Intervista a Juel, la rapper e ballerina dell’urban romano

In MUSICA by Catiuscia Polzella Comments

Una cantautrice con la passione per la danza e la voglia di comunicare messaggi di libertà: è così che potremmo definire Juel, all’anagrafe Chiara Panzieri. Ballerina in musical come Grease e in programmi televisivi come Domenica In, Operazione Trionfo,Veline e Paperissima, si avvicina al mondo della musica, scrivendo le sue prima canzoni.

Da allora Juel ne ha fatta di strada, così come la sua musica. A gennaio è uscito il suo nuovo singolo “Cattiva”, un brano dalle sonorità urban, reggaeton, electro e hip hop che racconta la storia di un rapporto a due, dove è la donna a soccombere alle violenze psicologiche del partner, ma che trova anche la forza di reagire. Abbiamo avuto la grande opportunità di intervistarla per voi: ecco cosa ci ha raccontato!

Cantautrice, ballerina, modella: ma chi è in realtà Juel?

L’una non esclude l’altra: sono tutte e tre. Sin da bambina ho manifestato l’amore per la musica attraverso il movimento del corpo. Si può dire che io abbia imparato prima a ballare e poi a camminare. Insieme ai lavori come ballerina si sono affacciati anche i lavori di posa fotografica. L’amore per la scrittura è sempre andato pari passo alla danza: amavo scrivere romanzi, poesie, racconti. Ma solo successivamente la maturità ho trovato la sua giusta forma artistica: la canzone. Ora ho la possibilità di potermi esprimere con diverse forme e in diversi ruoli ma la protagonista è sempre lei: la musica. La cosa importante per me è fare bene ma farlo sempre a modo mio mantenendo ben salda la mia identità perché si può non piacere agli altri ma finché fai cose in modo autentico e personale non c’è rischio che non piaci a te stesso e che le critiche cattive e distruttive della gente ti portino giù. L’amor proprio tiene a galla in momenti difficili e di sconforto.

Sei cresciuta nell’ambiente dell’Hip hop romano. Da donna, è stato difficile farsi largo nel panorama musicale capitolino?

In realtà non ho frequentato molto il circuito underground romano. Questa è una particolarità che ho riscontrato spesso nel mio modo di essere: sono solitaria e non mi piace appartenere a gruppi o comitive. Mi sono avvicinata al rap grazie al mio vicino di casa di allora che era un beat maker e rapper. Ho frequentato lui e alcuni dei suoi amici più fidati tra cui Primo Brown, che successivamente è diventato il mio mentore. Posso rispondere alla domanda facendo riferimento al mondo della danza. E’ difficile per una donna farsi valere per le qualità professionali e non solo fisiche. Spesso il mio “sogno” di ballerina è stato strumentalizzato e sfruttato…ma questo è un altro capitolo che oramai ho finito di scrivere. Nella musica, avendo imparato precedentemente a riconoscere ambienti e persone, ho vissuto e sto vivendo solo COSE BELLE e POSITIVE!

Sono proprio le donne ad essere le protagoniste del tuo nuovo singolo “Cattiva”, brano che anticipa l’uscita del tuo nuovo album. Il tema è quello, purtroppo attuale, della violenza sulle donne. Ma raccontaci tu il cuore del brano.

Il messaggio di questa canzone è un messaggio di coraggio ad uscire da una situazione soffocante è un invito per tutte le donne a reagire ad una violenza che sia psicologica che fisica e a riprendersi la propria vita. Racconto di questo rapporto di coppia in cui la donna viene privata della sua luce interiore dovendo rispondere alle aspettative innaturali del proprio compagno. Un uomo aggressivo nei modi e nella comunicazione che induce la donna a reprimere i propri desideri e il proprio essere. Il ritornello è un’esplosione di libertà; è una presa di posizione della donna che si vuole vedere a capo della propria vita, non più succube ma libera e indipendente. “Cattiva” è un inno al empowerment femminile.

“Cattiva” è accompagnata dall’omonimo videoclip realizzata da Simone Moglié e Fabio Tarantino. Non si può non soffermarsi sulla coreografia che sottolinea l’importanza che ha per te il legame tra musica e ballo.  Sono due componenti indissolubili per esprimere la tua arte?

Quando posso e lo reputo opportuno inserisco una nota coreografica che sia per un video o una esibizione ma non è imprescindibile per l’interpretazione della canzone. È un valore aggiunto che rafforza un messaggio, ma che in altri casi non è detto che utilizzi.

Quello che colpisce della tua musica è la qualità: ritmo, melodia, coreografia, look. Quanto è importante la cura del dettaglio?

Il dettaglio fa’ la differenza. Il dettaglio ti tira fuori dalla massa, meglio se originale e personale. Ti identifica in quello che sei. Penso che essere perfezionisti in questo campo sia fondamentale per far arrivare l’amore e l’impegno nella ricerca sonora, video e outifit. Mi avvalgo dell’aiuto di validi professionisti in ogni settore trattato nel video, dalla musica alla coreografia.

Presto uscirà il tuo nuovo album: ci sveleresti in anteprima quando?

Sicuramente in primavera insieme ad un altro videoclip.

Grazie per questa bella chiacchierata. Un caro saluto.

Juel