Intervista a Daniele Mariani: “Ci sarò nella nuova stagione di Tutto può succedere”

Arriverà su Rai Uno la tanto attesa nuova stagione di “Tutto può succedere” e, per l’occasione, abbiamo chiacchierato con Daniele Mariani, uno dei protagonisti più amati della fiction.

Non c’è bisogno di presentazioni: il suo curriculum parla per sé e del suo talento. Fascino e bravura sono gli elementi che contraddistinguono l’attore Daniele Mariani, uniti ad una capacità di valorizzare al meglio il personaggio interpretato.

Lo abbiamo raggiunto mentre Daniele è sul set di un nuovo progetto cinematografico super top secret. Solare, sereno e spontaneo, Daniele Mariani si è raccontato per telefono ricordando gli inizi, parlando dei suoi personaggi e del ritorno di “Tutto può succedere”.

Daniele ci racconteresti il tuo esordio: quando hai capito che volevi fare l’attore e qual è stato il provino che ti ha cambiato la vita?
Ho capito di voler concretizzare il sogno di fare l’attore intorno ai vent’anni. Poco prima di cominciare a studiare recitazione, ho fatto un’esperienza all’estero. Poi sono tornato e, inconsciamente, avevo sempre saputo che la recitazione mi affascinava. A vent’anni ho deciso di cominciare: mi sono iscritto alla prima scuola di teatro. Da lì è cominciato tutto. Mi sono diplomato in quella scuola e, in seguito, sono entrato al Centro sperimentale. C’è stato un percorso di studi che è durato circa sei anni. Non c’è un provino che mi ha cambiato la vita. Tutti ti cambiano i diversi periodi della vita. Al momento non ce n’è stato uno più importante di un altro.

Nei personaggi che hai interpretato quanto c’è di Daniele Mariani?
Dipende chi devo interpretare. In questo periodo sto trattando due personaggi diversi che fanno parte di un progetto biografico. In questi casi devo allontanarmi molto dalla mia persona. Per quanto riguarda il resto, cerco sempre di trovare affinità con il mio modo di pensare quando lavoro su un personaggio. Se non ci sono queste affinità, cerco di capire come il personaggio la pensa e farne un pensiero condiviso, una cosa in comune.

Cinema, teatro e tv: nella tua valigia d’attore non manca proprio nulla. Ci sveli qualche retroscena o ricordo per te indelebile?
Sicuramente le prime soddisfazioni arrivate con la partecipazione al Festival di Venezia o al Festival di Roma. Progetti partiti con poche speranze che, invece, si sono rivelati vincenti. Hanno raggiunto bellissimi traguardi. Ad esempio, il cortometraggio “Il legionario” che ha partecipato alla Mostra del Cinema di Venezia lo scorso settembre oppure “Fine d’Estate” in concorso al Festival di Roma nella categoria “Alice nella città”.

Il grande pubblico ti ha scoperto con “Tutto può succedere”, fiction di Rai Uno. Ci racconti questa esperienza? Come è stato lavorare sul set? E soprattutto quando uscirà la nuova stagione? Tu ci sarai?
Sì che ci sarò. Sarò una figura abbastanza presente e positiva nella vita del personaggio di Ambra (n.d.r. interpretato da Matilda De Angelis). La nuova stagione arriverà in tv il 18 giugno. È stato bello lavorare sul set perché è stata la prima volta in cui mi rapportavo con una realtà grande: troupe composta da 70 – 80 elementi intorno a te mentre fai il tuo lavoro. La prima grande realtà alla quale ho partecipato.

Talento e successo non sempre vanno di pari passo. Qual è la tua idea in proposito? Credi che nel mondo dello spettacolo fatica e impegno hanno ancora un ruolo fondamentale?
Certo che fatica e impegno hanno un ruolo fondamentale. Non sempre gli viene dato il giusto valore, però, sicuramente nel lungo periodo ripagano. Sul talento ed il successo penso che quando si parla di meritocrazia, esulto per quelle persone che arrivano meritandoselo; quando accade il contrario penso che quelle persone avranno vita breve in questo contesto.

Il cinema italiano ha fatto la storia: se avessi potuto scegliere, con quale regista del passato ti sarebbe piaciuto lavorare e quale personaggio avresti voluto interpretare?
(Eh..ride) Se determinati film mi hanno affascinato, io non avrei potuto dare di più rispetto a quello che hanno dato quegli attori. Quindi, mi impoverirei io stesso se dicessi vorrei fare il Jack Nicholson di “Shining” o l’Al Pacino di “Profumo di donna”. Sono contento ci siano stati loro e che abbiano arricchito me. Guardiamo al futuro e non al passato.

Daniele, quali consigli daresti a chi vorrebbe diventare attore?
Consiglierei di essere onesti con loro stessi e capire bene se e quanto lo vogliono perché è una strada dura e piena di ostacoli. Quindi, devono essere molto molto molto motivati.



Sandy Sciuto