La terribile esperienza di Carla Moran

Nel 1487 i frati francescani Jacob Sprenger e Heinrich Institor Kramer resero pubblico un libro che segnerà un’era e che sarà preso come manuale per gli inquisitori assoldati dalla Chiesa nella caccia alle streghe: il “Malleus Maleficarum” o “Martello delle streghe”.
Uno dei passi più significativi è quello che parla degli incubi e delle succubi:

«Nel compiere l’atto sessuale i demoni maschi sono Incubi e le femmine Succubi, e questo è giudizio comune di tutti i filosofi di tutti i tempi ed è comprovato dall’esperienza delle nazioni… Le Succubi giacciono con gli uomini fino a sfinirli, per poterne raccogliere il seme, che poi utilizzano gli Incubi per fecondare le donne…».

Sin dall’antica Roma e poi del Medioevo, si credeva che i demoni non potessero procreare con gli uomini per mancanza del seme. Per questo motivo la versione femminile (le succubi) seducevano i maschi, soprattutto uomini puri e di Chiesa, per raccogliere il loro seme, corromperlo con la malvagità e affidarlo ai demoni maschi (gli incubi) per fecondare le donne.
A quale scopo? Si credeva che le creature così concepite fossero più sensibili alle influenze del demonio e quindi fossero un veicolo del male sulla Terra.

Se le Succubi tentavano di ammaliare gli uomini, gli incubi al contrario prendevano le donne con al forza e le violentavano anche più volte per assicurarsi di generare la loro progenie.
Mitologia, leggende, credenze popolari… eppure in un certo senso queste entità sembrano realmente influire sull’essere umano e ancora oggi si sente di casi di oppressione notturna, paralisi ipnagogica, sogni lucidi, ombre notturne, che molti riconducono, appunto, a entità malvagie.

Uno dei casi che ricade in questa casistica pare essere la vicenda di Carla Moran avvenuta nel 1975, ripresa poi nel romanzo “The Entity” di Frank De Felitta nel 1979 e dal quale è stato tratto l’omonimo film.
Il romanzo si baserebbe su fatti realmente accaduti ad un donna che ha voluto rimanere anonima (Carla Moran è uno pseudonimo) e si baserebbe sui rapporti psichiatrici di vari studiosi che si occuparono del caso, tra cui il neurologo Sneiderman e i parapsicologi Gaynor e Taff.

Carla era una donna divorziata con 3 figli e viveva in una modesta casetta a Culver City, in California. La sua era una vita normalissima, costellata da piccoli problemi, ma anche molte soddisfazioni, fino a che un giorno del 1975 iniziò a diventare un vero e proprio inferno.

Era un giorno come tanti altri ed era da poco tornata a casa dal lavoro, quando una presenza invisibile la colpì al volto e alle spalle facendola crollare sul letto. Era solo l’inizio di ciò che da allora divenne quasi una routine.

I fenomeni si verificavano almeno una volta a settimana e quasi sempre di notte: una forza tangibile ma invisibile l’afferrava, le strappava i vestiti e l’aggrediva graffiandola o colpendola con brutalità. quasi fino allo svenimento. Carla era una donna con i piedi per terra e razionale, abituata a risolvere i problemi da sola, e al principio non volle credere ad un’attività sovrannaturale, ma piuttosto ad un forte stress che la faceva svenire e fare brutti incubi. E le ferite? Pensò se le facesse da sola durante i suoi incubi.

Quella sua teoria perse validità quando l’entità iniziò non solo a picchiarla fino a farla sanguinare, ma anche a compiere veri e propri stupri.

Convinta finalmente di non essere pazza, cercò l’aiuto presso un amico che frequentava l’ Università di Los Angeles e che la indirizzò agli psicologi Kerry Gaynor e Barry Taff, specializzati in casi di infestazione e fenomeni poltergeist.

Inizialmente i due cercarono di convincere Carla che le sue erano solo forti suggestioni, azoni inconsce dovute al suo rapporto burrascoso con il padre e (si suppone) al rapporto incestuoso con il figlio maggiore. Le vennero prescritte delle sedute con specialisti dei traumi psicologici, ma il trattamento non le giovò affatto: al contrario quell’entità divenne sempre più aggressiva con lei, arrivando ad emettere ringhi e persino minacce con una voce mostruosa; le aggressioni e stupri di quell’essere invisibile divennero sempre più brutali e molte volte le donna perdeva coscienza fino al mattino, quando i figli andavano a chiamarla prima di andare a scuola.

