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Intervista a Emanuele Ferrari, il fotografo italiano più influente nel web

Con l'avvento degli smartphone e dei social network, che ci permettono di condividere pensieri ma anche scene della nostra vita quotidiana, siamo tutti diventati dei "fotografi allo sbaraglio". Eppure la fotografia è una delle forme d'arti più belle e difficili da realizzare e c'è chi ha fatto di quest'arte, non solo una passione, ma anche un mestiere. E' il caso di Emanuele Ferrari, uno dei più grandi fotografi italiani, fondatore e direttore del Nextdoormodel Magazine.
La sua brillante carriera inizia nel 2010, e si concentra fin da subito su modelle e campagne di moda. Lavora per i giornali più interessanti del settore, come GQEl Paìs IconPurpleMaxe i-D., e perfino per J. Walter Thompson, nella realizzazione di una potente campagna di prevenzione contro il cancro. Il suo successo cresce a dismisura, e conquista numeri importanti sui principali social network, come Facebook e Instagram. I soggetti delle sue fotografie sono essenzialmente donne, bellissime donne, modelle (e non solo) appartenenti a varie agenzie. Un curriculum eccezionalmente ricco quello di Emanuele Ferrari, ed è proprio questo a fargli conquistare un posto nella top 100 dei fotografi internazionali più influenti sul web, la classifica stilata in base al WIP (Web Popolarità Index), un indice che sfrutta un algoritmo e tiene conto di tre fattori: visibilità, interazione con gli utenti e referenze esterne. Si tratta del primo fotografo italiano ad ottenere questo meritatissimo riconoscimento, e noi di Social Up non potevamo lasciarci sfuggire l'occasione di intervistare per voi questo orgoglio italiano. Emanuele e la fotografia: com'è nato quest’amore e qual è il primo ricordo che ti viene in mente se pensi a questa passione? È nato come un gioco. O meglio già da ragazzino maneggiavo queste fotocamere più per diletto che per altro. Il primo ricordo? La paghetta accantonata per comprarmi una Minolta quando ancora ero un profano. E poi quando costringevo la mia compagna che oggi è mia moglie a posare per me...perché dovevo studiare bene le luci. Parlaci della tua formazione artistica: qual è l’insegnamento più prezioso che custodisci? Sono un creativo di natura anche se ho fatto studi agli antipodi - scientifico prima e economia poi. Sono un totale autodidatta: mi sono formato guardando le foto dei più grandi fotografi di ogni epoca. L’insegnamento più prezioso? Che non si finisce mai di imparare. Se si pensa di essere arrivati, si finisce per perdere la curiosità. E senza quella non di ha voglia di conoscere cose nuove, sperimentare.... I tuoi scatti sono eleganti e accattivanti allo stesso tempo. Da cosa ti lasci ispirare? Un altro grande insegnamento è quello di cercare sempre di avere un proprio stile. Io mi lascio ispirare dal momento, dalla modella, non importa quello che indossa o dove si trovi... anche un sorriso, uno sguardo possono essere accattivanti. “Web Popularity Index” ti ha decretato tra i primi 20 fotografi in classifica mondiale. Raccontaci, come hai vissuto questo grande e meritatissimo successo? Lo scorso anno mi hanno contattato per informarmi e non mi sembrava vero: primo degli italiani e 11 nella classifica generale. Quest’anno la conferma dell’inserimento nei primi 20 e 3 nel comparto moda dietro a mostri sacri come Testino e Richardson è stata davvero un’ulteriore conferma. Per una campagna pubblicitaria, soprattutto nel mondo fashion, si devono seguire rigidi schemi, però la tua personalità riesce sempre a trasparire con grande energia. Come riesci a far coincidere queste due componenti? Lo dovresti domandare a chi mi sceglie! Penso che chi mi chiama per una campagna voglia proprio questo: un fotografo che pensi fuori dagli schemi. In base a quali caratteristiche scegli le tue modelle? Quali sono le qualità che guardi principalmente? Mi devono colpire, bellezze che hanno quel dettaglio che le rende uniche: il colore dei capelli, la bocca carnosa, gli occhi grandi. Grazie ai social network, ci sentiamo un po’ tutti modelli o fotografi. Tuttavia, c’è anche chi, utilizzando uno smartphone, si appassiona alla fotografia al punto da volerne fare un lavoro. Cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere questa strada? Ci vuole impegno, tenacia, la voglia di imparare sempre e soprattutto coltivare un proprio stile che non si appiattisca su quanto già visto o fatto dai grandi del passato e contemporanei Emanuele ed il futuro: quali sono i tuoi progetti e cosa sogni ancora di fare? Sicuramente dialogare anche con i mercati esteri e trasferirmi per qualche tempo a Los Angeles. Li senza ombra di dubbia rappresenta un contesto affine.