Per il Public Health England l’epidemia potrebbe non finire prima di un anno

Nella pandemia del coronavirus Covid-19, esiste anche un epidemia, se così si può definire, di notizie di ogni genere che riguardano sempre nuove teorie. Abbandonati i tempi complottistici, e le varie immagini dissacranti sul popolo cinese, che oltraggia il concetto dell’alimentazione cibandosi di animali, vivi e di svariato genere, ad iniziare dai famosi pipistrelli in soutè, da cui si dice che l’epidemia umana abbia avuto inizio. C’è chi dice che l’incessante sfoltimento delle foreste, abbia fatto si che numerose specie selvatiche abbia dovuto ricostruire il proprio habitat occupando ecosistemi paralleli ma incompatibili. C’è persino chi sussurra di un attentato terroristico finito male, una mutazione genetica sfuggita al controllo del laboratorio di contenimento. 
E poi, la domanda che tutti abbiamo in testa, ma quando finirà questo terrificante incubo epidemiologico, che non ci permette di vivere, che ci ha sottratto la nostra vita, la nostra quotidianità, la nostra vita sentimentale, quando finirà tutto questo?
Molti auspicano che la fatidica data del 3 aprile decretata dal nostro governo, sia frutto di attente riflessioni scientifiche, immaginiamo, che tecnici e scienziati, abbiano prospettato risoluzioni per quella data che mettano il virus a riposo.
Ma c’è anche, ed addirittura lo scrive, e per non apparire profetici citiamo pure la fonte il noto giornale inglese  The Guardian, noto per la sua correttezza e serietà nella divulgazione delle notizie, che l’epidemia per adesso non finirà, anzi aumenterà in maniera esponenziale e che se non vengono messi sul mercato vaccini o farmaci a sostegno, non solo non si fermerà ma si riproporrà dopo un mero tentativo di diminuizione dei casi,  con il nuovo autunno.
In questo arco di tempo, per quel che riguarda il Regno Unito, gli esperti che hanno firmato il rapporto affermano di aspettarsi un 80% della popolazione contagiata e un totale di 7,9 milioni persone costrette man mano al ricovero negli ospedali.
La fonte un documento segretato redatto dal Public Health England per i responsabili del servizio sanitario nazionale britannico (Nhs) svelato dal Guardian,  il documento afferma che: «Si prevede che l’80% della popolazione sarà infettata da Covid-19 nei prossimi 12 mesi e fino al 15% (7,9 milioni di persone) potrebbe richiedere il ricovero in ospedale». La previsione è stata elaborata in questi giorni dal team di preparazione e risposta alle emergenze di Phe e approvato come accurato dalla dottoressa Susan Hopkins, il principale funzionario di Phe che si occupa dell’epidemia. È stato condiviso con i capi dell’ospedale e i medici senior dell’Nhs in Inghilterra. Una figura di alto livello del Ssn coinvolta nella preparazione della crescente “ondata” di pazienti le cui vite sono state messe a rischio da Covid-19 ha affermato che un tasso di infezione dell’80% potrebbe portare alla morte di oltre mezzo milione di persone. Se il tasso di mortalità risulta essere l’1% che molti esperti usano come ipotesi di lavoro, ciò significherebbe 531.100 decessi.
La speranza, per cui che l’arrivo delle alte temperature estive, possa portare ad un decremento dei casi, la quarantena auto imposta, e tutti gli svariati sistemi di prevenzione del contagi, servirebbero quindi a poco.
Da quel che si comprende è che l’alto indice di contagio del virus, la facilità con cui corre sul territorio, il fatto che una grande quantità di contagiati sia asintomatica , fa si, che l’unica salvezza per contenere il numero dei morti per coronavirus,  (non tanto per la forte letalità del virus, che non è un virus letale, ma per la forte quantità di ammalati che si realizzano su ogni territorio, ammalati dove si evidenziano polmoniti e fibrosi cistica polmonare con serie difficoltà di respirazione e che non possono essere curate perchè nessun territorio è organizzato per ospitare la quantità di ammalati che necessitano di terapia intensiva rianimatoria), l’unica possibilià è cercare di frenare quanto più i picchi di contagio, affinchè limitando nel tempo il numero dei malati le strutture sanitarie non collassino.
Sperare che un vaccino sia realizzato ed immesso sul territorio per bloccare il cammino del virus, è l’ipotesi migliore che per combattere la piaga del Covid 19, nel frattempo evitare la diffusione, rimanendo in casa, è l’unica cosa che da persone coscienti possiamo fare.



redazione