I due studiosi, nonostante le ferite e i lividi della donna, non le credettero fino a quando lei li chiamò dicendo loro che alcune vicine di casa erano state testimoni di un’apparizione in casa sua in pieno giorno. Finalmente Gaynor e Taff, dopo aver raccolto le testimonianze, presero la vicenda sul serio e si affidarono il laboratorio di Parapsicologia dell’università diretto da Thelma Moss.

Le ferite della donna vennero analizzate per verificare che non se le fosse arrecate lei stessa e risultò che chiunque l’aggredisse di volta in volta, aveva la forza di un pugile peso massimo (quindi era escluso che lei o i figli avessero causato quei danni).

Carla disse che negli ultimi tempi aveva l’impressione che ad aggredirla non fosse una sola entità invisibile, ma addirittura 3: diceva che c’erano altri due esseri, ma più piccoli, che la tenevano ferma mentre quella principale la colpiva, la graffiava e consumava la violenza sessuale.

Gaynor e Taff a quel punto decisero si insediarsi nella casa della donna per qualche giorno con la loro strumentazione e di verificare se effettivamente nella casa accadessero fenomeni paranormali.
I filmati e le misurazioni ambientali rilevarono una forte attività di poltergeist in tutta l’abitazione, che spesso sfociavano in fenomeni violentissimi, come l’aggressione agli stessi psicologi. Ogni volta che avveniva qualcosa di insolito in casa, un fortissimo odore di zolfo si diffondeva negli ambienti interessati. Le prove erano inequivocabili: quelle che credevano fossero manie compulsive di Carla, ora venivano identificate come una genuina manifestazione paranormale violenta e aggressiva.

Loro stessi furono testimoni dell’apparizione di luci eteree e la materializzazione di oggetti fluttuanti; una notte la donna venne aggredita di fronte ai loro occhi e nonostante il figlio sedicenne provò ad intervenire assieme a Taff, ma entrambi vennero sbalzati contro la parete opposta e il ragazzo si ruppe un braccio. A differenza di Taff, che si convinse di ciò che aveva provato sulla sua pelle, sebbene Gaynor vide le escoriazioni e le fratture, non fu mai testimone dell’attacco e non fu mai in grado di vedere l’entità in una forma solida, anche se affermò che in un’occasione aveva visto qualcosa di trasparente simile ad una testa.

Gli studiosi non riuscirono a proteggere la donna dai continui attacchi delle entità invisibili e dopo due settimane di registrazioni Taff non potè far altro che consigliare alla donna di trasferirsi altrove perché il “problema” era in quella casa.

Carla Moran non se lo fece ripetere due volte e assieme ai figli si trasferì in Texas dove fece perdere le sue tracce. Da allora si raccontarono diverse versioni:

– Carla Moran abbandonò la casa, ma rimase in contatto con l’università a disse che l’entità l’aveva seguita per proseguire a picchiarla e violentarla;
– secondo alcuni la donna venne analizzata da un gruppo di psichiatri che la chiusero in manicomio dove continuò a subire altri attacchi;

– secondo Sneiderman, Carla soffriva di turbe psichiche a sfondo sessuale e le ferite sul corpo erano di origine psicosomatica;

– ci fu anche chi disse che qualche anno dopo la sua fuga in Texas una donna che diceva di essere Carla Moran fu ospite in una trasmissione dedicata ai fantasmi dove portò altre prove delle sue aggressioni;

– infine secondo qualcuno la vera Moran sarebbe deceduta poco tempo dopo in Texas dopo un’aggressione più violenta del solito da parte delle entità invisibili.

Il caso di Carla Moran venne chiuso senza essere pienamente risolto e se ve ne ho parlato è grazie al film “The Entity”, che ovviamente si è solamente ispirato a quella che “forse” è una storia vera di Incubi così come pensati dagli antichi romani.



redazione