La storia di Lady Snowblood: dal manga giapponese a Kill Bill

In MONDO, SPETTACOLO by Alice SpotoLeave a Comment

 

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Alzi la mano chi non ha mai visto la saga di Kill Bill, lungometraggio sceneggiato e diretto magistralmente dal geniale regista Quentin Tarantino e uscito nei cinema in due volumi, ormai più di dieci anni fa (2003-2004). La trama, la violenza delle scene, la dinamicità e la forza dei combattimenti, ha fatto si che diventasse un vero e proprio cult, tra gli appassionati di cinema e non solo.

Non tutti però sapranno che la trama è la stessa di Lady Snowblood, pellicola giapponese del 1973 per la regia di Toshiya Fujita. In entrambi i film infatti la protagonista è una giovane e determinata donna- interpretata da Uma Thurman nel capolavoro di Tarantino- in cerca di vendetta per riscattare gli affetti familiari che le sono stati violentemente strappati. Per uccidere tutti coloro che l’hanno condannata a soffrire, la donna ricorre all’uso delle più sofisticate tecniche delle arti marziali, apprese durante duri allenamenti.

Sebbene il film del regista statunitense si basi su una sceneggiatura originale, i conoscitori di Tarantino sapranno che il regista dissemini ugualmente omaggi e citazioni in tutte le sue opere. In particolare, Kill Bill vol. 1 presenta rimandi ad un manga giapponese degli anni Settanta intitolato Lady Snowblood(Shurayuki Hime) di Kazuo Kamimura e Kazuo Koike , pubblicato in Italia soltanto dalla fine del 2014. Naturalmente l’omonimo lungometraggio giapponese del 1973 non è altro che l’adattamento cinematografico di questo poco noto fumetto. Furono proprio le scene di violenza e di sesso esplicite, presenti all’interno del manga ad ispirare Tarantino per la realizzazione della sceneggiatura di Kill Bill.

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About the Author
Alice Spoto

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Classe 1992. Nata in Svizzera e tornata nella sua Sicilia in tenera età, negli anni dell'università sceglie Catania come la città più affine al suo spirito contraddittorio. Laureata in Beni Culturali, ha scelto di continuare gli studi nel campo della comunicazione per poter approdare a tutti gli effetti nel campo del giornalismo culturale. Emotiva e lunatica, attualmente scrive sul web di arte, cultura e della sua città, attendendo di trovare il fegato di scrivere il suo romanzo nel cassetto (della biancheria).

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