Intervista Ianez: “Minerva” è il racconto di un amore finito e l’ossessione del ricordo

Si fanno largo tra i big della musica giovani talenti. E’ il caso di Ianez che con la sua “Minerva”, nuovo singolo prodotto da Fabio Tumini per Satellite Records, ci racconta un amore finito, una delusione e l’ossessione del ricordo. Una presenza che continua a vivere in un ambiente condiviso dove ogni cosa, ogni elemento rievoca attraverso le immagini “ciò che è stato” rendendo ancora più desolante la fine della storia. Il singolo è disponibile su tutte le piattaforme digitali accompagnato dall’onirico videoclip per la regia di Antonella Giuliano.

 

Raccontaci quando e come nasce la tua passione per la musica? 

Ciao, grazie per lo spazio e il tempo che mi avete dedicato.

La mia passione per la musica nasce da ragazzino, ero molto piccolo quando nella scrittura ho trovato rifugio da una situazione famigliare borderline. Poi ho scoperto la chitarra, mi chiudevo in camera e musicavo testi che nessuno avrebbe mai letto. Le prime band arrivano nel periodo delle medie, con compagni di scuola e amici, fino alla formazione dei “melan nephos thanato” band balckmetal con la quale ho collaborato nei primi anni 2000.

Quali sono i tuoi riferimenti musicali?

Mi resta difficile indentificare i riferimenti in altri artisti, preferisco trovare ispirazione in sonorità legate a periodi precisi, dalle sintetizzazioni anni 80 alle chitarre dei 90 fino alle più contemporanee atmosfere e metriche vocali.

Sei autore della tua musica, come nascono i brani che scrivi qual è il tuo processo creativo?

Sono autore dei testi, alla parte musicale ci pensano Fabio e Lorenzo D’Annunzio, ci muoviamo come fossimo una band. I brani hanno tutti una loro storia, alcuni nascono da un testo altri da una base, dipende dall’argomento, dal periodo, da chi di noi ha per primo una buona intuizione.

Minerva è il tuo nuovo singolo raccontaci come è nata?

Minerva nasce da una tormentata notte insonne. Fabio mi aveva mandato la bozza di una base appena un paio di giorni prima per vedere se ci si poteva lavorare sopra e ho sfruttato al meglio un’ossessione, uno stato di malessere, trasformandola in una storia d’amore. La fine di una relazione è in molti casi: “insonnia”.

Un videoclip davvero poetico per la regia di Antonella Giuliano come è nata questa idea?

Tutto ciò che riguarda il video, dalla scelta dei colori alla location del “piccolo circolo garibaldino”  è frutto della fantasia di Antonella che ascoltando il  brano, già in fase embrionale, ha subito percepito dolcezza e sensualità. Siamo davvero contenti di poterla considerare parte della squadra, riesce a valorizzare la nostra musica con la sua visiva interpretazione.

Con quale artista o produttore ti piacerebbe lavorare?

Senza dubbio con i calibro35, la loro musica è sesso, è carnale e ti entra sottopelle sottoforma di emozione. Anche con “lo stato sociale” li trovo divertenti e anche estremamente intelligenti.



Claudia Ruiz