Il giovane Daniel Lee debutta come direttore creativo di Bottega Veneta

Uno degli spettacoli più attesi della stagione: il debutto di Daniel Lee come direttore creativo di Bottega Veneta. Lo stilista trentaduenne laureato al Central Saint Martins College di Londra e con un passato da direttore creativo del ready-to-wear di Céline (durante la direzione di Phoebe Philo) non delude le aspettative del pubblico. Dopo una prefall convincente, il giovane designer si lancia sulla prima passerella targata Bottega Veneta, portando a Milano un’inconfondibile fascino minimal chic. La location vetrata in perfetta simbiosi con Piazza Sempione, suggerisce un carattere Urban ritrovabile all’interno di ogni creazione.

Una collezione essenziale, non del tutto minimale, che alterna colori scuri a piccoli sprazzi di colore. Anche in questo caso la scelta cromatica non è casuale: solo il verde brillante, il metallico, blu elettrico e l’arancione vitaminico sono stati presi in considerazione dallo stilista.

Modelle che sfilano in look di pelle nera e marrone, completati da anfibi neri chunky e con pantaloni rincalzati all’interno. Top e abiti che si aprono ad oblò ed un utilizzo ben cosciente dei materiali: il lavoro artigianale si unisce ad una ricerca tecnologica, incastrando perfettamente le textures più contemporanee con quelle dal fascino storico.

“Piacere e gioia: suscitare il desiderio di bellezza” sono le parole che usa per spiegare questa sfilata, che più che sfilata è un vero e proprio inno alla sensualità.