Intervista ad Elisa Brown, che insegna a cantare la vita

Elisa Brown, nota voce gospel italiana, si racconta a Social up, nel corso di un’intervista che delinea il suo percorso non sempre facile, ma attraversato da un bel fil rouge di passione e speranza. L’artista ha iniziato da autodidatta, per poi studiare tecnica vocale con diversi maestri, imparando col tempo a perfezionare la propria voce e a lavorarci: dal canto all’attività di operatore olistico.

Scopriamo più a fondo chi è davvero Elisa!

Sei una nota voce gospel italiana, ma la passione per il canto quando è nata in te?

Ero piccola. Mio padre lavorava in radio e così portava a casa tanti vinili. Mi piaceva sentire spesso “Oh happy day”, canzone divenuta famosa in Italia grazie alla pubblicità di Cinzano, lo spumante. Così fu collegata al Capodanno, ma in realtà è una melodia pasquale. Cantavo nel coro della chiesa. Alle superiori fui scelta come unica solista nel coro, poi ne divenni anche la direttrice dopo qualche anno.

Complimenti davvero! Ma questo rapporto con la musica è sempre stato idilliaco?

No, ci sono stati diversi momenti burrascosi. A volte volevo lasciare la musica. Per esempio nel 2011 ho avuto un polipo alle corde vocali e ho subito così un intervento. Ebbi un crollo emotivo e non volevo più cantare. Quando però ripresi l’utilizzo della voce in modo sano ho iniziato a studiare e a dedicarmi ad una serie di progetti musicali. Ho ripreso cosi a cantare concentrandomi sul canto come una missione, in particolare nel gospel, ma non solo. Dopo tanti progetti realizzati, nel 2018 ho poi deciso di registrare un album di inediti, “Yrros”, ossia “Sorry” al contrario.

Come mai scegliesti questo titolo?

Per chiedere scusa a me stessa, perché a volte mi ero fatta dire dagli altri chi io fossi, con il disco volevo dire a tutti di amarsi di più e di realizzare i propri sogni, credendo di più in se stessi.

Risalire dal tuo crollo emotivo ti ha aiutato a riprendere in mano la tua vita e a dire “Io esisto. Io sono Elisa Brown. Io ho una missione. Io e la mia musica”.

Sì, è stato per me un percorso molto formativo.

 

Il gospel ti ha aiutato sicuramente a superare questo periodo di crisi. Cosa ci vedi di speciale in questo genere musicale?

Il gospel è una musica che cura l’anima, aiuta le persone che lo cantano. L’origine è da ricercare nella liberazione dalla schiavitù degli afroamericani negli USA, quindi quando parliamo di gospel parliamo di voglia di libertà, di canti liberatori per far sentire la tua gioia o la tua tristezza attraverso le parole di Dio, di spiritualità, di connessione all’universo, a Dio, allo spirito divino. Per chi lo pratica in America il gospel è intriso d’un forte credo religioso, in Italia, invece, talvolta è molto più performativo.

Inoltre ho unito la concezione del gospel e quella del canto olistico in una tesi, proprio perché il canto olistico aiuta a stare bene, aiuta a stare meglio. Infatti sono anche un operatore olistico della voce del suono.

Spiegaci cos’è il canto olistico.

Con il termine olistico si intende parlare delle persone a 360 gradi, quindi vederle come anima, spirito, mente. Le tecniche olistiche sono varie e vengono utilizzate per aiutare le persone a riequilibrare se stesse, imparando che in un corpo, una mente e un’anima sana, possiamo vivere il nostro benessere più profondo. Nel mio caso mi concentro sull’utilizzo della voce e del suono facendo cerchi sonori, insegnando anche canzoni che aiutano a stare meglio permettendoci di liberare le nostre emozioni (ansia, stress, paura, rabbia, dolore…), così ho portato questa cosa anche nel Gospel.

Praticamente musicoterapia?

Più che musicoterapia, direi cantoterapia. Sono anche vocal coach comunque.

Ottimo, quante cose! Una domanda riflessiva: dal canto tuo, quale pensi possa essere la strategia giusta per poter avvicinare non solo le persone alla musica, ma proprio alla funzione di terapia e cura che può avere la musica?

Bisogna far vivere alle persone delle esperienze, coinvolgerle. Se lo vivono lo capiscono.

 

Condivido pienamente. Dopo quel disco ne hai fatti altri? Hai progetti in vista?

No, ma sto lavorando ad alcuni brani nuovi e sto valutando se farne un altro. Sto facendo anche massaggi sonori, un’attività che rientra sempre nel bagaglio dell’operatore olistico. Massaggio le persone con il suono, quindi con le campane tibetane, il tamburo sciamanico, e in generale li conduco in un viaggio nei quattro elementi, quindi acqua, aria, terra e fuoco.

Così le persone riescono a riequilibrarsi attraversi le vibrazioni che le scuotono. Per fortuna in sicurezza anti-covid son potuta ripartire. Faccio tutto questo a Roma presso l’associazione “Facilitascolto”.

Mi sto occupando anche di progetti musicali, come “Amoled Voices” e dei miei cori gospel sparsi (Soul & Joy a Roma e tanti altri). Gli Amoled Voices sono, in particolare, un coro gospel, soul e pop di professionisti che va un po’ in giro per l’Italia. Siamo stati di recente al “Napoli Gospel Festival”, un concerto al chiuso, registrato e fruito poi in streaming. A breve partirà anche un progetto di diffusione del mio metodo, il cosiddetto “Soul singing”, cioè il canto dell’anima.

È un periodo duro, molta gente si sta inaridendo, non è un luogo comune. Dunque, queste cose non possono che fare bene, e tu fai del bene, tanto. Purtroppo l’arte e la cultura in Italia di questi tempi sono proprio l’ultima ruota del carro. Chissà poi quando potranno riprendere i concerti, se pensiamo alla musica! Dunque, nell’attesa, che consiglio ti senti di dare ad una persona che oggi si sente un po’ giù? Come si può fruire meglio della musica, a casa, in modo sano? La musica in che termini può davvero aiutare in un periodo così buio?

Cantate i propri stati d’animo. Se siete tristi ascoltate musica triste e nello stesso tempo cantatela, per attraversare il dolore, l’angoscia. Se siete arrabbiati ascoltate e cantate un brano rock, così tirate fuori la rabbia. E ascoltate di tutto. Questo consiglio, perché la musica ci aiuta a tirare fuori le nostre emozioni e a cantarle quando ce la sentiamo. Ma alla fine della giornata, dopo aver liberato queste emozioni, ascoltate un po’ di musica leggera, allegra, rilassante, cantatela e ballatela se necessario, ma andate a letto con una bella energia sempre (o per lo meno provateci)!

Sei fantastica! Grazie davvero delle tue parole che restituiscono la sensazione di una piacevole melodia. In bocca al lupo per tutto!

Grazie a te Christian. Viva il lupo! È stata una piacevole conversazione.

Le foto sono state selezionate e concesse alla redazione dall’artista stessa, che ringraziamo.



Christian Liguori