propria parrucchiera di fiducia per vendicarsi di quando quella famosa “spuntatina” ai capelli è diventata un taglio netto,realizzare queste acconciature è un lavoro estremamente certosino. L’idea è di Nagi Noda, originale artista pop giapponese che, purtroppo, è tragicamente scomparsa nel 2008 in un incidente stradale. Le sue sono vere e proprie sculture, 12 copricapi di ispirazione animalesca, realizzati solo con i capelli delle modelle e del filo da sarta. L’obiettivo di questa giovane donna dagli occhi a mandorla era si, quello di meravigliare, ma anche indagare e portare alla luce il rapporto tra uomo/società e il mondo animale. Di fatto questi “cappelli di capelli” hanno un sapore etnico e si adattano perfettamente alla fisionomia del volto delle modelle.Tra gli altri artisti che usano i capelli per creare le proprie opere d’arte c’è Imhathai Suwatthanasilp, una ragazza thailandese che, forte del suo talento innovativo, ha dato vita ad una serie di “capelli all’uncinetto”. Quando suo padre, in punto di morte, le ha lasciato in eredità la sua treccia di capelli, Imhathai ci ha saputo vedere molto di più di un semplice intreccio. Da allora, l’artista contemporanea ha cominciato a sferruzzare con i capelli con lo scopo di dare forma e volto a stuzzicanti oggetti: federe per cuscini, involucri per souvenir della Tour Eiffel o la Cattedrale di Notre Dame. La sua mostra Hair for Hope: The new beginning vede esposte le farfalle ad uncinetto realizzate con i capelli di pazienti sottoposti a chemioterapia. La farfalla, simbolo per eccellenza di leggerezza e libertà, realizzata con i capelli caduti dei malati, vuole essere un messaggio di speranza, una sfida a risorgere dalla malattia e trasformarla in forza.



Alessandra Nepa